mercoledì 30 novembre 2011

Book Preview: Le anteprime più attese


Salve a tutti, cari lettori e lettrici!
Ed eccoci ancora qui a dare il benvenuto sul blog ad una nuova rubrica pensata tutta per voi, per tenervi aggiornati sulle saghe più seguite ed appassionanti e sulle novità più attese, direttamente dall'America.
Personalmente amo molto seguire i blog americani di libri urban fantasy e tenermi aggiornata sulle uscite delle mie autrici/saghe preferite, per avere delle anteprime sull'evoluzione della storia e ipotizzare un eventuale uscita italiana. Grazie all'aiuto della nostra bravissima traduttrice Vecchiastrega, cercheremo in questa rubrica di tenervi aggiornati sulle notizie più succose ed interessanti.

Come primo argomento abbiamo deciso, non solo di segnalarvi un uscita importante di una delle saghe YA di maggior successo in Italia, ma anche di regalarvi un piccolo estratto del libro, sempre tradotto dalla nostra bravissima traduttrice.

Il libro in questione è "Last Breath",  letteralmente "Ultimo respiro", undicesimo volume della saga di Rachel Cain, "I vampiri di Morganville".

Uscito in America il 1 Novembre 2011, questo undicesimo volume prosegue la storia di Claire e dei suoi amici. E' stato recensito da molti blog come il miglior libro della serie uscito fin'ora in America, pieno di colpi di scena, sorprese e sfide apparentemente impossibili.
La nostra bravissima traduttrice consiglia, inoltre, a chiunque volesse cominciare a leggere i libri in lingua originale, di cominciare proprio con questa saga. La scrittura è semplice e lineare, priva di slang a volte intraducibili, ma mai ripetitiva. Perfetta per chi vuole cominciare a leggere in inglese.

La Trama: 
Mentre il suo capo è occupato nella ricerca delle case del fondatore, Claire Danvers è lasciata a sè stessa, quando viene a sapere che a Morganville sono misteriosamente scomparsi 3 vampiri. L'unica persona che sembra collegarsi a tutti i vampiri dispersi è un misterioso vampiro di nome Magnus, nuovo in città. Dopo un incontro non del tutto normale tra questo misterioso vampiro e gli ultimi cittadini rimasti a Morganville, Claire è sicura che questo strano individuo nasconda un segreto ... Magnus è un vampiro o qualcosa di completamente diverso?!

Il dodicesimo volume della saga (forse ultimo?), uscirà in America nel Maggio 2012 con il titolo "Black Dawn".

La serie dei Vampiri di Morganville è così composta:
1. Il diario di Eve Rosser
2.Il destino di Claire
3. Il vicolo dei segreti
4. Appuntamento al buio
5. Lord of Misrule inedito
6. Carpe Corpus inedito
7. Fade Out  inedito
8. Kiss of Death  inedito
9. Ghost Town  inedito
10. Bite Club  inedito
11. Last Breath  inedito
12. Black Dawn (Maggio 2012 in America)


Ed ora una mega sopresa per tutti voi fan della serie! Grazie all'aiuto di Vecchiastrega, vi offriamo un estratto di questo undicesimo libro sui Vampiri di Morganville. (Entro breve, nella sezione della "Tana" del nostro Forum, luogo di traduzioni inedite, posteremo il capitolo completo! Se non lo avete ancora fatto, presentatevi e correte a leggere!!!)

*******

Le labbra di Shane sembravano velluto contro la sua nuca, e Claire tremò di delizia mentre il respiro di lui le riscaldava la pelle. Si poggiò contro di lui con un sospiro. Il corpo del suo ragazzo era solido e sicuro, e le sue braccia la circondarono, avvolgendola in conforto. Era alto più di lei, quindi si dovette piegare per poggiare il mento sulla sua spalla e sussurrarle, “Ne sei sicura?”

Claire annuì. “Hai ricevuto l’ultimo avviso, non è vero? O è così, o verranno loro a raccogliere. Tu non vuoi che succeda.”

“Bèh, tu non dovresti essere qui,” le fece notare – non per la prima volta quel giorno. “Non hai lezione?”

“Non oggi,” disse lei. “Ho avuto un oh-mio-Dio-troppo-presto laboratorio, ma adesso sono a posto.”

“Ok, allora non devi farlo perché sei soggetta ad esenzione fiscale.”

Per esenzione fiscale, lui intendeva che lei non doveva pagare … in sangue. Le tasse a Morganville venivano riscosse in tre modi: il modo educato, attraverso il centro riscossioni in centro, o nel modo non-molto-educato, quando arrivava la Bloodmobile come un elegante squalo nero davanti alla tua porta, con tecnici in stile Man In Black per assicurarsi che tu espletassi i tuoi doveri civici.

Il terzo modo era con la forza, nel buio, quando ti avventuravi fuori non protetto e venivi morso.

Vampiri. Una vera spina nel collo … letteralmente.

Shane aveva completamente ragione: Claire possedeva un legale documento scritto che attestava che lei era libera dalla responsabilità delle donazioni. Il giudizio comune – e non era sbagliato – era che lei aveva già donato abbastanza sangue a Morganville.

Ovviamente, lo stesso valeva per Shane … ma lui non era sempre stato dalla parte dei vampiri, al tempo.

“Lo so che non sono obbligata,” disse lei. “Voglio farlo. Posso sopportarlo.”

“In caso tu ti stia preoccupando, non sono spaventato come una ragazzina o roba del genere.”

“Ehi!” Lo colpì al braccio. “Io sono una ragazza. Cosa vorresti dire esattamente, che non sono coraggiosa o cosa?”

“Eeek,” disse Shane. “Niente. Giusto, principessa Amazzone, ho afferrato il punto.” 

Claire si voltò tra le sue braccia e lo baciò, una dolce vampata di calore quando le loro labbra si incontrarono. L’adorabile gioia che ne scaturì rilasciò un’esplosione di bolle dentro di lei, bolle piene di felicità. Dio, lei amava quei momenti. Amava lui. Era stato un anno duro, e lui era … inciampato, era il modo migliore in cui poteva pensarci. Shane aveva dei lati oscuri, e li aveva combattuti. Li stava ancora combattendo.

Ma aveva lavorato sodo per aggiustare le cose, non solo con lei, ma con ognuno che sentiva di aver deluso. Michael, il suo migliore amico (vampiro). Eve, l’altra sua migliore amica (non vampiro), che lo era anche di lei. Anche i genitori di Claire avevano ricevuto una sincera attenzione: era andato con lei a trovarli, due volte, con un permesso di uscita dei vampiri, ed era rimasto serio e controllato anche sotto il severo controllo incrociato di suo padre.

Lui voleva cambiare. Lei lo sapeva.

Quando il bacio finalmente terminò, Shane aveva un vago sguardo da drogato negli occhi, e sembrava avere dei problemi a lasciarla andare. “Lo sai,” disse, spostandole i capelli dalla guancia con una grande mano calda, “potremmo semplicemente far saltare tutto ed andarcene a casa invece che permettere loro di farci succhiare il sangue. Riprovarci domani.”

“Bloodmobile,” gli ricordò lei. “Gente che ti blocca a terra. Vuoi davvero questo?”

Lui si strinse nelle spalle. “Diavolo, no. Ok, giusto, dopo di te.” Erano in piedi sul marciapiede davanti alla banca del sangue di Morganville, con la sua grossa insegna allegra a forma di goccia di sangue ed un ingresso pubblico scrupolosamente pulito. Claire gli diede un buffetto sulla guancia, gli sfuggì prima che lui potesse di nuovo attirarla a sé, e spalancò le porte.

Dentro, il posto sembrava come se fosse stato appena ristrutturato – illuminato in modo più allegro dell’ultima volta in cui vi era stata, ed il nuovo arredamento sembrava confortevole ed accogliente. Avevano persino installato un acquario pieno di colorati pesci tropicali e coralli vivi. Bello. Chiaramente, i vampiri stavano cercando di fare del loro meglio per rassicurare la comunità umana, per ricambiare.

La signora seduta dietro al bancone d’ingresso sollevò lo sguardo e sorrise. Era umana, quasi materna, e quando prese i dati di Claire sollevò le sue sottili sopracciglia grigie. “Oh,” disse. “Lo sai, tu hai già pagato per tutto l’anno. Non c’è bisogno –“

“E’ volontario,” disse Claire. “Va bene?”

“Volontario?” La donna ripeté la parola come se fosse in una qualche lingua straniera. “Bèh, immagino …” Scosse la testa, chiaramente pensando che Claire fosse pazza, e rivolse il suo sorriso a Shane. “E tu, tesoro?”

“Collins,” disse. “Shane Collins.”

Lei tirò fuori il suo fascicolo, e sollevò le sopracciglia, di nuovo. “Tu non sei decisamente in pari con i pagamenti, Signor Collins. In effetti, sei in ritardo di sei giorni. Di nuovo.”

“Sono stato occupato.” Lui non interruppe il sorriso. Lei neppure.

Timbrò il suo fascicolo, ci scrisse sopra qualcosa, e lo rimise nello schedario, e poi passò a tutti e due degli scontrini di carta. “Attraverso la porta,” disse. “Volete stare nella stessa stanza o separati?”

“Insieme,” dissero entrambi in sincrono, e si guardarono l’un l’altra. Claire non poté evitare un piccolo sorrisetto, e Shane alzò gli occhi al cielo. “Lei è un po’ fifona,” disse. “Sviene alla minima vista del sangue.”

“Oh, per favore,” sbuffò Claire. “Questo comunque descrive uno di noi due.”

L’addetta alla ricezione, nonostante il suo aspetto materno, chiaramente non era molto cordiale. “Bene,” disse energicamente. “Seconda porta a destra, dentro ci sono due sedie. Vi mando un inserviente.”

“Si, ed a proposito … potresti mandarci un umano?” chiese Shane. “Mi mette i brividi quando al tizio che mi preleva il sangue gorgoglia lo stomaco.”

Claire gli diede un pizzicotto nel braccio quella volta, un inconfondibile chiudi il becco, e rivolse un sorriso solare all’addetta alla ricezione mentre lo trascinava verso la porta che aveva indicato loro. “Davvero,” gli disse, “sarebbe stato così difficile non dire niente?”

“Un po’,” fece spallucce e le tenne la porta aperta. “Prima le signore.”

“Comincio davvero a credere che tu sia un gattino fifone.”

“No, sono soltanto impeccabilmente educato.” Lui le diede uno sguardo sbilenco e  disse, con una curiosa serietà, “Mi butterei per primo in qualunque battaglia, per te.”

Shane era sempre stato qualcuno che esprimeva al meglio il suo amore facendo il protettivo, ma in quel momento era deliberato, un modo per lui per fare ammenda per quanto la sua rabbia e la sua aggressività gli permettevano. Anche al suo peggio lui non le aveva fatto del male, ma ci era andato vicino, spaventosamente vicino, e quello aleggiava tra loro come un’ombra.

“Shane,” disse lei, e fece una pausa per guardarlo direttamente in faccia. “Se dovessimo arrivare a quello, io lotterei al tuo fianco. Non dietro di te.”

Lui sorrise un poco, ed annuì mentre cominciarono di nuovo a muoversi. “Mi prenderei lo stesso il primo proiettile. Spero che su questo tu sia d’accordo.”

Non avrebbe dovuto essere così, davvero, ma il pensiero e l’emozione che c’era dietro le diedero un’altra ondata tiepida, mentre camminava lungo il corridoio e dentro la seconda stanza a destra. Come il resto del lato umano del centro di raccolta, lo spazio sembrava caldo e confortevole; le sedie reclinabili erano in pelle, o in qualcosa in vinile che lo sembrava. Gli altoparlanti in alto stavano trasmettendo qualcosa di acustico e soffice, e Claire si rilassò nella sedia, mentre Shane si agitava nella sua.

Si irrigidì non appena si aprì la porta e fece il suo ingresso il loro inserviente.

“Non è possibile,” disse Claire. Primo, il loro inserviente era un vampiro. Secondo, era Oliver. Oh, e stava indossando un camice bianco da laboratorio e trasportava un blocco per appunti con un aspetto vagamente ufficiale, ma era Oliver. “Esattamente, cosa ci fa il secondo vampiro più potente della città qui a prelevare sangue?”

“Già, non hanno bisogno di te per servire gli espressi alla caffetteria?” aggiunse Shane, con una punta totalmente non necessaria di sarcasmo. Oliver si poteva spesso trovare dietro il bancone della caffetteria, ma non perché avessero bisogno di lui. Semplicemente gli piaceva farlo, e Shane lo sapeva. Quando eri (presumibilmente) ricco e (assolutamente) potente quanto Oliver, potevi fare tutto quello che diavolo volevi.

“Ci sono stati alcuni casi di influenza,” disse Oliver, ignorando il tono di Shane mentre tirava fuori l’attrezzatura per il prelievo e la metteva su dei vassoi. “Capisco che oggi sono a corto di personale. Se possibile, vedrò di farci un salto.”

 In qualche modo, quello non copriva l’intera storia, neppure se fosse stata vera. Claire gli diede un’occhiata diffidente, mentre lui piazzava rapidamente uno sgabello con le ruote vicino a lei e stringeva un laccio al suo posto sulla parte superiore del suo braccio, per poi passarle una palla di gomma rossa da stringere mentre preparava l’ago. “Immagino che sarai tu la prima,” disse, “considerato l’usuale atteggiamento di Shane.” Disse ogni parola con un tono altrettanto secco ai margini quanto lo era stato il sarcasmo di Shane, e Shane aprì la bocca, poi si calmò, le labbra si assottigliarono in una linea testarda. Bene, pensò lei. Ci stava provando, almeno.

“Certo,” disse lei. Riuscì a non trasalire quando le sue dita fredde le palparono il braccio, percependo le sue vene, e concentrandosi sul volto di lui. Oliver sembrava sempre essere più vecchio di molti degli altri vampiri, anche se lei non riusciva a capire bene perché: i suoi capelli, forse, che erano rigati da linee grigie e legati dietro in una coda stile hippy come in quel momento. Non c’erano molte rughe sul suo viso, davvero, ma lei l’aveva sempre classificato a prima vista come uno di mezza età, e quando lo osservava davvero per bene, non riusciva a capire perché.

Più che altro sembrava semplicemente più cinico degli altri.

Quel giorno indossava una maglia nera sotto un pullover di lana grigia, e dei bluejeans, molto casual; non era molto diverso da quello che stava indossando Shane, a dire il vero, eccetto che Shane riusciva a far sembrare il suo look ricercato ed alla moda.

L’ago penetrò con un breve e bruciante scatto, e poi il dolore venne sostituito da un piccolo indolenzimento quando Oliver lo fermò con un pezzo di cerotto ed attaccò il tubo. Rilasciò il laccio emostatico e le pinze, e Claire guardò la scura linea di sangue rosso scendere lungo la plastica e scomparire dentro una sacca di raccolta. “Bene,” disse lui. “Hai un flusso eccellente.”

“Io … non sono sicura di come prenderla, a dire il vero.”

Lui fece spallucce. “Ha buoni colore e pressione, e l’aroma è piuttosto fresco. Molto buono.”

Claire si sentì ancor meno bene una volta che disse quello; lo descriveva come fosse un amante del vino che parlava della sua annata preferita. In effetti, si sentiva come vagamente malata, ed appoggiò la testa contro i soffici cuscini, mentre fissava un allegro poster attaccato al retro della porta.

Oliver si spostò da lei a Shane, e dopo aver preso un paio di profondi respiri calmanti, lei smise di studiare la foto del gattino e guardò il suo ragazzo. Era teso, ma cercava di non sembrarlo; lei poteva accorgersene dalla faccia tesa leggermente pallida, e dal modo in cui le sue spalle si erano irrigidite, evidenziando i muscoli sotto la maglia. Arrotolò la manica senza una parola, ed Oliver – anche lui in silenzio – mise il laccio al suo posto e gli diede un’altra pallina da stringere. Diversamente da Claire, che era stata a malapena in grado di intaccarla, Shane quasi la appiattì quando la strinse. Le sue vene erano visibili per lei anche attraverso la stanza, ed Olive vi passò appena le dita, senza mai incontrare lo sguardo di Shane, e poi fece penetrare l’ago così velocemente e fluidamente che quasi Claire non lo vide. “Due pinte,” disse a Shane. “Rimarrai comunque indietro rispetto alla tua scheda, ma immagino che non dovremmo togliertene di più in una sola volta.”

“Sembri deluso.” La voce di Shane venne fuori debole e flebile, e poggiò la testa contro i cuscini mentre stringeva gli occhi chiusi. “Dannazione, odio questa cosa. La odio davvero.”

“Lo so,” disse Oliver. “L’odore del tuo sangue parla per te.”

“Se continui a parlare così, ti tiro un cazzotto.” Shane lo disse piano, ma diceva sul serio. C’era un muscolo teso come un cavo d’acciaio nella sua gola, e la sua mano strizzava la palla di gomma in pressioni convulse. Oliver rilasciò il laccio emostatico e le pinze, ed il sangue di Shane si mosse lungo il tubo.

“Posso specificare l’uso per la mia donazione?” Domandò Claire. Quello catturò l’attenzione di Oliver, ed anche Shane sollevò una palpebra per guardarla. “Visto che la mia è volontaria.”

“Si, credo,” disse Oliver, e tirò fuori un pennarello nero. “Nome?”

“L’ospedale,” disse lei. “Per le emergenze.”

Lui le diede una lunga e misurata occhiata, e poi fece spallucce e disegnò un semplice simbolo a croce sulla sacca – prima di rimetterla sul supporto di fianco alla sedia.

Shane aprì la bocca, ma Oliver disse, “Non pensarci neppure. Il tuo è già stato assegnato.”

Shane rispose con un suono strozzato.

“Precisamente il motivo per cui non è sul mio conto,” disse Oliver. “Io ho certi standard. Adesso, se qualcuno di voi dovesse avvertire nausea o debolezza, premete il bottone. Altrimenti, sarò di ritorno tra pochi minuti.”

Si rialzò e si avviò verso la porta, ma esitò con la mano sulla maniglia. Si girò di nuovo verso di loro e disse, “Ho ricevuto l’invito.”

“Per un momento Claire non seppe di cosa stesse parlando, ma poi disse, “Oh, il party.”

“Il party di fidanzamento,” disse lui. “Dovresti parlare con i tuoi amici a proposito della … situazione politica.”

“Io … cosa? Di che stai parlando?”

Gli occhi di Oliver si fermarono sui suoi, e lei si rese conto di qualche costrizione vampirica, ma non sembrava affatto che lui la stesse provocando. “Ho già provato ad avvertire Michael,” disse. “E’ avventato. Molto avventato. La comunità dei vampiri di Morganville è già … inquieta; credono che agli umani sia stata data troppa libertà, troppe licenze per le loro attività serali. C’è sempre un rapporto chiaramente stretto tra –“

“Serial killer e vittime?” buttò lì Shane.

“Protettori e Protetti,” disse Oliver, lanciando uno sguardo minaccioso al suo ragazzo. “Rapporto che è una necessità libera da troppe complicazioni emotive. E’ un obbligo, che i vampiri possono capire. Questa … connessione tra Michael e la tua amica umana Eve è … grezzo e disordinato. Adesso che minacciano di ufficializzarla con uno status legale … ci sono delle resistenze. Da entrambe le parti, sia dai vampiri che dagli umani.”

“Aspetta,” disse Shane. “Ci stai seriamente dicendo che la gente non vuole che loro due si sposino?”

“C’è una certa sensazione che non sia appropriato, né saggio, permettere un matrimonio tra umani e vampiri.”

“Questo è razzismo!”

“Non ha nulla a che vedere con le razze,” disse Oliver. “Ha tutto a che vedere con le specie. Vampiri ed umani hanno una certa relazione, e dal punto di vista dei vampiri, è una relazione predatoria.”

“Credo che tu volessi dire parassita.”

L’umore di Oliver si infiammò, cosa che è pericolosa; la sua faccia cambiò, letteralmente trasformandosi, come se il mostro al suo interno stesse cercando di venire fuori. Poi passò, lasciando però una sensazione nella stanza, uno shock formicolante che fece chiudere il becco persino a Shane, almeno per il momento. “Alcuni non vogliono che Michael ed Eve si sposino,” disse. “Da parte mia potete sapere che persino quelli che ne sono indifferenti credono che andrà a finire male per tutti i coinvolti. Non è saggio. L’ho detto a lui, ed ho provato a dirlo a lei. Adesso dico a voi di fermarli.

“Non possiamo!” disse Claire, inorridita. “Si amano!”

“Questo non ha nulla a che vedere con quello che sto dicendo,” le disse il vampiro, ed aprì la porta della stanza. “Non mi importa nulla dei loro sentimenti. Io sto parlando della realtà della situazione. Un matrimonio è politicamente disastroso, e scatenerà problemi che sarebbe meglio lasciare a covare. Ditegli questo. Ditegli che sarà fermato, in un modo o nell’altro. Meglio se sono loro a fermarsi.”

“Ma –“

La porta sbatté su qualunque cosa lei avesse da dire, e comunque, Claire non era sicura di averne davvero qualche idea. Guardò verso Shane, che sembrava senza parole tanto quanto lei.

Ma fu lui, ovviamente, il primo a ritrovare la voce. “Bèh,” disse, “gliel’ho detto anche io.”

“Shane!”

“Guarda, vampiri ed umani insieme non sono mai stati una buona idea. Sarebbe come mettere insieme gatti e topi. Finisce sempre male per il topo.”

“Non si tratta di vampiri ed umani. Si tratta di Eve e Michael.”

“Che è differente come, esattamente?”

“E’ … lo è e basta!”

Shane sospirò e poggiò la testa contro i cuscini. “Bene,” disse. “Ma te lo scordi che io spezzi il cuore di Eve. Sarai tu a dirle che il matrimonio è saltato, per gentile cortesia del quasi boss dei vampiri. Solo fammelo sapere, così posso mettere gli auricolari su silenzioso prima che comincino le urla ed i pianti.”

“Sei un tale codardo.”

“Sto sanguinando dentro una sacca,” fece notare lui. “Credo di essermi guadagnato qualche tipo di medaglia anti-codardia.”

Lei gli tirò contro la sua palla di gomma.


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7 commenti:

  1. No aspetta aspetta O_O 12 libri? Io in questo preciso momento sto leggendo il 3° "Il vicolo dei segreti".. ok.. o_o

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  2. Io ho letto tutti e 4 quelli usciti fino ad oggi, questa serie mi piace... e purtroppo sapevo già che era così lunga XD

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  3. cavolo è lunghissima!

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  4. Grazie per questa gustosa anteprima ^^

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  5. uffi ma perchè in italia sono lenti con le traduzioni!!! voglio leggerli tutti i libri di questa serie, mi paice un casino la storia tra shane e claire

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  6. Ma quando esce il 5° libro???? ormai sono 2 anni che è uscito in America...

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  7. Mi rendo conto che il mio parere rimarrà inascoltato ma,per talune serie straedite nei paesi anglosassoni nonchè nel resto della comunità occidentale ,proporrei l'editazione in opportune raccolte esaustive(trilogie,quintologie ecc)come ad esempio S.Westeefeld o E.Chandler...o L.Troisi o G.R.R.Martin...Tomi conclusivi,soddisfacenti la lettura (LIBRI)anzichè miserrimi capitoletti avaramente centellinati..Simona (^-^)

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