martedì 22 maggio 2012

Doppia recensione: "Hunger Games. Il Canto della Rivolta" di Suzanne Collins


"Hunger Games. 
Il Canto della Rivolta" 
di Suzanne Collins




"E SE NOI BRUCIAMO,
VOI BRUCIATE CON NOI"








L'opinione di Selly


Se i primi due libri sono stati tristi e drammatici preparatevi psicologicamente, perché questo lo é ancora di più!
"Il canto della rivolta" é intenso, crudele, ricco di scene d'azione, colpi di scena e vittime inaspettate (una in particolare per cui proprio non riesco a perdonare l'autrice).
Gli Hunger Games hanno cambiato i personaggi della storia (come è normale che sia dopo tutto quello che hanno dovuto subire e affrontare), e sono sempre più determinati a combattere Capitol City ed eliminare il presidente Snow. Ma di chi Katniss può davvero fidarsi e di chi no? Lo scoprirete solo leggendo. Nella prima parte si sente fortemente la mancanza di Peeta, uno dei personaggi più amati della serie (nonché mio preferito!) e quando ricompare purtroppo non è proprio come vorremmo. Katniss deve affrontare l'inferno e riuscire ad uscirne per avere il suo lieto fine, anche se poi così lieto non potrà mai essere fino in fondo viste tutte le sofferenze patite.
Arriva anche il momento della scelta di Katniss: Peeta o Gale? Si scopre finalmente di chi dei due ragazzi la Ghiandaia Imitatrice non potrà fare a meno nella sua vita, ma vi avverto, ci sarà da penare fino all'ultimo. A questo proposito ammetto che avrei preferito qualche scena romantica in più, giusto per compensare il mare di lacrime versate per tutto il resto.
Ho trovato un po' affrettata la parte conclusiva riguardante la caduta di Capitol City, ma tutto sommato perdonabile se non fosse stata per quella famosa perdita inaspettata che ho accennato all'inizio e che è costata una stellina nel mio giudizio finale sul libro. Gli ultimi sono i capitoli decisamente più intensi del romanzo, quelli dopo i quali è davvero difficile riprendersi.
Se non avete ancora letto la saga il mio consiglio è: iniziatela, lasciatevi trascinare come me in questo universo distopico, da questa storia che vi entrerà nell'anima e che sicuramente vi resterà nel cuore anche dopo averla finita. Almeno per me è stato così.




L'opinione di Kaggyn


Riuscire a dare un giudizio a questo ultimo libro della trilogia Hunger Games, non è facile. Tutto quello che mi ero aspettata di leggere ed avevo ipotizzato potesse succedere, è stato completamente stravolto.
Il libro si può sostanzialmente dividere in due parti. Nella prima vediamo Katniss impegnata a ricoprire il ruolo di ghiandaia imitatrice, colei che ha acceso il fuoco della rivolta in tutto Panem, e lottare fianco a fianco con i ribelli dei vari distretti. Peeta viene tenuto prigioniero a Capitol City, e quello che riusciamo a sapere su di lui ci viene comunicato solamente tramite alcuni video messaggi che il presidente Snow trasmette alla televisione, e che sembrano in qualche modo diretti alla stessa Katniss. Ed è proprio usando Peeta, minacciando la vita del ragazzo ed infliggendogli chissà quali torture, che il dispotico e malvagio reggente di Panem sembra voler ferire la nostra protagonista. Cosa fare per salvare Peeta? Di chi può realmente fidarsi Katniss tra i suoi compagni ribelli del distretto 13?
 Nella seconda parte del libro, quando ormai Capitol City è sotto l’attacco di tutti i rivoltosi, Katniss, Gale, Finnik ed altri soldati che compongono il loro gruppo, vengono inviati al fronte, e con loro Peeta. Il ragazzo è stato liberato, ma non sembra più lo stesso che avevamo ormai imparato ad apprezzare negli altri libri. È stato torturato, la sua sanità mentale è appesa ad un filo, e la nostra protagonista non è certo sicura di potersi fidare di lui. Per un assurdo scherzo del destino, una serie di tragiche coincidenze, porterà Katniss a rivivere e a confrontarsi nuovamente con un arena di morte, simile a quella che la ragazza ha dovuto affrontare nelle due precedenti edizioni dei giochi. Capitol City, invasa e sotto assedio, si tramuta nell’arena degli Hunger Games.


“Peeta ansima forte mentre combatte contro gli incubi che infuriano nella sua testa – No. Non voglio…
Gli stringo le mani fino a fargli male – Resta con me.
Le sue pupille si contraggono come punte di spillo, si dilatano rapidamente ancora una volta, poi tornano a quella che parrebbe la normalità.
-Sempre- mormora”


Terminata la lettura del “Canto della rivolta”, oltre ad aver versato un fiume intero di lacrime, ho avuto una morsa allo stomaco per diverse ore. L’intensità del dolore, della disperazione e della sofferenza che la Collins riesce a trasmettere in questo ultimo volume, lasciano il lettore con un atroce senso di perdita, che non scompare quando si chiude l’ultima pagina del libro. Troppe morti. Così dolorose, così inaspettate, ti portano a comprendere il motivo della quasi follia che coglie Katniss proprio nell’ultima parte della storia.

E la fatidica scelta tra Gale e Peeta, che proprio alla fine del libro regala un emozione positiva, è in qualche modo offuscata da tutto quello che succede prima. A mio parere il finale, seppur a lieto fino, è tragico. Leggere questo libro non è stato per nulla facile, ma credo che leggere l’intera serie di Hunger Games sia un esperienza imperdibile per qualsiasi appassionato del genere.




5 commenti:

  1. Purtroppo non ho letto nessuno di questi libri!!!!
    Però mi ha sempre incuriosita!!!da leggere in un periodo dove non sono triste già di mio!!!se no mi deprimo troppo!!
    complimenti per le recensioni!!!

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  2. Merita 5 stelle ;) Ti cambia la vita!
    Sono l'unica che non desiderava sapere chi tra Gale e Peeta avesse scelto Katniss? Lol

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  3. Sono d'accordo con "Anonimo", HUNGER GAMES ti cambia la vita....io avrò pianto circa 10 volte mentre lo leggevo.....e adesso ogni volta che sento la parola "pane" nn posso fare a meno di pensare a Peeta..... penso di stare diventando esasperata :)
    HG 4EVER <3

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  4. Concordo pianamente con "Anonimo"!!
    Ho pianto un sacco, soprattutto verso le ultime pagine...Questa saga è stupenda anche se avrei preferito che alcuni personaggi rimanessero in vita...=)Sicuramente, più avanti, la rileggerò...ti entra proprio nel cuore...=)

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  5. Bellissimi, non si riesce a staccarsi neanche dopo averli letti,non sono daccordo con chi dice che non bisogna essere depressi per leggerli,sono realistici ma il messaggio è sempre positivo e se c'è violenza non è mai fine a se stessa ma riflette l'orrore della guerra che uccide senza distinzione tra buoni e cattivi

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