lunedì 23 settembre 2013

Recensione: "Io non sono Mara Dyer" di Michelle Hodkin

"Io non sono Mara Dyer"
di Michelle Hodkin
(2° libro della Mara Dyer series)

La Trama:

Mara Dyer sa di aver commesso un omicidio. Jude voleva farle del male, e lei si è difesa, grazie al terribile potere che le permette di uccidere con la forza del pensiero. Ma ora Jude è tornato, e nessuno le crede anche se giura di averlo visto con i suoi occhi. Quel ragazzo dovrebbe essere morto, e Mara rischia di finire i suoi giorni nell'ospedale psichiatrico in cui è tenuta in osservazione con una diagnosi di probabile schizofrenia. L'unica possibilità di salvezza è assecondare i medici e fingere di avere avuto un'allucinazione. Così la sera è libera di tornare a casa e vedere Noah, l'unico che ancora crede in lei e cerca di aiutarla a fare luce sui misteri che circondano la sua vita, proteggendola da Jude. Ma i fatti inquietanti si moltiplicano, e Mara rischia di impazzire sul serio: qualcuno entra in camera sua la notte e la fotografa mentre dorme, e un giorno le fa trovare una bambola appartenuta alla nonna, che soffriva dei suoi stessi disturbi. Mara, esasperata, cerca di bruciarla, ma nel fuoco rinviene un talismano complementare a quello in possesso di Noah...

La mia opinione

Chi è Mara Dyer? O meglio ... cos'è Mara Dyer?
Ho divorato questo libro con l'urgenza, l'assoluta necessità, di trovare una risposta a questa domanda.
Il primo libro della serie, intitolato "Chi è Mara Dyer", ci aveva lasciato con un bel mistero da svelare, in un punto della narrazione carico di pathos ed angoscia: Mara, finalmente consapevole del potere distruttivo dei propri desideri, scopre che il suo ex-ragazzo, Jude, che lei credeva morto, è ancora vivo... e la sta perseguitando. Mentre tutti, compresi i suoi genitori e la sua famiglia, la credono pazza, Mara sa di poter contare unicamente sull'aiuto di Noah, il ragazzo di cui è innamorata, e che come lei è dotato di strani poteri di guarigione.

Il mistero che accompagna la ricomparsa di Jude e gli strani eventi che accadono a Mara e Noah per tutta la durata del libro, si tingono di elementi tipici di opere mystery e thriller, che catturano il lettore in una spirale di paura e mistero sempre più avvincente ed entusiasmante. Michelle Hodkin risponde solo alcune delle mille domande che la ragazza si pone ed è impossibile non essere partecipi della confusione di Mara e della sua paura nello scoprire sè stessa, nel raggiungere il limite e divenire consapevole di quello a cui è disposta ad arrivare per vedere salva la sua famiglia e sè stessa. L'inferno che Mara sta attraversando diventa l'inferno del lettore, che proprio come il primo volume della serie si tinge di tinte paranormal e romance per nulla scontate.

"Per quanto mi vuoi?" chiese.
"Per quanto tempo posso averti" pensai.

La storia non è priva di molti momenti romantici. Adoro il personaggio di Noah ed il modo in cui i due ragazzi riescono ad essere l'uno il supporto dell'altro.
Peccato per il finale!
La conclusione di questo libro, ancor più del volume precedente, ci lascia senza parole. Il solo pensiero di dover attendere un altro anno per veder finalmente svelati i dubbi sulla sorte di Mara e Noah, e sulla loro vera identità, è davvero un ingiusta tortura.
Se dovessi quindi trovare una pecca a questa serie, probabilmente sarebbe questa: passa troppo tempo tra un volume e l'altro e l'efficacia narrativa in qualche modo ne risente.



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