mercoledì 4 dicembre 2013

Recensione "Novemila giorni e una sola notte" di Jessica Brockmole

Quando ho iniziato questo romanzo non sapevo bene cosa aspettarmi. Beh, è stata una meravigliosa sorpresa! 
Novemila giorni e una notte sola mette le radici nell'anima fin dall'inizio, e ti lascia a cuore palpitante per giorni, anche dopo la fine della lettura. 
La trama è interamente raccontata attraverso le lettere dei protagonisti e la loro storia prende forma piano piano. Ci sono due linee temporali che si intrecciano e due coppie che raccontano il loro amore e le difficoltà che incontreranno nel raggiungimento di esso. Elspeth e David durante la prima Guerra Mondiale e Margareth e Paul nella seconda Guerra Mondiale. Non sono due storie divise, anzi ben presto scopriremo come le due troveranno una connessione e le lettere ci aiuteranno a capire la giusta collocazione di ogni personaggio. 
L'amore viene elevato con l'incedere del romanzo, fino al trionfo. 
La storia inizia con una lettera di David a Elspeth. Lei, la poetessa, lui, l'ammiratore. Lei isolana di Skye, lui, americano. Da qui una lunga corrispondenza che sfocerà nell'amore prima ancora che i protagonisti se ne rendano conto e, quando avranno il coraggio di dare un nome ai loro sentimenti, sarà ormai tardi. Andranno contro tutto e tutti, sfideranno le loro più grandi paure. Nemmeno la Guerra sembrerà in grado di dividerli. Ma non sarà così e i due si perderanno per lungo tempo. Fino all'arrivo della seconda Guerra Mondiale, quando Margareth troverà una delle loro lettere e indagherà sulla loro storia, perché, in fine, è anche la sua. Leggerà novemila giorni in una notte sola, attraverso le lettere di David a Elspeth, cercando di venire a capo della loro storia. 
Sullo sfondo delle due Guerre Mondiali vedremo il susseguirsi dei timori, dei fatti, delle sensazioni che sono stati anche quelle dei nostri nonni e non possiamo non provare una certa empatia e forte affetto per essi. 
Leggere Novemila giorni e una notte sola è come leggere delle nostre radici, immaginare i nostri cari a quei tempi, con i loro amori partiti per la guerra e le mogli a casa, terrorizzate dalla perdita, dal dover affrontare la vita da sole e dalle piccolezze quotidiane che sembrano montagne, quando non si ha un uomo accanto a tenerti per mano. 
Ho davvero amato questo libro. I personaggi diventano tuoi cari, con cui gioire, soffrire, essere in apprensione, esultare, morire dal dispiacere e trovare pace. Fino all'ultima parola la storia non ci viene rivelata e sono parecchi i momenti in cui mi sono sentita sul filo del rasoio, senza sapere da quale parte sarei caduta. Ho temuto davvero, in quei momenti, che l'amore non vincesse su tutto. 
L'autrice con il suo stile riesce a trasmettere forti emozioni, arrivando fino al centro del tuo cuore. 
Libro consigliatissimo.





1 commento:

  1. è già nella mia wishlist e da quello che ho potuto leggere, ho fatto bene ad inserirlo! :)

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