lunedì 19 maggio 2014

Recensione: Un gioiello raro di Mary Balogh

Trama:
A dividerli è solo la paura
di donare il proprio cuore
Priscilla Wentworth è una gentildonna caduta in miseria e costretta dalle circostanze a prostituirsi in un bordello. Sir Gerald Stapleton è stato tradito dalle donne più importanti della sua vita e ora cerca solo il piacere fisico. Quando incontra Priss, si chiede come possa essere successo che un gioiello di grazia, bellezza ed eleganza come lei sia divenuta cortigiana. Nonostante il proponimento di non lasciarsi più coinvolgere in una relazione di cuore, quando lei ha bisogno di protezione Gerald la prende come amante fissa. Ne nasce un sentimento tanto forte quanto socialmente censurabile, per un amore che sembra non avere futuro…

La mia opinione:

Premetto che, nonostante sia capace di scrivere delle perle o anche delle ciofeche immani, adoro Mary Balogh, probabilmente perché il primo romance che ho letto era suo.
Mi son stupita che avesse scelto di trattare in un suo libro una protagonista prostituta, ma la trama mi intrigava un sacco e così sono partita con la lettura del libro precedente a questo,fondamentale per capire meglio la storia e il carattere del protagonista maschile.

In questo libro troviamo sir Gerald Stapleton, un baronetto trentenne cinico e abitudinario che non ha fiducia nelle donne e che un paio di volte alla settimana fa visita alla casa di piacere di Miss Blythe.
Il nostro Gerald è un personaggio che mi ha intrigato da subito forse perché preferisce consumare il rapporto sessuale con una partner che deve stare assolutamente immobile e zitta.

In una di queste serate gli viene proposto di “provare” Priss, una nuova arrivata. Lui ne resta talmente soddisfatto da volere solo lei per i successivi tre mesi poi, quando Priss viene aggredita da uno dei clienti, Gerald le propone di diventare la sua mantenuta .Priss accetta.
Se da una parte il personaggio di Gerald resta sempre un po’ enigmatico, nonostante l’autrice sia molto brava a delineare i suoi pensieri e stati d’animo, a mio parere ha fatto un vero e proprio capolavoro con Priss, che è appunto il gioiello raro del titolo.

Priss è una gentildonna caduta in disgrazia che non si perde d’animo e non riuscendo a trovare un’occupazione degna del suo rango, invece di vivere della carità della sua ex governante, miss Blythe appunto, sceglie di guadagnarsi da vivere con il mestiere più antico del mondo.
Priss è un personaggio meraviglioso intelligente e tenace. Più volte mi sono chiesta: “Come fa Gerald a non capire quanto lei sia profondamente innamorata di lui e soprattutto che persona meravigliosa sia?”
A questa domanda ci risponde lo stesso Gerald in uno dei passaggi più teneri e belli del libro.


"Non ho mai fatto niente che fosse giusto,sai. Mai. Suppongo che per lui debba essere stato un destino crudele che io fossi l'unico a sopravvivere: Una volta mi raccontò che la maggior parte di quei figli morti erano maschi. I miei fratelli. E l'unico a farcela sono stato io. Lo scherzo che Dio ha fatto a mio padre. Non sono mai stato molto sveglio, ne' molto intelligente - le confido' l'uomo - Soprattutto le cifre sono state i miei diabolici nemici(...). A molte persone basterebbe dare un'occhiata a quei registri e capire tutto quello che c'è scritto nel giro di un ora. Io invece ci ho messo due giorni. A scuola ce la facevo a malapena. Per me era come se ogni materia fosse greco."
Il mio consiglio:leggetelo e non ve ne pentirete ma solo dopo aver letto il prequel “La moglie ideale”.


LaraG

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