mercoledì 18 novembre 2015

Recensione trilogia FIRELIGHT di Sophie Jordan

Libro 1.
Firelight. La ribelle
di Sophie Jordan

Salvo rare eccezioni, i libri che parlano di “draghi” rappresentano un genere che non rientra nella rosa dei miei preferiti.
Perciò è ancora più sorprendente il fatto che
siano bastate poche pagine di questo romanzo fantasy per farmi cambiare completamente idea, facendomi adorare questa saga ancor prima di aver terminato il primo capitolo.Scritto in prima persona (come piace a me) , tutto dal punto di vista di Jacinda , al tempo presente, con frasi brevi e ad impatto. Appena apri il libro, la scrittrice ti prende di peso e ti scaraventa dentro il suo mondo… così, senza tanti preamboli o lunghe introduzioni spesso troppo dispersive.
Jacinda è una piccola draki di sedici anni, destinata a sposare Cassian
, il figlio del capoclan, e a generare con lui una discendenza per il suo popolo. Perché lei è l’unica a possedere un dono tanto raro quanto prezioso, soprattutto per i capi del suo clan: quello di sputare il fuoco. Ma è anche un’adolescente ribelle e amante della libertà, motivo per cui rischia fin da subito di essere catturata dai Cacciatori, gli acerrimi nemici umani dei draki. Se non fosse per l’intervento di Will, un giovane cacciatore che, dopo averla trovata nascosta durante una fuga, decide di non consegnarla ai suoi compagni, risparmiandole inspiegabilmente la vita.Un giorno però, per decisione di sua madre ormai stanca di sottostare alle regole e imposizioni del clan, Jacinda è costretta a scappare, per poter vivere “una vita normale” in un paesino sperduto nel deserto della California, sopprimendo a malincuore la sua natura draki e fingendosi una comune adolescente agli occhi di tutti. 
Finché nella scuola che frequenta non incontra proprio Will, l’unico capace ancora di risvegliare i suoi istinti draki e farle perdere pericolosamente il controllo. Perché il rischio di essere scovata e catturata dai suoi nemici, di cui lui fa parte, è ancora terribilmente grande. 
I momenti che Jacinda passa assieme a Will sono carichi di emozioni. Ti fanno sorridere e ti fanno battere il cuore, perché tra loro c’è tanta attrazione quanta tenerezza . 
Allo stesso tempo però ti ritrovi a vivere quegli attimi con un’ansia infinita, perennemente in tensione perché hai paura che da un momento all’altro la piccola draki commetta un passo falso e venga scoperta dai Cacciatori. 
Sebbene confinato nello spazio limitato di una scuola e di un paesino sperduto nel deserto, questo romanzo è stato una gran bella sorpresa, un crescendo di azioni ed emozioni che mi hanno costretta a divorarlo pagina dopo pagina. Per un motivo o per l’altro, più leggevo più non riuscivo a fermarmi. 
Semplicemente non potevo.
E poi, dopo tutte le difficoltà che hanno dovuto affrontare Will e Jacinda, dopo tutte le incomprensioni e i sacrifici, quando sembrava che finalmente potessero tirare un sospiro di sollievo e amarsi senza barriere….ecco che la scrittrice spara un finale che ti lascia a bocca aperta.
 

Libro 2.
Vanish. La traditrice
di Sophie Jordan

Anche il secondo libro inizia nel pieno dell’azione, riprendendo l’avventura esattamente dal punto in cui l’avevamo lasciata. 
Jacinda , dopo aver recuperato sua madre, si ritrova in fuga dai Cacciatori assieme a Tamra e Cassian, tutti e quattro diretti al villaggio del clan e quindi verso la salvezza. 
Ma la quiete è destinata a durare poco, dal momento che per Jacinda le cose si complicheranno enormemente, essendo additata da ora in poi come una subdola traditrice, responsabile di aver rivelato il segreto dei draki ai loro acerrimi nemici, innamorandosi per giunta di uno di loro. 
Questa parte procede più a rilento e punta a mettere in evidenza la rassegnazione di Jacinda, la sofferenza e i conflitti interiori che la accompagnano nella vita monotona all’interno del clan. 
La nostra eroina si ritrova infatti prosciugata nuovamente della sua libertà, in mezzo ad un popolo che la detesta e la evita come la peste, ancora profondamente innamorata di Will, sebbene sia convinta di non poterlo rivedere mai più e subisca ogni giorno pressioni da parte di Cassian, sempre più deciso a non rinunciare a lei.
Finché un giorno qualcuno non varca “accidentalmente” i confini del villaggio, qualcuno che non avrebbe dovuto ma che è assolutamente intenzionato a mantenere fede ad una promessa. 
E così ridà speranza al mio cuoricino che finalmente fa i salti di gioia… Will!
Ovviamente, ogni bella notizia che si rispetti è sempre accompagnata da una valanga di guai, perché se tutto filasse liscio come l’olio, questa serie non sarebbe così affascinante e la scrittrice così sadica. 
Per cui il nostro caro Will, seppur inconsciamente, attirerà come formiche tutto il fantastico gruppo di Cacciatori che arriveranno direttamente ai boschi attorno al clan (non ho mai creduto nel fattore "coincidenza"!) 
Da lì in poi scoppia un bel casino. Un susseguirsi di eventi che a volte riesci a immaginare, altre volte invece ti lasciano a bocca aperta, perché prendono una direzione assolutamente imprevedibile. 
E l’ansia che provi in certe scene d’azione si mescola alla speranza che per una volta, finalmente, tutto vada come deve andare e tu possa tirare un meritato sospiro di sollievo. Forse..…

Libro 3.
Hidden. La prigioniera
di Sophie Jordan

Il terzo libro inizia con lo stratagemma architettato da Jacinda, volto a liberare Miram dalle grinfie dei suoi crudeli rapitori: entrare nel laboratorio degli enkros come prigioniera trasportata da Will e Cassian nelle vesti di finti Cacciatori, restare viva e incolume nella cella per 24 ore e poi essere liberata dai suoi compagni assieme a Miram e agli altri draki superstiti. Semplice, no?
Un piano in apparenza ben congegnato, sempre che qualcosa non vada storto….Previsione che puntualmente si avvera e durante la fuga dal bunker i nostri eroi si ritroveranno ad affrontare una marea di problemi e difficoltà.
La tensione che provi per gran parte del libro è molto alta e più vai avanti con la lettura, più resti col fiato sospeso perché arrivi a pensare disperata: “Oddio non ce la faranno mai!” 
Ho adorato Jacinda, sempre coraggiosa e a volte un po’ impulsiva, molto più sensibile ai sentimenti altrui e meno “egoista” del libro precedente, sempre più combattuta tra il suo amore solido e irrinunciabile per Will e il legame emotivo che la unisce a Cassian, un vincolo nato con un matrimonio fittizio, ma comunque estremamente profondo. 
E paradossalmente è proprio il legame con Cassian che mi ha commosso di più in assoluto.
Mi è piaciuta molto anche Tamra, finalmente grintosa e capace di dare il suo contributo e fare la differenza, abbandonando la figura della spavalda che aveva nel primo libro o dell’eterna offesa che aveva nel secondo. E mi ha piacevolmente sorpreso il legame che inizia a creare con un nuovo e inaspettato membro del gruppo, un legame che ho trovato dolcissimo.
Ho adorato ancora di più Will, deciso a combattere per chi ama anche a costo di tradire il mondo a cui appartiene, sempre più audace e coraggioso, ma anche tenero e passionale al momento giusto. Lui sa quello che vuole e non lo molla per nessuna ragione.
E per la prima volta ho nutrito una simpatia immensa e un affetto inaspettato anche per Cassian (che già cominciava a piacermi parecchio alla fine del secondo libro) tanto che un angolino del mio cuore ha iniziato addirittura a parteggiare per lui, pur amando Will con tutta me stessa. Sebbene arrogante e autoritario, Cassian ha infatti dimostrato di essere il più coraggioso e altruista di tutti….uno di quelli che mi ha fatto commuovere di più in assoluto.
Questo terzo libro è la degna e meravigliosa chiusura di una trilogia sorprendente. 
Alla fine sono arrivata ad amare tutti quanti, sia i personaggi principali, sia quelli secondari, mi sono affezionata a loro come a dei compagni di viaggio e ora che sono arrivata all’inevitabile finale, so già che mi mancheranno.
 
Perché tutti, con le loro avventure e le loro emozioni, hanno contribuito a rendere speciale questa bellissima saga. 

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