mercoledì 2 dicembre 2015

Recensione "Il Manifesto della felicità" di Lucy-Anne Holmes


Il Manifesto della felicità
di Lucy-Anne Holmes

La Trama
A Tiddlesbury, una piccola cittadina inglese, tutti conoscono e adorano Fanny.
Fanny è dolce, simpatica, sembra brillare di una luce speciale. Il suo segreto? Attenersi ogni giorno a una stretta regola di vita, il Manifesto della Felicità, compilato dalla sua migliore amica sotto forma di decalogo. Si tratta di semplici azioni quotidiane - Elenca tutte le cose belle che hai; Prenditi cura di qualcosa; Ridi; Concediti un premio - che servono a regalare un po’ di buonumore, a rendere il mondo più bello e che, magicamente, portano anche fortuna.
E così, proprio grazie al Manifesto, Fanny ha incontrato Matt, bello e di successo, forse un po’ troppo devoto alla carriera, ma con tutte le carte in regola per essere definito il “ragazzo perfetto”. E ora, come in una fiaba, lui le ha chiesto di sposarlo. La data del matrimonio è vicinissima, e le cose da organizzare così tante... troppe, per una come Fanny che vive perennemente con la testa tra le nuvole! Come se non bastasse, a turbare l’equilibrio della sua vita da sogno arrivano la madre, che le piomba in casa all’improvviso in cerca di ospitalità, e un ragazzo, sexy da togliere il respiro, che le fa battere il cuore come non le capitava da tempo. Le certezze di Fanny cominciano a vacillare una dopo l’altra: tenere a bada la madre, un vero e proprio tornado di donna, e tentare di reprimere i sentimenti ribelli che rischiano di mandare all’aria l’imminente matrimonio non è semplice… Esisterà una regola anche per scampare ai disastri d’amore?

La mia opinione

Questo libro non mi ha catturato fin da subito, forse a causa di un inizio un po’ scoordinato e dispersivo. Poi però le situazioni e i personaggi si sono intrecciati tra loro con una sorta di magia e la storia ha iniziato a conquistarmi. Finché non sono più riuscita a staccarmi dalle pagine, divorandole una dopo l’altra, perché condividevo perfettamente la loro stessa splendida filosofia.
Fanny è una ragazza esuberante, allegra e vivace, tutto merito del dono che anni prima le ha fatto Philippa, la sua fantastica migliore amica, regalandole il cosiddetto “Manifesto della felicità: 10 regole d’oro per essere felici e affrontare la vita con leggerezza, dispensando piccole e preziose perle di ottimismo al mondo intero. Perché Fanny, dopo una dolorosa adolescenza vissuta all’ombra del bullismo e della totale perdita dell’autostima per colpa di un padre completamente insensibile, ha bisogno di avere un motivo più che valido per non cedere alla tristezza e all’autocommiserazione. E quel bizzarro decalogo fa proprio al caso suo.
Da alcuni anni sembra finalmente che la vita le sorrida, con due inseparabili amici svitati come lei e una proposta di matrimonio da parte di Matt, il suo bel ragazzo impeccabile e quasi perfetto (almeno ai suoi occhi, perché ai miei è apparso fin da subito irritante, egocentrico e tremendamente noioso.)
Ma il destino ben presto le mette due notevoli bastoni tra le ruote: il primo è Pam, sua madre, che piomba all’improvviso a casa di Fanny per trasferirsi da lei (in preda ad un’apparente crisi di mezza età) dopo aver scoperto i numerosi tradimenti del marito. Il secondo si chiama Joe King ed è il nuovo aitante farmacista del paesino di Tiddlesbury, cantante in una rock band, ragazzo dolcissimo, autoironico e così folle da condividere ogni insensata idea di Fanny. E’ pazzo di lei, quando la guarda le scatena brividi ovunque e quando le sorride le manda letteralmente in pappa il cervello. Il problema è che non è lui l’uomo che sta per sposare.
Mi è bastato il loro primo incontro per votare con entusiasmo questa coppia così perfetta e gridare a gran voce:“Lascia subito Matt! E’ un ordine!” Ma Fanny è un po’ zuccona e ci mette più tempo del previsto ad accorgersi dei suoi nuovi sentimenti.
Il punto forte di questo libro restano comunque i complicati rapporti umani che legano i suoi personaggi, sempre trattati in modo ironico, ma con una delicatezza quasi unica.
Innanzitutto il toccante e commuovente rapporto madre-figlia: Fanny e Pam si riavvicinano lentamente, creando una strana e buffa complicità, diventando molto più intime e imparando a confrontarsi a cuore aperto. Il finale mi ha stupito e messo tanta tristezza… decisamente non me l’aspettavo.
Poi c’è la pazza associazione a delinquere coi due migliori amici, che vede i tre moschettieri improvvisati cimentarsi in assurde missioni benefiche, dispensatrici di felicità. In un modo o nell’altro, quei tre ti strappano sempre un sorriso.
Ma la migliore in assoluto resta l’amicizia che Fanny condivide con Philippa, un legame autentico e profondo, capace di farle superare la depressione della sua adolescenza, di farle recuperare l’autostima perduta, di regalarle una montagna di ottimismo e dieci segreti per essere felice. Questa, a mio avviso, è la colonna portante dell’intero romanzo e l’ho adorata anche più della splendida storia d’amore con Joe, che metterei subito al secondo posto, perché quei due rappresentano due metà perfette e complementari nella loro dolcezza ed eccentricità.
Questo libro è stato capace di usare situazioni divertenti e deliziosamente assurde per regalarci un messaggio importantissimo: bisogna sempre guardare il lato positivo della vita e coinvolgere gli altri col proprio ottimismo. E’ questo il primo passo verso la felicità.
Perché forse, a pensarci bene, se qualcuno infilasse “per caso” un cartoncino con su scritto “il Manifesto della felicità” dentro le tasche o nelle borse di tutti, il mondo potrebbe davvero diventare un posto migliore. 
 

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