mercoledì 25 maggio 2016

Recensione "Con te sarà uno sbaglio" di Jessica Sorensen

Con te sarà uno sbaglio 
di Jessica Sorensen
(The Coincidence #4)

La Trama
Luke Price e Violet Hayes non si vedono da un paio di mesi: tutto è finito bruscamente quando sono venuti fuori i collegamenti tra la madre di Luke e la morte dei genitori di Violet. Ma quando lui si ritrova in guai seri per aver giocato d’azzardo con le persone sbagliate, il destino li fa incontrare di nuovo. Violet, però, ha molte remore e si chiede se sia giusto passare ancora del tempo con Luke: è vero che sta bene e non può negare a se stessa di essere felice, ma il dubbio che lui abbia a che fare con la tragedia che le ha cambiato la vita continua a tormentarla. E proprio mentre Violet si sta riaprendo a un nuovo inizio, una telefonata della polizia rimette tutto in discussione e il terreno le frana di nuovo sotto i piedi… Potrà tornare ad avere fiducia in qualcuno? E quel qualcuno è proprio Luke, il ragazzo per cui le batte ancora forte il cuore?

La mia opinione

Cara Jessica Sorensen, che scrivi divinamente ma ti diverti a infilare coltelli tra le scapole di noi povere lettrici sentimentalmente malleabili… si, dico a te. Quando pensi di iniziare regalare alle tue bellissime storie un po’ di sano e gioioso ottimismo, senza per forza far precipitare nel baratro i tuoi personaggi e sull’orlo della depressione noi ignari spettatori?
Beh, io ci spero sempre, nonostante Luke e Violet siano riusciti anche stavolta a trascinarci a forza dentro le loro piccole e grandi tragedie personali, lungo la direzione drammatica che le loro vite prendono dopo la fine del primo libro, mentre il passato di entrambi si arricchisce di dettagli sempre più tristi e oscuri.
Da due mesi Violet è tornata a vivere con Preston, il padre affidatario viscido e approfittatore che continua a prosciugarle l’anima e la dignità.
Mentre Luke ha preso il coraggio tra le mani, denunciando finalmente sua madre, la donna responsabile di aver rovinato la vita a fin troppe persone. E intanto la sua squallida esistenza prosegue immersa nel pericolo e in ogni forma di eccesso.
Ho detestato Preston e ho odiato a morte Mira Price. Ciò che hanno fatto e continuano a fare a quei due poveri ragazzi è spregevole e disumano. E la rabbia che ho provato è stata indescrivibile, perché i mostri non dovrebbero essere reali, ma relegati soltanto al mondo dell’immaginazione.
E poi ho avuto paura… tanta. E ansia… troppa. Per gli strani messaggi intimidatori che Violet riceve da uno sconosciuto. E perché il bisogno malato di adrenalina di entrambi i ragazzi è più letale e imprevedibile di una roulette russa.
E’ così che si incontrano di nuovo, in una situazione fin troppo pericolosa in mezzo a spacciatori, alcool e gioco d’azzardo ed è in seguito ad una partita finita male che si ritrovano a scappare insieme a Las Vegas, per racimolare in pochi giorni un’ingente somma di denaro per pagare il debito che Luke ha contratto con criminali della peggior specie.
In mezzo a rischi e sventure di ogni genere, capaci di angosciarti ad ogni occasione con il marchio tipico della Sorensen, c’è però una nota positiva, un barlume di gioia e speranza: la passione tra Luke e Violet che, grazie a Dio, non si è mai sopita ed esplode di nuovo con una gigantesca scintilla, capace di spaventare entrambi con la sua forza e la sua intensità.

Mi piace quando il muro di Violet, fatto di dolore e rigida indifferenza, inizia a vacillare e lascia intravedere spiragli di fragilità e di emozioni. E mi piace ancora di più il sentimento profondo di Luke, che lo spinge a prendersi cura di lei in un modo estremamente dolce e delicato.
Perché significa che in mezzo a tante tragedie e sofferenza, esiste comunque un’occasione per essere felici, un’opportunità per dimostrare che la vita non fa sempre schifo e che l’amore può aggiustare tutte le crepe di un mondo fin troppo fragile e prossimo al collasso.
Purtroppo però, questo messaggio positivo inizia a fare capolino solo alla fine del libro, che speravo fosse quello conclusivo. Ma ahimè… sorpresa sorpresa… non è così.
Perciò la Sorensen ci lascia di nuovo col dubbio se nel seguito ci sarà davvero quell’epilogo felice che i due ragazzi meritano e che finora ha solo trovato un piccolo ma dolce spiraglio, dopo aver rimesso a posto alcuni dei numerosi pezzi del puzzle che rappresenta le loro travagliate e dolorose esistenze.


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