martedì 29 novembre 2016

Recensione: Il martello di Thor - Magnus Chase e gli dei di Asgard 2 di Rick Riordan

Il martello di Thor
Magnus Chase e gli dei di Asgard 2
di Rick Riordan 

Trama
Il martello di Thor è di nuovo scomparso. Il dio del tuono ha la fastidiosa abitudine di smarrire la sua arma – la forza più possente nei Nove Mondi. Ma questa volta il martello non è solo perso, è caduto in mani nemiche. Se Magnus Chase e i suoi amici non riescono a recuperare il martello in fretta, il mondo mortale sarà indifeso contro l'assalto dei giganti. Il Ragnarok avrà inizio. I Nove Mondi bruceranno. Sfortunatamente, la sola persona che può negoziare un accordo per la restituzione del martello è il peggior nemico degli dei, Loki – e il prezzo che vuole è molto alto.



La mia opinione 

Proprio come ai bei vecchi tempi: marciare insieme verso l'ignoto, alla ricerca di armi magiche perdute e rischiando una morte dolorosa. Mi sono mancati i miei amici!


Per gli amanti del genere, Rick Riordan è sempre una garanzia. Datemi la sua lista della spesa, e la leggerò con avidità, sbellicandomi pure dalle risate.
Dopo essere morto, la vita di Magnus Chase non è stata affatto facile. Non solo come einherji deve allenarsi a combattere (e venire ammazzato) più volte, ma viene anche coinvolto in una serie di eventi che possono addirittura anticipare il Ragnarok. Impedire che il lupo Fenris si liberasse dalle sue catene è stato solo l'inizio, e il fatto che il Martello di Thor sia ancora scomparso non è affatto di buon auspicio. I giganti sono sempre più inquieti e, senza quest'arma che funge da deterrente contro di loro, potrebbero perfino invadere Midgard e dare inizio al giorno del giudizio.
Magnus, Samirah, Hearth e Blitz sono incaricati di ritrovare il martello prima che sia troppo tardi. A loro si aggiunge un altro einherji figlio/a di Loki, Alex Fierro, una adolescente gender fluid mutaforma a prima vista decisamente aggressivo/a, ma che si rivelerà uno/a dei loro migliori alleati.
Ma a tutto ciò si aggiungono i piani di Loki, il quale intesse una serie di alleanze e manipolazioni per raggiungere i suoi scopi, usando come pedine la sua stessa progenie. Quindi non solo c'è bisogno di ritardare il Ragnarok ma anche... impedire un'unione piuttosto sconveniente. E il tempo per farlo è veramente poco.
I nostri eroi vengono coinvolti in tutta una serie di imprese attraverso i Nove Mondi (e difficilmente riusciranno a passare da uno all'altro senza una folla violenta e minacciosa alle calcagna).
Come sempre, la scrittura di Rick Riordan è affascinante per la sua semplicità e l'humor decisamente parodistico, pur trovando un appiglio tenace nella mitologia, rivista e reinterpretata fin nei minimi dettagli. È incredibile come i suoi libri, pensati per un pubblico di giovanissimi, possano essere così intriganti anche per gli adulti. Sono letture leggere, è vero, tuttavia ti tengono incollato alle pagine, non vorresti dormire per finirlo, e il modo in cui riesce a farti affezionare ai personaggi è strabiliante.
Rispetto al libro precedente, viene approfondito l'universo e la mitologia norrena, nonché il carattere e le relazioni tra i personaggi, e finalmente scopriamo certi aspetti come il passato di Hearth. Inoltre, è forse stato introdotto un love interest per il nostro protagonista? Sinceramente, lo spero tanto.
Apprezzo il legame che si è instaurato tra Magnus e Sam, quel senso di famiglia (che prova anche nei confronti di Annabeth). Sono pure stata felice di vedere come Sam riesca a conciliare la sua religione e la sua relazione con Amir con la sua identità di valchiria, ha dato molto spessore al personaggio.
Ho adorato il personaggio di Alex che è molto complesso: ha grande coraggio e determinazione, ma sotto la corazza si nasconde molta sofferenza, soprattutto dovuta all'incapacità della sua famiglia di accettare la sua identità di genere. Tuttavia penso che in questo libro si veda solo la punta dell'iceberg e che ci sia molto di più da scoprire sul suo conto. Inoltre, spero che in futuro possa aprirsi di più con Magnus.


“Io cambio un sacco. È più o meno quello il punto. Quando sono una lei, sono una lei. Quando sono un lui, sono un lui. Non sono un loro. Capito?”
“Se dico di no, mi farai del male?”
“No.”
“Allora no, non proprio.”
Lei scrollò le spalle. “Non c'è bisogno che tu capisca. Solo, sai, un po' di rispetto.”
“Per la ragazza con il cavo molto affilato? Nessun problema.”
Le dovette piacere la risposta. Non c'era nulla di confuso riguardo la sorriso che mi diede. Riscaldò l'ufficio di almeno cinque gradi.

Un'altra cosa che mi è piaciuta è la varietà culturale e caratteriale dei personaggi che crea. Sembra quasi che voglia offrire ai lettori dei modelli in cui riconoscersi e che difficilmente si ritrovano in altre saghe. Come a dire: “non importa di quale cultura, religione, etnia, identità di genere, orientamento sessuale, o altro tu sia, anche tu puoi essere un eroe” e trovo che sia un bellissimo messaggio da dare ai ragazzi. E il tutto senza creare personaggi stereotipati o di contorno, ma dando loro una personalità a 360 gradi e una reale funzione all'interno della storia.
In conclusione, questo libro non ha deluso le mie (altissime) aspettative, anzi credo le abbia superate. 
Girata l'ultima pagina, non vedrete l'ora di avere per le mani l'ultimo capitolo di questa splendida trilogia!

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