martedì 22 novembre 2016

Recensione: Io sono buio di Kiersten White


Io sono buio 
di Kiersten White
(The Conquerers saga #1)

Sinossi
Una principessa non dovrebbe essere brutale. Ma Lada, figlia di Vlad Dracul, è diversa da ogni altra: affamata di potere fin da piccola, preferisce la lotta e i coltelli alle bambole. L’esatto contrario del fratello Radu, dolce, bellissimo e delicato come un bocciolo di rosa. Quando i due vengono lasciati in ostaggio dal padre, ancora bambini, al sultano dell’Impero Ottomano – prigionieri di un sovrano crudele e sottomessi a una cultura completamente diversa dalla propria – Lada inizia a progettare la sua spietata vendetta. Mentre la ragazza si prepara a combattere, il figlio del sultano Mehmed si mette tra lei e il fratello, spingendoli a diventare rivali. E in questo triangolo avvelenato forze potenti tendono gli animi: desideri di riscatto, gelosie tremende e un’ambizione sfrenata. Avvolta in un vortice di passioni turbinose, Lada si troverà di fronte alla scelta più difficile: portare a termine il suo piano o arrendersi all’unico nemico che forse non è in grado di sconfiggere, l’amore.

Cosa ne penso

Lo spirito del romanticismo ottocentesco rinasce nel fantastico del nuovo millennio. 
Io sono buio inaugura con una potenza inattesa la "Conquerer saga", una trilogia Young adult fanta-storica che saprà trasportarvi nei fasti dell’Impero Ottomano a cavallo tra XIII e XIV secolo. Pur rientrando di fatto nel genere fantastico, questo romanzo non è un romanzo fantasy. Se vi aspettate vampiri, draghi e Jinn non li troverete qui.
Qui troverete la Storia di Vlad III di Valacchia come non l’avete mai letta perché Vlad l’impalatore, attraverso la penna di Kiersten White, si trasforma in Lada L’Impalatrice. 
Per chi ha amato la White nella sua serie Paranormalcy, in questa nuova trilogia si stupirà nel trovare uno stile completamente nuovo, molto più maturo, sanguigno e riflessivo, pur mantenendo un ritmo talmente concitato da spingervi a leggere senza interruzioni. 

“«Ho provato rabbia, per molti anni. E paura. Ma ci sono molti modi di essere potenti. C’è potere nell’immobilità. C’è potere nel guardare, aspettare, dire la cosa giusta al momento giusto e alla persona giusta C’è potere nell’essere una donna... Oh, sì, c’è potere in quei corpi che osservi con tanta derisione.» Si passò una mano sui grandi seni, sullo stomaco, e la posò sul fianco. «Quando hai qualcosa che qualcun altro vuole, c’è sempre un elemento di potere.»”


La narrazione è in terza persona e copre il periodo che va dall’infanzia alla giovane maturità di due grandiosi protagonisti della storia europea: Lada (Vlad III) e Mehmed il Conquistatore. In questa rivisitazione, anche Radu il bello, fratello minore di Lada, conquista un ruolo di primo piano. La capacità immaginativa dell’autrice è impareggiabile, nei libri di storia Radu non è altro che un puntino sbiadito, ma leggendo queste pagine è facile pensare che abbia davvero vissuto, pensato ed agito come la White l’ha creato. Ogni personaggio è vivo e tridimensionale.  È stato sorprendente provare le loro stesse emozioni, cogliere i loro sguardi, addirittura sentirne il respiro.

“Se Lada era l’erbaccia ispida che spuntava tra le crepe del letto di un fiume riarso dalla siccità, Radu era una rosa dolce e delicata, che appassiva se le condizioni del terreno non erano perfette”. 

Il contesto storico e ambientale emerge in tutta la sua magnificenza, anche per chi ha già esplorato l’oriente colto e avanguardista dell’impero ottomano. La White, nel raccontare questi luoghi di straordinaria bellezza, cultura e crudeltà, ha acquisito la padronanza che solo il premio Nobel Orhan Pamuk aveva dimostrato di possedere. 

Il tema centrale della trilogia, espresso dall’autrice nella postfazione, è un’indagine sulle ragioni che possano spingere le persone a  compiere e giustificare azioni terribili, in nome di un fine più nobile. 

“Quali pietre posate nell’infanzia gettano le fondamenta su cui posa la posterità? Quali motivazioni li spingono? “

Da ciò che si evince dal libro la risposta è l’amore, inteso nell’accezione del romanticismo ottocentesco, quell’amore che trascende l’uomo per cercare l’immane.
Sarà “l’amor filiale” e successivamente “l’amor di patria” a guidare Lada, mentre la fede nella propria missione divina condizionerà la vita di Mehmed. Radu invece sarà diviso tra l’amore per Dio e la sofferenza per un amore che non vuole concedersi di provare. Tuttavia, nessuno di loro potrà sottrarsi alla passione

Sotto traccia possiamo ritrovare una tematica estremamente attuale, la guerra religiosa, in un'alternanza di fanatismo e convenienza.

Intrighi di palazzo, ferocia e sangue, saranno i compagni di viaggio di chi deciderà di avventurarsi nella lettura di questo straordinario romanzo. 

Cosa ne pensate, lo leggerete? Io aspetto con ansia il prossimo volume: "Now I rise"!

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