giovedì 19 gennaio 2017

Recensione Ti odio, anzi no, ti amo! di Sally Thorne

Ti odio, anzi no, ti amo! 
di Sally Thorne

Trama
Lucy Hutton è convinta che l'impiegata modello si becchi, prima o poi, l'ufficio migliore (e relativa promozione). Per questo è servizievole e accomodante, lavoratrice indefessa ma carina e gentile con chiunque. Per questo tutti la amano alla Bexley & Gamin. Tutti tranne il freddo, efficiente, impeccabile e fastidiosamente attraente Joshua Templeman. E il sentimento è reciproco. Costretti a condividere lo stesso cubicolo per 40 ore la settimana, più svariati straordinari che è meglio non quantificare, hanno iniziato a lanciarsi continue e ridicole sfide, in un gioco al rialzo che sembra impossibile da fermare. C'è il Gioco degli Sguardi, il Gioco dello Specchio e nessuno dei due sopporta di perdere. Fino a quando in ufficio si comincia a parlare del Gioco della Grande Promozione. Se Lucy vince, diventerà il capo di Joshua. Se perde... meglio non pensarci. Ma allora, con la sua carriera in ballo, per non parlare dell'orgoglio, perché Lucy comincia a fare sogni sempre più torridi sull'odiato collega? E perché si veste per andare al lavoro come se invece dovesse recarsi a un appuntamento sexy? Dopo che un'innocente corsa in ascensore diventa il teatro di un bacio indimenticabile tra i due, Lucy ha finalmente la sua risposta: forse lei non odia Joshua. E forse nemmeno lui odia lei. Forse è tutto il contrario. Oppure è solo un altro gioco?

La mia opinione

Ti odio, anzi no ti amo! è stata senza dubbio una lettura interessante. 
Ambientata in una casa editrice, parla dei due assistenti dei direttori in stile Romeo e Giulietta. Ovviamente, come si può capire dal titolo, al contrario di questi, i due protagonisti, Lucy e Joshua, non provano attrazione fin dall’inizio, anzi, si odiano.
Ho adorato i monologhi interiori di Lucy e tutti i suoi modi particolari di rinominare le cose, l’ho trovata molto spiritosa e originale. 
Non ho del tutto apprezzato Joshua, invece. Non so perché, non c’è niente che non vada in lui, a parte la mania quasi compulsiva dell’ordine con cui indossare il suo arcobaleno di camicie. Semplicemente non c’è neanche niente di che che lo faccia spiccare.
La storia d’amore è ben costruita, prevedibile e non particolarmente originale. 
Secondo me si potevano evitare un po’ di tira e molla. So di averlo detto spesso nei romanzi amore/odio, ma ritengo che spesso ricalchino fin troppo su questo punto, quando potrebbero approfondire altri, soprattutto se i tira e molla sono causati da avvenimenti prevedibili e banali come questi.
Il romanzo è iniziato molto bene, ma mano a mano ho fatto sempre più fatica a convincermi a continuarlo e di solito non è una cosa che mi succede. 
Ciò che tira su il morale, come ho già sottolineato, è la protagonista femminile.
Nel totale darei a questo romanzo tre stelle e mezzo.

«Digito la mia password: ODIOJOSHUAXSEMPRE@. Quelle precedenti ribadiscono il concetto in maniera leggermente diversa. La sua è quasi sicuramente odiolucindaxsempre.»


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