martedì 21 marzo 2017

Recensione INEDITO: Six of Crows di Leigh Bardugo

Six of Crows 
di Leigh Bardugo
(Six of Crows #1)

Trama
Ketterdam: un vivace centro di commercio internazionale dove tutto può essere ottenuto al giusto prezzo - e nessuno lo sa meglio del criminale prodigio Kaz Brekker. A Kaz viene offerta l'opportunità di un colpo micidiale che potrebbe renderlo ricco oltre i suoi sogni più sfrenati. Ma non può farcela da solo...
Un galeotto con sete di vendetta.
Un tiratore scelto che non volta mai le spalle a una scommessa.
Un fuggiasco con un passato privilegiato.
Una spia conosciuta come The Wraith.
Una Spaccacuore che usa la sua magia per sopravvivere ai bassifondi.
Un ladro con un dono per le fughe improbabili.
Sei emarginati pericolosi. Un colpo impossibile.
La squadra di Kaz è l'unica cosa che potrebbe mettersi tra il mondo e la sua distruzione - se non si uccidono l'un l'altro prima.

La mia opinione

Six of Crows, Sei di Corvi, sembra il nome di una carta da gioco in una partita di poker.
Ci andiamo molto vicino, perché in questo libro si dipana una trama intricata fatta di bluff, scommesse, trucchi e assi nella manica, in cui l’astuzia e l’abilità nelle truffe e nei giochi di prestigio è l’unica cosa che può evitare una morte certa.
Sei protagonisti, ognuno con un’abilità ineguagliabile e un passato tormentato alle spalle, e pure la prospettiva un futuro ancora più cupo in agguato.
Fino a quando non arriva l’occasione di una vita, poter diventare finalmente ricchi e ottenere tutto ciò che vogliono: salvare uno scienziato Shu catturato dai Fjerdiani e portato nella Corte di Ghiaccio, una fortezza che non è mai stata violata al centro della loro capitale, Djerholm. Poco importa se il colpo pare impossibile, o se questo scienziato ha trovato il modo di rendere i Grisha ancora più potenti e inarrestabili, un’armata che ogni nazione desidererebbe e che ucciderebbero per ottenere, il premio in palio è troppo allettante per farselo sfuggire. Devono solo sopravvivere abbastanza a lungo da ottenere la loro ricompensa (e spenderla).

La storia si svolge nella città immaginaria di Ketterdam, nello stesso mondo in cui è ambientata la trilogia Grisha e un paio di anni dopo la fine di quest’ultima.
Ketterdam è vagamente ricalcata sull’immagine di una Amsterdam del XIX secolo, florida grazie alla neutralità dello stato di Kerch e agli incessanti scambi commerciali con le altre nazioni. È una città tetra, in cui l’odore del porto, dei canali e dell’umidità prevale su tutto il resto, in cui l’unica cosa che conta è il denaro e come ottenerne di più, e non sempre in modo lecito. Sotto la patina lucente del mondo degli affari, si nasconde una fitta rete di bassifondi fatta di gang rivali che si contendono la supremazia su un territorio e il diritto di “spennare i polli” dei loro quattrini.

È in una di queste gang, The Dregs, letteralmente “la Feccia”, che troviamo i nostri protagonisti.

Un giocatore d'azzardo, un galeotto, un figlio ribelle, una Grisha dispersa, una ragazza Suli che è diventata un'assassina e un ragazzo dal Barrel che è diventato qualcosa di peggio.

Kaz ha dovuto imparare fin da piccolo che, per sopravvivere in questa città, la pietà non è ammessa. Con la sua mente brillante e la sua abilità nei raggiri si è guadagnato presto una reputazione tra i malviventi, e lui stesso alimenta l’alone di mistero e terrore che lo circonda.
Inej è la sua spia, The Wraith, lo spettro. Un tempo acrobata Suli nelle terre di Ravkan e poi catturata per essere venduta a un bordello di Ketterdam, Inej è ora una componente fondamentale della gang, più silenziosa di un gatto e assolutamente letale con i suoi pugnali, anche se prega perdono per ogni vita che toglie.
Jesper è infallibile con le pistole, ma ha le mani bucate. La sua più grande debolezza è il gioco d’azzardo e ha debiti fin sopra la testa. Irrequieto, sembra trovare la pace solo quando è in mezzo a una sparatoria.
Nina è una Grisha Spaccacuore, ex membro della Seconda Armata di Ravka, che ora si guadagna da vivere usando i suoi poteri. Ma l’unico motivo per cui ancora rimane a Ketterdam è per tirare fuori di galera Matthias, dopo che lei stessa lo ha fatto finire dentro.
Matthias proviene dal regno di Fjerda, in cui i Grisha vengono considerati streghe e condannati a morte. Superstizioso ma onorevole, è stato indurito dalla permanenza in prigione e il suo odio per i Grisha non ha fatto che aumentare.
Wylan è un ragazzo fuggito da casa, ancora troppo innocente per questo mondo. Ma la sua abilità con gli esplosivi e la sua identità lo rendono prezioso.

Come nella trilogia antecedente, ritroviamo i Grisha, persone dotate di poteri che chiamano la “piccola scienza” e che sono divisi per categorie:
GRISHASoldati del Secondo Esercito
Dominatori della Piccola Scienza
1) CORPORISNIKI
(Ordine dei Vivi e dei Morti)
Spaccacuore
Guaritori
2) AETHERISNIKI
(Ordine dei Convocatori)
Chiamaturbini
Igniferi
Effondiacque
3) MATERIAENIKI
(Ordine dei Fabrikator)
Tempratori
Alkemi

Tuttavia, se nel regno di Ravka i Grisha sono dei soldati di grande valore, a Ketterdam vengono tenuti sotto contratti vincolanti, che altro non sono se non una forma legale di schiavitù. Ma poteva finire peggio, potevano di essere bruciati vivi come a Fjerda o sottoposti ad esperimenti scientifici come nelle terre Shu.
Ma se nella trilogia Grisha l’attenzione è posta su una guerra sanguinosa e lo scontro diretto tra bene e male, in Six of Crows l'atmosfera è più un incrocio tra un film di gangster e Ocean’s Eleven, ma con personaggi molto più spietati. È impossibile però non affezionarsi ai protagonisti dopo che, con flashbacks collocati in punti precisi della storia, possiamo vedere i loro trascorsi e cosa li ha resi ciò che sono oggi.

Non c'era parte di lui che non fosse rotta, che non fosse guarita male,
e non c'era parte di lui che non fosse più forte per essere stata rotta.

Tramite i punti di vista di tutti loro (tranne di Wylan che riceverà dei POV solo nel secondo libro) possiamo capire ciò che è reale e ciò che è finzione, cosa li sprona e perché. Ma molto altro è lasciato nascosto al lettore. Come in un gioco di prestigio ben congegnato, veniamo tratti in inganno dai nostri sensi. Quando pensiamo che le cose stiano andando in un certo modo, tutto si ribalta. Veniamo distratti da dettagli di scarsa importanza e non ci accorgiamo di quelli rilevanti fino a quando non si scoprono le carte. Quando pensiamo che tutto stia andando a rotoli, non si tratta altro che di un piano nel piano e una serie di imprese rocambolesche che lasciano con il fiato sospeso. In alcuni punti, lo stupore è talmente grande che è impossibile non ridere per l’ingegnosità dei raggiri.

Un bravo prestigiatore non era molto diverso da un ladro vero e proprio.

Si potrebbe pensare che con così tanti personaggi approfonditi e una trama così intrigata, poco spazio venga lasciato al romanticismo, e a prima vista è proprio così. Le loro vicende hanno lasciato i loro cuori induriti, l’esperienza ha insegnato che non ci si può fidare di nessuno, che non si può mostrare alcuna debolezza se non si vuole diventare vittime, e così anche l’amore rischia di trasformarsi in odio e disprezzo.

Lei non avrebbe augurato l'amore a nessuno. Era l'ospite che facevi accomodare e che poi non riuscivi a levarti dai piedi.

Ma nemmeno questi sei reietti possono esserne del tutto immuni e leggendo attentamente si vanno a scovare sentimenti molto profondi in un’occhiata o in una parola non detta.

Il sole splendeva per una volta, e Inej voltò la testa verso di esso. I suoi occhi erano chiusi, le sue ciglia di un nero profondo aperte a ventaglio sulle sue guance. Il vento del porto sollevò i suoi capelli scuri, e per un momento Kaz era di nuovo un bambino, sicuro che ci fosse magia in questo mondo.

Sei personaggi, tre coppie? Forse, si può solo sperare che il loro lieto fine non sia solo denaro e libertà, ma qualcosa di molto più prezioso.
Iniziata la lettura, è impossibile staccarsene. Ci si immerge in questo mondo, tramite una scrittura fluida ed elegante in cui ogni parola ha un peso e una musicalità propria, ma allo stesso tempo le scene sono molto cinematografiche, piene di umorismo e azione. Le emozioni ti scavano dentro e passi dal divertimento, alla commozione o all’addoloramento, il cuore palpita in ansia o in anticipazione e, quando chiudi il libro, ti senti più vivo ma anche più vuoto per aver dovuto abbandonare questi personaggi e sai che, prima o poi, dovrai riprendere in mano questa duologia per farli rivivere.
Per la sua originalità e profondità, certamente lo consiglio a chi vuole buttarsi in una lettura che lo conquisterà anima e corpo, benché l’inglese dell’autrice sia piuttosto sofisticato e possa scoraggiare la lettura a chi non abbia la piena padronanza della lingua. Purtroppo si tratta di un altro di quei libri che non sappiamo se vedremo mai in Italia.

2 commenti:

  1. Silvia: E ovviamente, come anche il nuovo titolo della Maas, nella nostra editoria, di questo titolo ancora non se ne vede l'ombra, vero?

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    Risposte
    1. No, la trilogia Grisha è finita tra le serie interrotte della Piemme ed, essendo questo il suo seguito, chissà se lo vedremo mai.

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