mercoledì 29 agosto 2018

Recensione: IRON FLOWERS di Tracy Banghart

IRON FLOWERS
di Tracy Banghart
(Grace and Fury, #1) 

Trama
Non tutte le prigioni hanno le sbarre. In un mondo governato dagli uomini, in cui le donne non hanno alcun diritto, due sorelle non potrebbero essere più diverse l'una dall'altra. Nomi è testarda e indisciplinata. Serina è gentile e romantica, e sin da piccola è stata istruita per essere un esempio di femminilità, eleganza e sottomissione. Sono queste le doti richieste per diventare una Grazia, una delle mogli dell'erede al trono. Ma il giorno in cui le ragazze si recano nella capitale del Regno, pronte a conoscere il loro futuro, accade qualcosa di inaspettato che cambierà per sempre le loro vite. Perché, contro ogni previsione, è proprio l'indomabile Nomi a essere scelta come compagna del principe, e non Serina. E mentre per Nomi inizia una vita a palazzo, tra sfarzo e pericolosi intrighi di corte, sua sorella, accusata di tradimento per aver mostrato di saper leggere, viene confinata sull'isola di Monte Rovina, un carcere di donne ribelli in cui, per sopravvivere, bisogna combattere e uccidere. È così che entrambe si trovano prigioniere, l'una di una gabbia dorata e l'altra di una trappola infernale. Per le due sorelle la fuga è impossibile: un solo errore potrebbe significare la morte. E allora, quando non c'è soluzione, l'unica soluzione è cambiare le regole.

La mia opinione


Iron Flowers” è ambientato in una realtà distopica, in cui le donne valgono poco più di niente: non possono leggere, né parlare in modo inappropriato agli uomini, né tantomeno ribellarsi. 
È un libro che racconta due storie contemporaneamente: quella di Serina e di sua sorella Nomi.
Due ragazze che non potrebbero essere l’una più diversa dell’altra. 
La trama si complica quando è Nomi, l’indomabile sorella più piccola, a diventare una Grazia, mentre Serina viene spedita nel carcere di Monte Rovina, diventando così la “ribelle” della situazione. 
Cambiano improvvisamente le carte in tavola: i ruoli s’invertono. 
Nomi è costretta ad apprendere l’arte di essere una Grazia, senza però perdere mai la speranza di ritrovare la libertà perduta e di rivedere sua sorella. Serina ha da sempre imparato a vedere le donne come “nemiche” e a sottomettersi alle regole.
Ma ora, sul Monte Rovina, tutto cambia. 
Serina comprende presto che, per sopravvivere in quel luogo desolato e pericoloso, è necessario mettere da parte gioielli ed abiti, ed imparare a tirar fuori le unghie.

 “Per ogni donna a cui hanno detto di stare zitta e buona…E che invece ha avuto il coraggio di reagire”.

Così recita l’incipit di “Iron Flowers” che, senza dubbio, risulta un libro crudo e profondamente attuale. Un vero inno alla potenza femminile. 
E’ davvero semplice immedesimarsi nelle due protagoniste, che risultano da subito estremamente realistiche. Inizialmente, ammetto di aver trovato maggiore affinità con Nomi, forse grazie al suo animo combattivo e ribelle, ma nel corso della lettura, mi sono dovuta ricredere. A metà libro, Serina diventa la mia protagonista preferita, poiché si spoglia lentamente delle sue fragilità ed indossa un’armatura di coraggio. Entrambe le sorelle compiono, infatti, un percorso di crescita ed evoluzione, un vero passaggio dall’adolescenza all’età adulta. 
Ho trovato la trama originale e coinvolgente sin da subito (merito, sicuramente, anche dello stile fluido della scrittura), pieno di colpi di scena. 
I capitoli si alternano, tra la storia di Nomi e quella di Serina, e vengono narrati in terza persona. Una preferenza particolare va, senza dubbio, a Valentino, una delle guardie di Monte Rovina, che ho amato fin da subito, ma non aggiungo altro per non rovinare la lettura!
Il finale è aperto: segno che, probabilmente, “Iron Flowers” sarà a tutti gli effetti una saga, anche se purtroppo non ci sono notizie ufficiali sulla data di uscita del prossimo capitolo.
Libro assolutamente consigliato!

“Non è una scelta se non si ha la libertà di dire no. Un sì non ha valore quando è l'unica risposta concessa.”


Punto di vista: Alternato prima persona di Nomi e Serina
Sensualità: soltanto baci
Caratteristiche: drammatico, coinvolgente, fiabesco.
Stile narrativo: Scorrevole, con vari colpi di scena
Tipo di finale: Aperto

Recensione a cura della nuova collaboratrice


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