lunedì 11 febbraio 2019

Recensione: Tutti i colori del cielo di Angela Contini

Tutti i colori del cielo
di Angela Contini

Editore: Newton Compton
Data di uscita ebook: 11 febbraio 2019
In libreria: 14 febbraio 2019

Trama
Liam Morgan è un giovane falegname dall'aspetto prestante, all'apparenza tutto d'un pezzo, ma che nasconde delle inaspettate debolezze: ha mille ansie e mille fobie che gli fanno fare, il più delle volte, delle pessime figure. Jane Labelle è una ragazza inglese scappata da Londra con la sorella minore, per nascondersi da un passato di violenza che l'ha segnata profondamente e spera di rifarsi una vita a Pretty Creek. L'incontro fra Liam e Jane non è dei più romantici. Lei lo travolge, letteralmente, distruggendogli il cellulare nuovo di zecca, prima di scappare via. Ma il destino ci mette lo zampino e, quando si ritrova a condividere con Liam lo stesso piano del palazzo in cui abita, le cose sembrano mettersi piuttosto male. Ma forse sarà l'inizio di qualcosa di nuovo per entrambi, qualcosa che aiuterà Jane a liberarsi dei fantasmi del passato e a non avere paura del futuro. Un futuro nel quale c'è posto solo per Liam.

La mia opinione


Tutti i colori del cielo, ultimo romanzo di Angela Contini, è ambientato a Pretty Creek, nel Vermont. Il protagonista è il fratello di Mackenzie di Tutto l’infinito del cielo ma nonostante i riferimenti a questo ed altri romanzi il libro può comunque leggersi come stand-alone.
Liam è un falegname di un metro e novanta con paure che, guardandolo, sembrerebbero non appartenergli. Jane è una ragazza spaventata e in fuga: lei e la sorella Charlotte stanno cercando di mettere più distanza possibile tra loro e l'uomo che le ha sempre fatte vivere nel terrore e nella violenza.

“Non hai nulla di che vergognarti”. È la cosa che mi hanno sempre detto tutti. Avvocati, assistenti sociali, amici, ma è la cosa più difficile da fare. Sebbene sappia che non ho colpa di niente, raccontare di essere stata vittima di simili abusi mi fa sentire sporca, come se non potessi essere guardata con onestà, come se non potessi essere guardata affatto.


Confesso che prima di iniziare il libro non mi aspettavo di trovarvi ciò che poi, effettivamente, vi ho trovato. Non così, almeno. Leggendo ho sentito il dolore, la paura, l'angoscia, la vergogna e lo schifo che provava Jane. Li sentivo, erano lì. L'autrice è stata molto brava, ha dosato le parole, limitando le scene più forti ma non sottraendosi dal raccontarci le conseguenze per la protagonista della sua passata non-vita. Jane è stata picchiata continuamente ed ininterrottamente per anni e anni e anni. Sempre, senza che nessuno provasse a difenderla, mai. Ha sempre subito, pur di distogliere le attenzioni da sua sorella. Ha subito le conseguenze di un amore malato, quello dove amore non è farfalle nello stomaco, rispetto, condivisione e bellezza, ma possessione, insana gelosia, violenza. È “tu ti sei meritata queste botte, tu hai sbagliato, tu non meriti di essere amata, tu devi farti schifo.” 


Quella parte di me, la parte capace di amare un uomo, è morta e sepolta sotto un abisso di botte. (…) Ho troppa paura. Paura di soffrire ancora, di fidarmi e rimanere ferita. Se non ami nessuno, nessuno può ferirti. Se resti a debita distanza, nessuno può colpirti, in nessuna maniera possibile.


Jane è, comunque, una donna forte ed orgogliosa. Sa quel che vuole e non ha paura di dire no. Nonostante l'inferno costante nel quale ha vissuto ha sempre e solo donato amore a sua sorella, la quale è sì un’adolescente cresciuta troppo in fretta e consapevole del marcio del mondo, ma è anche relativamente serena e fiduciosa, in grado di innamorarsi senza il timore di poter rivivere il passato. È stato il pensiero di Charlotte a dare forza, sempre, a Jane: le ha impedito di arrendersi, di smettere di lottare, di sperare che il colpo successivo fosse quello definitivo, che l'avrebbe spenta, uccisa, facendo così cessare il dolore e l’umiliazione.
Fuggendo da Londra non spera di trovare, nel Vermont, altro che un minimo di quiete. Invece si imbatte in Liam, un omone con mille fobie, ma sincero, ottimista, fiducioso e buono. 

“E il cuore rotto non lo metti in conto?”
“Sempre. Ma non parto da quel presupposto. Ha senso negarsi l'amore per paura che finisca? Se pure non durerà, ogni istante di felicità che avrò vissuto ne varrà altri mille tristi”.


È un personaggio che ho trovato fuori dal coro rispetto a molti altri personaggi maschili. Un trentenne che fa urletti terrorizzati per un piccolo ragno e che si innamora in un nanosecondo, ammettendolo con sé stesso e dichiarandosi anche, senza nascondersi. Liam è dolce e attento in modo quasi commovente, ho provato gratitudine nei suoi confronti per il suo comportamento con Jane.
L’autrice ha affrontato un tema delicato come le violenze fisiche, psicologiche e sessuali con la consapevolezza di non star cercando soluzioni o facendo un'analisi di qualsivoglia tipo. È rimasta all'interno dell'ambito narrativo, facendolo a parer mio molto bene.


Punto di vista: prima persona, alternato
Sensualità: c’è tanto amore
Caratteristiche: doloroso, speranzoso, di rinascita
Stile narrativo: scorrevole
Tipo di finale: conclusivo



Ringrazio la Newton Compton per la copia ARC del romanzo.

1 commento:

Se ti è piaciuto il post condividilo e clicca su G+1!
E se ti va, lascia un commento!