lunedì 12 novembre 2012

Recensione: "La stella nera di New York" di Libba Bray (1° libro - Serie The Diviners)

La stella nera di New York
di Libba Bray


La Trama: Evie O’Neill, dopo aver suscitato l’ennesimo scandalo nella noiosa cittadina di provincia in cui è nata, viene spedita dai genitori a vivere nell’effervescente New York City – e la ragazza ne è entusiasta. New York è la città dei locali, del contrabbando, dello shopping e del cinema, e non passa molto che Evie stringe amicizia con irriverenti Ziegfeld girls e scapestrati ragazzi di strada. Evie però non fa conoscenza solo con le luci sfolgoranti dell’età del jazz, ma anche con gli oscuri anfratti del Museo americano del Folclore, della Superstizione e dell’Occulto, che suo zio Will Fitzgerald – presso cui abita – dirige con l’aiuto di Jericho, uno strano ragazzo sempre immerso nella lettura. E quando una serie di omicidi a sfondo esoterico e riconducibili a uno spirito che torna dal passato vengono a galla, Evie e suo zio sono chiamati a collaborare alle indagini, e sono proiettati al centro del sistema mediatico. I due si lanciano nelle ricerche, ed è allora che quel misterioso potere divinatorio che la ragazza sa di avere si rivelerà utile a catturare il killer, prima che sia troppo tardi.


Il mio commento

Sicuramente quando ho scoperto l’uscita di questo libro ne sono rimasta piacevolmente sorpresa. Dell’autrice avevo già letto, ormai diversi anni fa, la trilogia di Gemma Doyle  e devo dire che mi era notevolmente piaciuto.
Vista la trama ne sono rimasta subito colpita sia per l’ambientazione inusuale  (anni ’20), sia per la parte investigativa paranormal.
Non potevo lasciarmelo certamente fuggire!
Dalle prime pagine ho riconosciuto lo stile della Bray apprezzando soprattutto la sua capacità di farti immergere nel periodo trattato. La storia è raccontata in terza persona e seppur la protagonista è chiara fin dall’inizio i punti di vista sono diversi. La trama è ricca e ben congeniata ma non posso nascondere di aver fatto un po’ fatica a seguirne le varie sottotrame. I personaggi sono davvero tanti e le loro vicende si svolgono in parallelo ma separatamente per poi incontrarsi in vari momenti del racconto. Non è un libro dall’azione incalzante, è più d’atmosfera. Devi essere ben concentrato durante la lettura se no rischi di perderti tra le parole dell’autrice: ha veramente tanto da raccontare e riesce a farlo in una maniera tutta sua.
I personaggi sono ben caratterizzati, ognuno con una particolarità. La stessa Evie (protagonista) non rappresenta il classico stereotipo a cui tanto ci hanno abituato, diciamo che è più una ragazza con tanta voglia di divertirsi (tra feste e alcool) e poca voglia di moderarsi. Ovvio che prima o poi si metta nei guai e così ha inizio la sua vita con lo zio Will nella metropoli.
Una vita diversa da come la immaginava e che ci farà conoscere altre sue caratteristiche che non potremo fare a meno d’apprezzare. Accanto a lei non mancheranno delle figure che la seguiranno quando in parallelo, quando  marginalmente o quando solo di sfuggita. Tra gli altri mi hanno colpito l’assistente dello zio Jericho per la sua storia, l’amica di vecchia data Mabel per come potrebbe evolversi il loro rapporto, la nuova amica Theta per il suo modo di vivere nonostante il passato e mi hanno letteralmente spiazzata Bill Johonson, Miss Addie e Miss Lillian: credo di non aver veramente capito niente di loro ed essere stata abilmente depistata. Sullo zio Will ancora non mi sono fatta un’opinione ben precisa e sicuramente nasconde tanto. In realtà un po’ tutti hanno più di qualche scheletro nell’armadio!! Concludo questa carrellata con il cattivo di turno: John Hobbes. Quanta malvagità! Le scene con lui sono parecchio suggestive e inquietanti. Però la sua storia è interessante. La Bray ci fa scoprire il passato dei personaggi principali pian piano ed i collegamenti che alla fine legano alcuni di loro sono proprio ben architettati. Quanto ancora deve essere svelato! Dove potrà mai arrivare la fantasia dell’autrice? Non vedo l’ora di leggere il seguito!
E’ un libro veramente interessante ma  non adatto a tutti, a me ovviamente è piaciuto!



6 commenti:

  1. Ciao, ho voluto assegnarti un premio...passa da me qui:http://giardinodellerose.blogspot.it/2012/11/premio-unia-7-domande-per-7-blog.html

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  2. la tilogia delle gemme è della Gier, forse volevi dire la Trilogia di Gemma doyle. sono molto curiosa di leggerlo perchè e sento parlare sempre bene!

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  3. Ops Lara hai ragione !! Corretto e grazie :)

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  4. Ciaoo!! Avete un bellissimo blog complimenti!! :) Mi hanno dato il premio Unia e io lo passo a voi!! Poi se vuoi vieni nel mio blog a vedere!! :) Baci
    http://lamiavitainlibriemusica.blogspot.com/

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  5. Voglio leggere questo libro!
    Ho già letto la prima trilogia dell'autrice e mi è piaciuta tanto, anche se sono stata delusa dal finale... Spero che questo abbia una conclusione migliore^^

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