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Anteprima "Zombie Party" di Gena Showalter - White Rabbit Chronicles #4

Il 4° ed ultimo romanzo della serie urban fantasy young adult The White Rabbit Chronicles di Gena Showalter è in uscita nella collana eLit!

Titolo: Zombie party
Autrice: Gena Showalter 
Casa editrice: HarperCollins Italia
Collana: eLit (solo digitale)
Prezzo: euro 6,99
Date di uscita: 31 Maggio 2016

La Trama
Dopo la battaglia decisiva contro la Anima Industries, che gli ha portato via l'amore della sua vita, Frosty cerca in tutti i modi di annegare il dolore anestetizzando il suo cuore. Almeno finché Kat, la sua Kat, non gli appare chiedendogli l'unica cosa che lui non può concederle: accettare la protezione di Camilla, la ragazza che ha tradito lui e i suoi amici. Quando il pericolo torna a bussare alla porta, però, Frosty, Milla e i cacciatori devono unire le loro forze per affrontare la difficile situazione, mettendo da parte rivalità e rancori. Non sarà facile per lui accettare la vicinanza di Milla, soprattutto quando all'avversione comincia a sostituirsi un sentimento ben più difficile da gestire e... da accettare: l'attrazione.

La serie "The White Rabbit Chronicles" è composta da:
1. Alice in Zombieland (Alice in zombieland)
2. Through the Zombie Glass (Zombie allo specchio)
3. The Queen of Zombie Hearts (La regina degli zombie)
4. A Mad Zombie Party (Zombie Party)
4.1 Kat in Zombieland (novella breve su Wattpad, la trovate qui )


Contente di questa notizia?
Buone letture!

Anteprima "LA REGINA DEGLI ZOMBIE" di Gena Showalter

Un nuovo sconvolgente capitolo della serie urban fantasy young adult The White Rabbit Chronicles di Gena Showalter finalmente in italia!


Titolo: La Regina Degli Zombie
Autrice: Gena Showalter 
Serie: White Rabbit Chronicles #3
Casa editrice: Harlequin Mondadori
In esclusiva digitale eLit diviso in 4 parti
Date di uscita: 
* 20 luglio - La regina degli Zombie - Parte prima - FREE
* 27 luglio - La regina degli Zombie - Parte seconda – 0,99€
* 3 agosto - La regina degli Zombie - Parte terza – 2,49€
* 10 agosto - La regina degli Zombie - Parte quarta – 3,99€

La Trama
Consideravo gli zombie il nemico peggiore mai esistito sulla terra, ma mi sbagliavo: gli esseri umani possono essere molto più pericolosi. C’è un’azienda là fuori, la Anima Industries. Controlla gli zombie e ha deciso che i cacciatori sono un problema che può essere risolto in un modo soltanto: sterminandoli. E adesso i cacciatori devono scegliere. Ritirarsi o scendere in campo. Mentre si prepara insieme ai suoi amici per quella che si prospetta una guerra senza quartiere, Ali Bell scopre che anche lei può controllare gli zombie... e che non è la ragazza che era convinta di essere. In qualche modo è legata alla donna che ha ucciso e trasformato la madre di Cole, ed è certa che questo finirà per rovinare il loro rapporto. Ma con l’emergere di nuovi, ancor più sconvolgenti segreti, mentre i suoi compagni perdono la vita o vengono catturati, una certezza si fa strada nel cuore di Ali: per vincere è disposta a tutto. Anche a sacri care la propria vita per coloro che ama. 

 Scoprite il sito creato da Gena Showalter dedicato alla serie: http://wrchronicles.com/ 

 I primi due capitoli della serie

La serie "The White Rabbit Chronicles" è composta da:
1. Alice in Zombieland (Alice in zombieland)
2. Through the Zombie Glass (Zombie allo specchio)
3. The Queen of Zombie Hearts (La regina degli zombie)
4. A Mad Zombie Party (in lingua originale nel 2015)


Lo aspettavate? Io si, però mi sa che aspetterò l'uscita di tutte le parti... Non mi piace leggere a puntate! Voi invece?

Zombie allo Specchio BlogTour: Faccia a faccia con … Intervista a Cole Holland

Ciao a tutte care lettrici e benvenute alla 7° tappa del BlogTour dedicato al romanzo Zombie allo Specchio di Gena Showalter, l'attesissimo seguito di Alice in Zombieland. 


Questa tappa prevede un interessante e simpatico "Faccia a faccia" con … Cole Holland! Buona lettura! ^_^


Domanda: Ciao Cole, benvenuto. Per iniziare, potresti raccontarci qualcosa di te?
Cole: Preferisco scendere in campo che stare al sicuro nelle retrovie.

D. Non so se sia di dominio pubblico, ma la situazione tra te e Alice è molto complicata. Alice è una persona importante, per cui vale la pena lottare? Oppure anche questa è una storia senza importanza?
Cole: Alice vale ...Tutto. E le mie fidanzate del passato non valgono una discussione, mi spiace.

D. Quali sono le sue qualità che più ti hanno colpito? Forse il fatto che riesca a farti sorridere? O le sue domande senza fine?
Cole: Quando Alice ama, ama con tutto il cuore. O tutto o niente. Non hai mai bisogno di chiederle come si  sente. È onesta, trasparente. Oh, sì. Lei vi dirà sempre la brutale verità. Puoi fidarti di lei in qualsiasi momento. Sapete quanto sia difficile? È rarissimo.

D. Tu e il tuo gruppo di combattenti pensate che riuscirete a vincere? C’è ancora qualche possibilità di sopravvivere?
Cole: Speranza? Tesoro, combatto come uno che ha già vinto. Gli zombie sono già sconfitti perché sono morti. Quindi, sì, c’è speranza.

D. Hai perso un sacco di amici lungo la strada. Perché hai scelto di ricordarli con un tatuaggio sul tuo corpo? È meno dolorosa la separazione?
Cole: Ciò che portiamo nel nostro cuore si manifesta sul nostro corpo. Se amate qualcuno, ve lo si legge in faccia. Se odiate, questo sentimento incide ogni vostra espressione. Un tatuaggio per me è il modo per far emergere quello che provo e farlo affiorare sulla pelle.

D. Se Alice non fosse sopravvissuta cos’avresti fatto per onorare la sua memoria?
Cole: Non posso pensarlo. Solo l’idea mi consuma.

D. A volte tratti Alice come se fosse una ragazza fragile, ma sai benissimo che non lo è. Perché? Non ti fidi delle sue capacità? Temi che le accada qualcosa?
Cole: Mi fido delle sue abilità molto più delle mie… ma allo stesso tempo tengo più alla sua vita che alla mia. Farei tutto il possibile per proteggerla.

D. Perché i tuoi sentimenti per lei sono così contrastanti?
Cole: Quando si tratta di Alice so esattamente come mi sento. Ma sto esplorando qualcosa di nuovo. Sento di aver bisogno di lei e allo stesso tempo vorrei che non fosse così.

D. Come descriveresti Alice in quindici parole?
Cole: Me ne basta una. Mia.

D. Hai qualche consiglio da dare a chi non vede gli zombie?
Cole: Iniziare a pregare.

D. Arma preferita?
Cole: Balestra.

D. Momento preferito?
Cole: Ogni bacio, ogni carezza data ad Alice.

D. il più grande rimpianto?
Cole: Se avete letto il libro, lo potete indovinare da soli.


Vi è piaciuta l'intervista? 
E' così che vi immaginavate Cole?

Vi ricordo che sul blog trovate anche la recensione di "Alice in Zombieland" QUI, e di "Zombie allo Specchio" QUI.

Recensione: Zombie allo specchio di Gena Showalter

Trama: 
In un attimo ho perso tutto ciò che conta. Il rispetto degli amici. La mia nuova casa. Il senso della vita. L'orgoglio. Il mio ragazzo. Ed è tutta colpa mia. Mia e di nessun altro. Sono stata io a permettere all'oscurità di entrare... Alice Bell è convinta che peggio di così la sua vita non possa andare, ma si sbaglia. Dopo l'ennesimo attacco degli zombie iniziano a verificarsi fatti mostruosi e inquietanti. Vede strane cose negli specchi, sente le voci dei non-morti, ma soprattutto avverte dentro di sé una presenza oscura che la costringe a compiere azioni terribili. Mai come ora ha bisogno dei suoi amici cacciatori e del sostegno di Cole, il suo ragazzo, eppure lui tutto a un tratto la respinge e si allontana, lasciandola sola a combattere contro gli zombie e contro l'oscurità che avanza. Per fortuna ci sono Kat e Reeve, le sue grandi amiche, a darle la forza di andare avanti. Perché l'orologio corre, e se Ali dovesse fallire sarebbero tutti condannati...

La mia opinione:

Questo era uno dei libri che più ho atteso di poter leggere. Per essere sicura di ricordarmi bene tutto, essendo passato un anno tra il primo e il secondo, sono andata a rileggere “Alice in Zombieland” così da avere tutta la storia fresca di memoria. Ma arrivata al terzo capitolo mi sono resa conto che la storia stava prendendo una piega che proprio non mi piaceva e così sono tornata alle origini leggendo il libro a ritroso, dall'ultimo capitolo al primo, per poi rileggerlo una seconda volta nel modo tradizionale. Lo so che molte di voi non capiscono come io possa farlo, ma è una cosa che facevo regolarmente con il cartaceo quindi non è la prima volta e di certo non sarà l'ultima. Con l'arrivo del digitale è solo un po’ più complicato, ma fattibile senza problemi.

In “Alice in Zombieland” venivamo introdotti nel mondo di Ali e dei cacciatori di zombie, quindi il tutto era incentrato nello spiegarci cosa provava Alice man mano che scopriva che la realtà, in questo caso, stava superando di gran lunga la più vivida immaginazione e iniziava a decifrare i sentimenti che cominciava a provare per Cole, lasciando poco spazio agli altri protagonisti.

In “Zombie allo specchio”, nonostante la protagonista sia sempre Alice con la narrazione in prima persona, tutti hanno molto più spazio e vengono approfonditi i caratteri e i sentimenti dei cacciatori (giovani ragazzi e ragazze che spesso mettono il gruppo e la caccia agli zombie davanti a tutto compreso la loro vita, consapevoli che quello che fanno è una vera e propria missione) delle amiche di Ali, fidanzate con i migliori amici di Cole anch'essi cacciatori (scopriremo il doloroso segreto che gelosamente nasconde Kat, vedremo l'evolversi della sua storia d'amore con Frosty e inizieremo a conoscere meglio Reese e la nascita della storia con Bronx) della nonna di Ali (che ora conosce la verità sugli zombie e quindi è più partecipe della vita di Ali) ma sopratutto di Cole. Nel precedente capitolo di lui si percepiva sopratutto il fatto che fosse l'indiscusso capo dei cacciatori, duro e spietato, abituato ad usare la violenza senza nessuna remora, mentre qui ci viene descritto in maniera diversa. Certo è sempre il capo e nessuno si sognerebbe mai di contraddire ad un suo ordine, ma è pur sempre un ragazzo di 17 anni (cosa che nel primo libro veniva del tutto oscurata e non ci si rendeva conto della sua giovane età) che deve fare i conti per la prima volta con sentimenti che non conosce. Nonostante abbia avuto parecchie ragazze, non ha mai provato per loro il sentimento che sente per Alice, ma questo sentimento lo mette di fronte a sensazioni come l'insicurezza e sopratutto la gelosia e, non sapendo come gestirli, l'unico modo che trova è scappare, rivelando tutta la fragilità della sua giovane età.

Nello stesso modo invece Alice deve combattere contro se stessa e affrontare la sua più grande battaglia, però al contrario di Cole non scappa davanti al problema, ma cerca di trovare la soluzione, anche se la soluzione potrebbe essere la fine di tutto.

Qui si vede la netta differenza tra il primo e il secondo libro, un cambiamento davvero notevole, facendo diventare Cole più umano, mentre Ali più forte e non solo fisicamente.

In ogni caso potete stare tranquille perchè nonostante gli zombie e i nemici, nonostante tutte le vicissitudini che succedono e nonostante tutte le paranoie di Cole (credetemi che ne ha uno sproposito) siamo pur sempre dentro una storia d'amore e anche questa volta l'amore trionfa e lo fa alla grandissima!!

La Showalter è riuscita a creare una storia davvero originale, dove i ruoli sono ben definiti: gli zombie sono i “cattivi” e l'unico modo per eliminarli è ucciderli e non devono per forza essere salvati, come succede in quasi tutti gli altri libri dello stesso genere, mentre i cacciatori sono i “buoni”, una sorta di eroi che rischiano la vita per proteggere tutte quelle persone normali che vivono la loro esistenza inconsapevoli di tutto quello che sta succedendo.

Il libro è scritto molto bene pieno di colpi di scena e di emozioni (personalmente di alcune di queste emozioni ne avrei fatto a meno, in special modo per quello che riguarda la storia d'amore tra Ali e Cole, però posso capire che per rendere Cole in quel modo bisognava scuotere le fondamenta su cui si basa il tutto, mettendo in discussione le certezze createsi nel primo libro) molto intense che rendono quasi impossibile staccarsi dalla lettura.

Il mio augurio è che la casa editrice non ci faccia attendere nuovamente un anno per poter leggere la fine di questa storia, benché questo non sia un libro ortaggio, cioè uno di quei libri con il finale aperto che ti lascia lì come un broccolo ad aspettare il seguito, siamo comunque arrivati ad un punto cruciale su tutti i fronti e la curiosità di scoprire come si conclude è davvero tanta.

Anteprima "Through the Zombie Glass" di Gena Showalter, in arrivo il 2° romanzo della serie White Rabbit Chronicles

Ciao a tutti!
Chi aspettava il seguito del romanzo urban fantasy young adult Alice in Zombieland di Gena Showalter? 
Finalmente abbiamo una data comunicata direttamente dalla casa editrice! Manca ancora un mesetto, ma ormai ci siamo! A breve scopriremo come continuano le avventure di Alice, Cole e compagnia bella.

Cover originale, in attesa di quella definitiva italiana.

Titolo originale: Through the Zombie Glass 
Autrice: Gena Showalter 
Serie: White Rabbit Chronicles #2
Casa editrice: Harlequin Mondadori
in esclusiva digitale eLit
Data di uscita: 30 dicembre 2014


Trama tradotta da Cassie per il nostro blog.

Gli Zombie invadono la notte. Dimenticate il sangue ed i cervelli. Questi mostri hanno fame di anime umane. Purtroppo, hanno preso la mia...
Alice Bell ha perso tanto. La famiglia. Gli amici. Una casa. Pensava di non avere più altro da dare. Sbagliava.
Dopo un nuovo attacco zombie, delle cose strane iniziano ad accaderle. Gli specchi prendono vita e i sussurri dei morti le assalgono le orecchie. Ma la cosa peggiore? Una terribile oscurità germoglia dentro di lei, spingendola a fare cose molto cattive.
Non ha mai avuto bisogno come ora della sua squadra di ammazza Zombie, ma Cole Holland, il super cattivo ragazzo, leader e suo fidanzato, all'improvviso si allontana da lei...da tutti. Ora, con la sua migliore amica Kat al suo fianco, Ali deve uccidere gli zombie, scoprire il segreto di Cole e imparare a combattere l'oscurità.

Ma l'orologio sta ticchettando...e se fallisce anche un solo compito, sono tutti condannati.

La serie "The White Rabbit Chronicles" è composta da:
1. Alice in Zombieland 
2. Through the Zombie Glass 
3. The Queen of Zombie Hearts 


Lo stavate aspettando?


Uscita cartacea di "Alice in Zombieland" di Gena Showalter

Oggi vogliamo ricordarvi l'uscita in edicola per gli HM pocket della versione cartacea di "Alice in Zombieland" di Gena Showalter, libro uscito in versione ebook a Gennaio 2013 e disponibile cartaceo dal 26 Giugno ( alcune edicole lo hanno già da oggi ).





Questo YA ( il primo del genere scritto da questa autrice già famosissima per la serie I Signori degli Inferi, e a nostro parere bravissima ) è il primo capitolo della serie White Rabbit Chronicles e noi di Romanticamente Fantasy non possiamo che consigliarlo, sia alle amanti del genere YA sia a chi normalmente legge Urban Adult, perché a nostro parere merita veramente. 

Per chi non lo aveva comprato perché disponibile solo in versione ebook, ecco che esce finalmente anche la copia cartacea.

Per chi ancora non conosce questo bellissimo Urban sugli zombie trovate QUI la recensione fatta da Nuvolina.




Recensione: Alice in Zombieland di Gena Showalter

Trama: 
Non avrò pace finché non avrò rispedito nella tomba tutti i morti che camminano. Per sempre. Se qualcuno mi avesse detto che la mia vita sarebbe cambiata in un momento, sarei scoppiata a ridere. E invece è proprio quello che è accaduto. Un attimo, un secondo, il tempo di un respiro, e tutto ciò che amavo è sparito. Mi chiamo Alice Bell, e la notte del mio sedicesimo compleanno ho perso la madre che adoravo, la mia sorellina e il padre che non ho mai capito finché non è stato troppo tardi. Quella notte ho scoperto che lui aveva ragione: i mostri esistono veramente. Gli zombie mi hanno portato via tutto. E adesso non mi resta che la vendetta… Per realizzare i suoi propositi, Alice dovrà imparare a combattere contro i non-morti e fidarsi del peggiore dei cattivi ragazzi della scuola, Cole Holland. Ma lui nasconde dei segreti. E quei segreti potrebbero rivelarsi persino più pericolosi degli zombie.


La mia opinione: 

Quando è arrivata la notizia che sarebbe uscito in Italia questo libro ero molto perplessa. La Showalter mi piace molto come autrice e ho letto tutto ciò che è stato pubblicato di suo fino ad ora, ma avendo come protagonisti gli zombie ed essendo uno young adult (non sono proprio tra le mie letture preferite), non ero sicura del risultato e invece fin dalle prime battute mi sono dovuta ricredere.

Il libro inizia con il drastico cambiamento nella vita di Alice una normale sedicenne, che dopo il tragico incidente in cui perde tutta la sua famiglia, si vedrà costretta a rivedere tutta una serie di certezze che l' avevano accompagnata fino ad allora.

Così Ali, perché Alice è morta in quell'incidente assieme alla sua famiglia, si ritrova a vivere in un'altra casa assieme agli anziani nonni che di adolescenti moderni non ne sanno nulla, in una nuova scuola con compagni nuovi. Meno male che tra loro c'è Kat una ragazza della sua stessa età, conosciuta quando era ricoverata in ospedale dopo l'incidente e destinata a diventare la sua migliore amica.

Il cambiamento non sarà facile soprattutto con l'entrata in scena di Cole e dei suoi amici, un gruppo di ragazzi che è molto più di quello che sembra.
Da quel giorno in avanti la vita di Ali subirà un nuovo drastico cambiamento che la porterà a fare scelte molto difficili ed estremamente dolorose.

Il libro ha una storia complessa con un mix di sentimenti molto intensi che ti entrano nel profondo.
In primo piano c'è il dolore di Ali per la perdita della propria famiglia, dolore che io capisco benissimo avendolo provato in prima persona e che la Showalter è riuscita a rendere perfettamente.

Ma poi l'amore di Cole (eh già che credevate che in mezzo agli zombie non ci fosse anche una bella storia d'amore??) riesce a far sì che tutto prenda una piega diversa.

Ogni personaggio (principale e secondario) è stato ben caratterizzato e pur essendo narrato in prima persona dalla protagonista, quindi tutto è spiegato solo secondo il suo punto di vista, ciò non ne ha assolutamente pregiudicato la lettura, anzi era tutto così ben scritto che una volta chiuso il libro il mio primo pensiero è stato... e ora cosa succederà??? Voglio il seguito!!!

Sì, sono passati 3 giorni e sono in astinenza da zombie... incredibile!!

Ho sempre avuto una specie di pregiudizio verso questo tipo di letture, ma questa volta mi sarei persa davvero un piccolo capolavoro nel suo genere, assolutamente da leggere!!!



Anteprima ed estratto di "Alice in zombieland" di Gena Showalter



Cari lettori, 
oggi vi proponiamo una interessante anteprima dell'Harlequin Mondadori. "Alice in zombieland" il primo romanzo della serie urban fantasy young adult White Rabbit Chronicles scritta dalla apprezzatissima autrice di paranormal romance Gena Showalter uscirà in ebook il prossimo 23 gennaio! 
Spero di vederlo pubblicato a breve anche in formato cartaceo visto che la copertina (uguale all'originale) è davvero molto bella!

Titolo: Alice in zombieland
Autrice: Gena Showalter
casa editrice: Harlequin Mondadori
Canali: eBook
Genere: Young adult
Prezzo Ebook 6.99 Euro
CODICE 9788858907610
Data di uscita: 23 gennaio 2013

TRAMA
Non avrò pace finché non avrò rispedito nella tomba tutti i morti che camminano. Per sempre. Se qualcuno mi avesse detto che la mia vita sarebbe cambiata in un momento, sarei scoppiata a ridere. E invece è proprio quello che è accaduto. Un attimo, un secondo, il tempo di un respiro, e tutto ciò che amavo è sparito. Mi chiamo Alice Bell, e la notte del mio sedicesimo compleanno ho perso la madre che adoravo, la mia sorellina e il padre che non ho mai capito finché non è stato troppo tardi. Quella notte ho scoperto che lui aveva ragione: i mostri esistono veramente. Gli zombie mi hanno portato via tutto. E adesso non mi resta che la vendetta... Per realizzare i suoi propositi, Alice dovrà imparare a combattere contro i non-morti e fidarsi del peggiore dei cattivi ragazzi della scuola, Cole Holland. Ma lui nasconde dei segreti. E quei segreti potrebbero rivelarsi persino più pericolosi degli zombie.

RECENSIONI

Uno straordinario mix di horor, fantasy e romanticismo che vi farà dimenticare Twilight.

La Showalter ha creato un mondo fantastico che si intreccia con quello reale, sovvertendo le tradizionali regole dell’horror per creare un romanzo decisamente originale.  (Romantic Times Magazine)

Incalzante e ricco d’azione. Alice in Zombieland non mancherà di affascinare adulti e ragazzi.



- UN ESTRATTO -


Un biglietto da Alice

Se qualcuno mi avesse detto che la mia vita
sarebbe cambiata in un momento, sarei
scoppiata a ridere. Dalla beatitudine alla
tragedia, dall’innocenza alla rovina? 
Ma per favore.
E invece è andata proprio così. Un attimo,
un secondo, il tempo di un respiro, e
tutto ciò che conoscevo e amavo è sparito.
Il mio nome è Alice Bell e la notte del mio
sedicesimo compleanno ho perso la madre
che amavo, la sorellina che adoravo e il padre
che non ho mai capito finché non è stato
troppo tardi. Fino a quell’istante, quando
tutto il mio mondo è crollato e uno nuovo
ha preso forma intorno a me.
Mio padre aveva ragione. I mostri camminano
in mezzo a noi.
Di notte questi morti viventi, questi...
zombie escono dalle loro tombe e bramano
ciò che hanno perduto. La vita. Si nutriranno
di voi. Vi infetteranno. E poi vi
uccideranno. Se questo accadrà, anche voi
uscirete dalla tomba. È un cerchio senza
fine, come un topo che corre all’interno di
una ruota di filo spinato: sanguina e muore
lentamente mentre le punte acuminate gli
penetrano sempre più nella carne, ma non
ha modo di fermare lo slancio letale.
Gli zombie non conoscono la paura, non
conoscono il dolore, ma hanno fame. Oh, se
hanno fame. C’è un solo modo per fermarli,
ma non posso spiegarvelo. Ve lo devo mostrare.
Ciò che posso dirvi è che dobbiamo
combattere gli zombie per renderli inoffensivi.
Per combatterli, dobbiamo avvicinarci
a loro. E per farlo, dobbiamo essere un po’
coraggiosi e molto folli.
Ma la volete sapere una cosa? Preferisco
che il mondo mi consideri pazza mentre
cado combattendo, invece di trascorrere il
resto della vita nascondendomi dalla verità.
Gli zombie sono reali. Sono là fuori.
Se non state in guardia, prenderanno anche voi.
E dunque, sì, avrei dovuto ascoltare mio
padre. Mi aveva ripetuto mille volte di non
uscire mai di notte, di non avvicinarmi mai
a un cimitero e di non fidarmi mai, per nessun
motivo al mondo, di qualcuno che volesse
farlo. Avrebbe dovuto seguire i suoi
stessi consigli... Invece si è fidato di me e io
l’ho convinto a fare entrambe le cose.
Se potessi tornare indietro, farei migliaia
di cose in modo diverso. Direi di no a mia
sorella. Non chiederei a mia madre di parlare
con papà. Non piangerei. Mi sigillerei
le labbra e ingoierei quelle parole odiose.
E a parte questo, abbraccerei mia sorella,
mia madre e mio padre un’ultima volta. 
Direi loro che li amo.
Vorrei... oh, come lo vorrei.

.1.

Nella tana degli zombie

[...]

La gente si era spostata nel foyer come
uno sciame di api, metà aspettava, l’altra
metà si dirigeva verso le porte. Fu lì che
trovammo nostro padre. Si era fermato vicino
alle finestre e scrutava il parcheggio. I
lampioni illuminavano il tragitto fino alla
nostra Tahoe, che mamma aveva parcheggiato
illegalmente nel posto per i disabili
più vicino, così da poter scendere e risalire
più facilmente. La sua pelle aveva assunto
una sfumatura grigiastra e aveva i capelli
dritti in testa, come se avesse passato le
dita tra le ciocche troppe volte.
Mamma stava ancora cercando di calmarlo.
Grazie al cielo era riuscita a disarmarlo
prima che uscissimo di casa. In genere
portava pistole, coltelli e stelle ninja
ogni volta che osava uscire.
Appena li raggiunsi, lui si voltò e mi
afferrò per le braccia, scuotendomi. «Se
vedi qualcosa nell’ombra, qualunque cosa,
prendi tua sorella e scappa. Mi hai sentito?
Prendila e torna subito dentro. Chiudi
le porte, nasconditi e chiedi aiuto.» I suoi
occhi erano blu elettrico, da allucinato, e le
pupille si erano dilatate fino a coprire quasi
del tutto le iridi.
Il senso di colpa divampò dentro di me.
«Lo farò» gli assicurai, posando le mani sulle
sue. «Non preoccuparti per noi. Mi hai
insegnato a difendermi, ricordi? Proteggerò
Em, a qualunque costo.»
«Okay» disse lui, anche se non sembrava
per niente soddisfatto. «Allora va bene.»
Avevo detto la verità. Non so per quante
ore mi fossi allenata con lui nel giardino
dietro casa, imparando a bloccare potenziali 
aggressori. Certo, quelle lezioni in teoria
servivano a impedire che i miei organi interni
diventassero la cena di qualche essere
decerebrato, ma l’autodifesa era sempre
autodifesa, giusto?
Mia madre riuscì a convincerlo ad avventurarsi
all’esterno. Nel frattempo la gente
ci scoccava occhiate sconcertate che cercai
di ignorare. Camminammo tutti insieme,
come una vera famiglia, mettendo un piede
davanti all’altro così in fretta che sembrava
volassimo. Mamma e papà davanti, Em
e io pochi passi dietro di loro, tenendoci per
mano mentre i grilli frinivano, fornendoci
una bizzarra colonna sonora.
Mi guardai intorno, cercando di vedere
il mondo come doveva vederlo mio padre.
Scorsi un lungo tratto di catrame nero...
mimetizzazione? Un mare di macchine...
possibili nascondigli? E dietro i boschi che
coprivano le colline... luogo di riproduzione
degli incubi?
In alto nel cielo splendeva la luna, piena
e meravigliosamente nitida. C’erano ancora
delle nuvole, arancioni e un po’ inquietanti.
E quello era... no, impossibile... Battei le
palpebre, rallentai. Caspita, sì! Era proprio
lui. La nuvola a forma di coniglio mi aveva
seguita. Bizzarro.
«Guarda le nuvole» dissi a Em. 
«Noti niente di strano?»
Una pausa, poi: «Un coniglio?».
«Esatto. L’ho visto anche questa mattina.
Deve pensare che siamo proprio straordinari.»
«Perché è così, infatti.»
Mio padre si accorse che eravamo rimaste
indietro, tornò indietro di corsa, mi afferrò
per il polso e mi trascinò con sé, più veloce,
sempre più veloce... mentre io tenevo stretta
la mano di Emma e mi trascinavo dietro
lei. Avrei preferito lussarle una spalla piuttosto
che lasciarla indietro, anche solo per
un secondo. Papà ci voleva bene, ma una
parte di me temeva che ci avrebbe lasciate
lì, se lo avesse ritenuto necessario.
Aprì la portiera dell’auto e mi scaraventò
dentro come un pallone da calcio. Emma mi
raggiunse un secondo dopo e condividemmo
un momento di eloquente silenzio dopo
esserci sistemate.
Divertente, dissi muovendo solo le labbra.
Buon compleanno, replicò lei, altrettanto silenziosa.
Non appena si sedette sul sedile del passeggero,
papà bloccò le portiere. Tremava
troppo per riuscire a mettersi la cintura di
sicurezza e si arrese. «Non passare davanti
al cimitero» disse a mia madre. «Ma portaci
a casa più in fretta che puoi.»
Avevamo evitato il cimitero anche all’andata,
benché fosse ancora giorno, allungando
inutilmente un tragitto già lungo.
«Certo. Non preoccuparti.» La Tahoe si
accese con un ruggito e mamma inserì la retro.
«Papà» intervenni, nel tono più ragionevole
che riuscii a usare, «se prendiamo la
strada più lunga, resteremo imbottigliati
dove ci sono i lavori.» Vivevamo appena fuori
dalla grande, splendida Birmingham e il
traffico di per sé poteva diventare un orribile
mostro. «Potremmo metterci mezz’ora
in più. E tu non vuoi che rimaniamo imbottigliati
nel traffico al buio, vero?» Avrebbe
raggiunto livelli di panico tali che tutte noi
avremmo artigliato le portiere pur di fuggire.
«Tesoro?» disse mia madre. L’auto arrivò
all’uscita dal parcheggio, dove avrebbe dovuto
svoltare a destra o sinistra. Se fosse
andata a sinistra, non saremmo mai arrivati
a casa. Davvero, se fossi stata costretta
a sopportare mio padre per più di mezz’ora
sarei saltata fuori del finestrino e, con un
gesto pietoso, avrei portato Emma con me.
Se mamma avesse svoltato a destra il tragitto
sarebbe stato breve, avremmo dovuto
affrontare un breve attacco di panico e tutto
si sarebbe risolto in poco tempo. «Andrò
così veloce che non riuscirai nemmeno a vederlo, 
il cimitero.»
«No. Troppo rischioso.»
«Per favore, papà» dissi, pronta a usare
la manipolazione. Dopotutto lo avevo già
fatto. «Fallo per me. È il mio compleanno.
Non vi chiederò nient’altro, lo prometto,
anche se vi siete dimenticati quello dell’anno
scorso e non mi avete fatto nemmeno un regalo.»
«Io... io...» Il suo sguardo continuava a
guizzare qua e là, scrutando gli alberi vicini
alla ricerca di un qualsiasi movimento.
«Per favore. Emma deve andare a letto,
altrimenti si trasformerà in Lily della
Valle delle Spine.» L’avevamo soprannominata
così molto tempo prima, leggendo un
libro di Patrick Carron, perché quando era
stanca, si trasformava in una creatura intrattabile
che si lasciava dietro una scia di cadaveri.
Em fece una smorfia e mi diede un pugno
scherzoso. Io mi strinsi nelle spalle, un gesto
universale per dire: be’, è vero.
Papà sospirò rumorosamente. «Okay.
Okay. Ma, mi raccomando, infrangi la barriera
del suono, amore» disse, baciando la
mano di mia madre.
«Hai la mia parola.»
I miei genitori si scambiarono un sorriso
dolce. Mi sentii quasi in imbarazzo per
averlo notato; una volta era sempre così,
loro due si scambiavano occhiate del genere
di continuo, ma con gli anni i sorrisi
complici erano diventati sempre meno frequenti.
«D’accordo, andiamo.» Mamma svoltò a
destra e, con mia enorme sorpresa, cercò
davvero di infrangere la barriera del suono,
violando tutti i limiti di velocità, passando
da una corsia all’altra, suonando alle auto
troppo lente e lampeggiando perché le dessero strada.
Ero impressionata. Le poche volte che
mi aveva dato lezione di guida era sempre
stata un fascio di nervi, con il risultato che
trasformava in un fascio di nervi anche me.
Non eravamo andate lontano e non avevamo
osato superare i trenta chilometri
all’ora anche fuori del nostro quartiere.
Non smise un attimo di chiacchierare
mentre guidava e io controllai l’ora sul cellulare.
I minuti scorrevano e ne passarono
dieci senza nessun incidente. 
Ne mancavano ancora venti.
Papà teneva la faccia premuta contro
il finestrino, il suo respiro accelerato appannava
il vetro. Forse stava ammirando
le montagne, le vallate e gli alberi lussureggianti
illuminati dai lampioni, invece di
cercare mostri. Sì. Come no.
«Allora, come sono andata?» mi sussurrò Emma.
Le presi la mano e la strinsi. «Sei stata strabiliante.»
Le sue sopracciglia scure si avvicinarono
e io capii cosa stava per arrivare. Sospetto. «Giuri?»
«Giuro. Sei stata fantastica. In confronto
a te le altre bambine hanno fatto schifo.»
Em si coprì la bocca per fermare una risatina.
Non potei fare a meno di aggiungere: «Hai
presente il ragazzino che ti ha fatto fare la
piroetta? Credo sia stato tentato di scaraventarti
giù dal palco, in modo che finalmente 
qualcuno guardasse anche lui. Davvero,
tutti gli occhi erano puntati su di te».
La risatina proruppe, ormai inarrestabile.
«Quindi stai dicendo che, quando sono
inciampata, se ne sono accorti tutti.»
«Sei inciampata? Vuoi dire che non era la
coreografia del balletto?»
Lei mi diede un cinque. «Bella risposta.»
«Tesoro» intervenne mamma in tono allarmato.
«Perché non metti un po’ di musica?»
Mi chinai in avanti e guardai fuori dal
parabrezza. Sì, ci stavamo avvicinando al
cimitero. Se non altro non c’erano altre
auto nelle vicinanze, così nessuno avrebbe
assistito all’imminente crisi di nervi di mio
padre. Perché sarebbe crollato, era sicuro.
Sentivo la tensione crescere nell’aria.
«Niente musica» disse lui. «Devo concentrarmi,
restare in allerta. Devo...» Si irrigidì,
stringendo il bracciolo del sedile tanto
che le nocche sbiancarono.
Trascorse un momento di silenzio, teso e pesante.
Il suo respiro accelerò, diventò sempre
più rapido, finché esclamò con voce stridula:
«Sono là fuori! Ci attaccheranno!».
Afferrò il volante e lo girò bruscamente.
«Non li vedi? Stiamo andando dritto verso
di loro. Torna indietro! Devi fare inversione di marcia!»
La Tahoe sterzò bruscamente ed Emma
gridò. Le afferrai la mano e la strinsi, rifiutandomi
di lasciarla andare. Il cuore mi
martellava contro le costole, la pelle era
coperta da un velo di sudore freddo. Avevo
promesso di proteggerla e l’avrei fatto.
«Andrà tutto bene» le dissi.
Tremava così forte da scuotere anche me.
«Tesoro, ascoltami» disse mia madre cercando
di calmarlo. «Siamo al sicuro qui
dentro. Nessuno può farci del male. Dobbiamo...»
«No! Se non torniamo indietro ci seguiranno
fino a casa!» Mio padre era completamente
fuori di sé e non aveva sentito niente
di ciò che mia madre gli aveva detto. 
«Dobbiamo tornare indietro!» Afferrò di nuovo il
volante, lo girò ancora, con maggior forza, e
in quel caso l’auto non si limitò a sterzare,
ma fece un testacoda.
Continuò a girare come una trottola per
quella che mi sembrò un’eternità. Serrai la
presa sulle dita di Emma.
«Alice!» urlò lei.
«È tutto okay. È tutto okay» ripetei, come
se fosse un mantra. Il mondo ronzava intorno
a noi, sfocato... l’auto sbandava... mio
padre imprecò... mia madre boccheggiò...
l’auto si inclinò, si inclinò...

FERMO IMMAGINE.
Ricordo quando Em e io facevamo quel
gioco. Alzavamo al massimo il volume del
nostro iPod dock – rock martellante – e ballavamo
come se avessimo un attacco epilettico.
Poi una di noi urlava fermo immagine
e ci bloccavamo di colpo, cercando di non
ridere, finché una di noi non urlava la parola
magica che ci faceva muovere di nuovo.
Balla!
In quel momento avrei voluto poter urlare 
fermo immagine e rimettere a posto la
scena e i protagonisti. Ma la vita non è un
gioco, vero?
BALLA.
L’auto si staccò dall’asfalto, si capovolse,
cadde a terra, rovesciata, poi si ribaltò di
nuovo. Il suono del metallo che si accartocciava,
del vetro che andava in frantumi e le
grida di dolore mi risuonarono nelle orecchie.
Fui scaraventata avanti e indietro
sul sedile, il mio cervello diventò un frappé
alla ciliegia dentro la scatola cranica, mentre
un susseguirsi di colpi e urti mi toglieva il fiato.
Quando finalmente ci fermammo ero
così intontita e confusa che mi sembrava ci
stessimo muovendo ancora. Almeno le urla
erano cessate. Sentivo solo un fischio nelle orecchie.
«Mamma? Papà?» Silenzio. Nessuna risposta.
«Em?» ancora niente.
Mi guardai intorno. Avevo la vista un po’ appannata,
qualcosa di caldo e umido mi colava
tra le ciglia, ma ci vedevo abbastanza bene.
E ciò che vidi mi distrusse.
Urlai. Mia madre era coperta di tagli, il
corpo pieno di sangue. Emma era riversa
sul sedile, la testa con un’inclinazione innaturale,
la guancia squarciata. No. No, no,no.
«Papà, aiutami. Dobbiamo tirarle fuori!» Silenzio.
«Papà?» Lo cercai... e mi accorsi che non
era più nell’abitacolo. Il parabrezza era in
frantumi e lui giaceva immobile su una distesa
di frammenti di vetro qualche metro
più avanti. C’erano tre uomini in piedi intorno
a lui, illuminati dai fari dell’auto.
No, non erano uomini, mi resi conto. Non
potevano esserlo. Avevano la pelle cascante
e butterata, i vestiti sporchi e laceri. I capelli
pendevano in ciocche rade dagli scalpi
chiazzati e i loro denti... erano così taglienti
mentre... mentre si lanciavano su mio padre
e svanivano dentro di lui, per riemergere
un secondo dopo e... e... divorarlo. Mostri.
Cercai di liberarmi, dovevo portare Em
in salvo – Em, che non si muoveva e non
piangeva – dovevo raggiungere mio padre,
aiutarlo. Urtai qualcosa di duro e tagliente
con la testa. Avvertii un dolore devastante,
ma cercai di resistere mentre le forze mi
abbandonavano, la vista si offuscava...
Poi fu notte-notte per Alice e non seppi
altro. Almeno per un po’.


La serie "The White Rabbit Chronicles" è composta da:
1. Alice in Zombieland 
2. Through the Zombie Glass (in USA nel 2013)




L'AUTRICE
Gena Showalter
Americana, ha pubblicato il suo primo romanzo nel 2004 e oggi ha al suo attivo oltre 30 romanzi di diversi generi – erotico, paranormal, per ragazzi – che sono subito balzati in vetta alle classifiche del New York Times. In Italia ha ottenuto uno strepitoso successo con la serie Lords of the Underworld.






Ho letto tutti i romanzi della serie "Lords of the Underworld" e mi piace lo stile di questa autrice, inoltre la trama di questo libro è decisamente interessante. Adult o young adult per me non fa differenza perché leggo entrambi, quindi sicuramente questo romanzo non mancherà nella mia libreria!
Non vedo l'ora di seguire il BIANCONIGLIO! E voi? ;)
A presto!