mercoledì 27 marzo 2013

Recensione "Hybrid" di Kat Zhang

La trama:
In un mondo alternativo, ogni persona nasce con due diverse personalità, due anime. Con il passare del tempo, in modo naturale, l’anima dominante prende il sopravvento e quella recessiva viene dimenticata, scompare come un amico immaginario che ci ha tenuto compagnia solo nell’infanzia. Il sopravvivere delle due anime dopo la pubertà è illegale e visto dalla società come un’aberrazione da correggere.

Ma in Addie, nonostante i suoi sedici anni, è ancora presente Eva, la sua se­conda anima. Rannicchiata nella mente di Addie, Eva interagisce con l’altra par­te di sé: come due vere sorelle si amano, si proteggono, ma possono diventare anche gelose l’una dell’altra.
Nonostante tutti i tentativi per difende­re e nascondere l’esistenza della debole Eva, il segreto di Addie viene scoperto.

La mia opinione:
Dare un giudizio obbiettivo ad Hybrid quel che resta di me, il primo libro della trilogia The Hybrid Chronicles, sarà probabilmente la cosa più difficile, nell'ambito delle recensioni, che io abbia mai fatto. A 24 ore dal termine della lettura, non riesco ancora a capire se il libro mi sia piaciuto o meno. E probabilmente la mia recensione sarà discostante dai molti pareri che potete trovare in giro per il web.

Cominciamo dall'inizio: Nel mondo immaginario creato da Kat Zhang, ogni bambino viene alla luce con due anime distinte. Crescendo, una delle anime, quella dominante, prende il sopravento e l'anima recessiva, quella più debole, lentamente scompare. Nel nostro caso, la protagonista di Hybrid è Eva, l'anima recessiva che vive da semplice osservatrice nel corpo di Addie.
La trama è certamente originale ed innovativa, ma ho personalmente faticato ad immaginarmi due persone che si dividono un unico corpo. Eva ed Addie sono due persone completamente diverse, come ribadisce più volte l'autrice, che tra litigi ed incomprensioni non possono, non vogliono, vivere l'una senza l'altra, tanto che, ad esempio, i pensieri e le decisioni dei Eva, finiscono inevitabilmente per condizionare le azioni di Addie.
Sono anime incatenate, sempre unite, ma distinte nella stessa persona.
Allora, dove finisce Addie e dove inizia Eva?
A volte i pensieri che mi assillano e mi tormentano, sia di giorno che di notte, sono un fiume incontrollabile e fastidioso ... immaginiamoci di dividere la testa con un altra persona, e di sentire continuamente nella mente non solo la sua presenza, ma anche la sua voce e le sue parole ... io personalmente rischierei di impazzire!

Tralasciando la trama di base che, come avrete capito, non sono riuscita ad inquadrare nel modo giusto, lo stile di Kat Zhang è scorrevole, semplice ed intrigante. Il libro sembra leggersi da solo, e da metà in poi è sicuramente più coinvolgente e misterioso.
Il segreto sull'esistenza degli ibridi e sugli esperimenti che vengono condotti su di loro, sono la vera benzina che tiene accesso l'interesse del lettore, perchè, purtroppo  la storia d'amore che sembra nascere tra Eva e Ryan è piuttosto piatta e banale (Il finale del libro sembra farci ben sperare, ma per legger qualcosina in più sui due dovremmo aspettare il seguito del libro).

Consiglio Hybrid?
Si. Se siete alla ricerca di una storia giovane, diversa ed originale, sicuramente si. Per chi non ha problemi ad immaginarsi un mondo popolato da anime che condividono lo stesso corpo, ed è quindi in possesso dell'elasticità mentale per appassionarsi alle vicende di Eva ed Addie, Hybrid potrebbe essere una piacevole scoperta.





1 commento:

  1. Ciao,
    la trama, incipit a parte, mi ricorda molto The Host (L'ospite della Meyer).
    Sembra interessante, ma non so se ho voglia di iniziare l'ennesima saga che mi sembra zuppa riscaldata ^.*

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