giovedì 29 maggio 2014

Recensione: La Conquista di June Gray

"La Conquista"
di June Gray
(Disarm Series 1)
Trama:
Il sesso non fa prigionieri
Dall’età di dodici anni, l’ormai ventiseienne Elsie Sherman è innamorata del migliore amico di suo fratello, Henry Logan, pilota dell’Aeronautica. Henry però la tratta come una sorellina minore e si prende fraternamente cura di lei. Finché una sera, mentre ballano, tra i due scocca un’ardente scintilla che non riescono a controllare… E mentre la passione divampa fino a oltrepassare ogni limite, Elsie smette di farsi domande e decide di abbandonarsi finalmente all’uomo che ha sempre desiderato. Ma Henry nasconde più di un segreto...

La mia opinione: 

La trama di questo libro mi incuriosiva, mi piacciono i libri dove lui è il miglior amico del fratello di lei perchè solitamente avendo alle spalle un passato assieme, i personaggi e la storia sono sempre più articolati rispetto a quelli dove i protagonisti si incontrano e subito scatta la scintilla. Inoltre anche la storia è più originale di quelle che ci vengono servite ultimamente, infatti Henry non è il solito milionario maniaco del controllo, con traumi infantili e mentalmente instabile (questa ultima parte almeno non per tutto il libro) ma è un normale pilota dell'aeronautica con una vita normale, nel suo passato non ci sono segreti inconfessabili e la sua infanzia è stata come quella di molti altri bambini che avevano i genitori che lavoravano e poco si curavano di loro. Diciamo che più che maltrattato, Henry è stato il classico bambino “abbandonato” che ne combinava di tutti i colori solo per far in modo che i suoi genitori si accorgessero che lui c'era.

La protagonista Elsie non è la classica ventenne casta e pura, ma è una donna adulta del tutto autonoma che lavora, si mantiene da se e vive il suo tempo in maniera del tutto normale.

All'inizio il libro scorre benissimo, la storia è carina e coinvolgente poi... iniziano i primi inghippi.

Come dicevo Henry è un militare e deve partire per una missione di guerra in Afghanistan. Resterà lontano per 6 mesi e questo un attimo dopo che i due protagonisti si sono dichiarati i rispettivi sentimenti.

Non so, l'idea potrebbe anche essere carina ma non credo che l'autrice sia riuscita a centrare i tempi. Dividere per tanto tempo i personaggi non è mai una mossa azzeccata, sopratutto in un libro come questo, narrato in prima persona dal POV di Elsie. Mi è sembrato come se Henry fosse stato una meteora che passasse di sfuggita per poi sparire in un universo di tante altre cose viste e sentite solo da Elsie. In più questi abbandoni si ripetono durante il libro, lasciando sempre un vuoto incredibile nella storia.

Unica nota realmente positiva è stata una parte del libro dove, con un colpo di genio davvero ben fatto, l'autrice fa parlare Henry in prima persona attraverso una serie di cassette registrate dalla sua psicologa (Henry deve superare il disturbo da stress post traumatico dopo essere tornato dalla missione) che Elsie ascolta e dove lui racconta tutta la sua vita da quando era un bambino fino a quel momento. In quelle cassette si mette a nudo sviscerando se stesso e rendendo tutto molto reale. Questa cosa però non è certo sufficiente per recuperare tutte le stupidaggini che Henry dice e fa durante tutto il libro. In alcune occasioni sarebbe stato realmente da prendere a legnate nei denti, tanta era l'idiozia che emergeva dal libro. Elsie invece reagisce in modo molto più realistico e concreto: quando la vita o più esattamente quando l'amore della sua vita le chiude la porta in faccia, lei cerca comunque di vivere al meglio senza rendersi ridicola magari piangendosi addosso.

Sinceramente non so se consigliarne la lettura oppure no perchè questo romanzo ha sia parti davvero molto belle e toccanti, ma anche tutto un insieme di episodi che mi hanno molto irritata ed è probabilmente per questo che non riesco a dargli più di 3.

1 commento:

  1. Ben conoscendoti direi che 3 è un ottimo voto....E'gia' nella lista dei libri da leggere...

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