venerdì 6 febbraio 2015

Recensione "Lemonade" di Nina Pennacchi

"Lemonade" 
di Nina Pennacchi


La Trama
"La limonata è la bevanda più innocua e salutare di ogni sala da ballo..." (The London Magazine, 3 luglio 1826).
Beh, forse potrà essere vero a Londra, ma nelle campagne del Kent la limonata nasconde inaspettati pericoli; e il bellissimo e arrogante Christopher Davenport, giunto a Coxton in cerca di vendetta, sta per scoprirlo a sue spese.
Innocua, la limonata? Se lo dite, per piacere, non fatevi sentire da Anna Champion. A causa dell'infida bevanda la sua vita è stata sconvolta, e ora ha un nemico, un nemico implacabile con occhi d'angelo e anima dannata. Tra picche e ripicche, schiaffi e baci rubati, l'attrazione tra i due cresce inconfessata e travolgente. E quando la sorprende in un prato isolato, Christopher non può fare a meno di... 


La mia opinione


E’ in una contea dell’Inghilterra del 1800 che si svolge questa impossibile e travagliata storia d’amore. 
 Lei è Anna Champion, una ragazza qualunque, senza titoli o ricchezze, ma dotata di intelligenza e bontà d’animo, disposta a qualsiasi cosa pur di proteggere la sua famiglia. 
 Lui è Christopher Davenport, cresciuto nella miseria e nello squallore di un bordello, si è fatto strada nell’alta società con rabbia e tenacia, fino a conquistare fama e ricchezze. Vive soltanto per ottenere la sua vendetta personale, è arrogante, violento e sprezzante soprattutto verso chi appartiene ad un ceto sociale inferiore. 
Quando i due si incontrano (o scontrano) succede l’impensabile. Anna osa sfidarlo, osa tener testa ad un uomo di classe sociale superiore, perché non accetta di essere umiliata da un tipo presuntuoso come lui. E questo sarà un grosso sbaglio. Perché Christopher non perdona mai un affronto, soprattutto da parte di una donna povera ed insignificante, che lo attrae in modo violento ed inspiegabile. Inizia quindi un gioco crudele e spietato, che ha come scopo quello di provocarla, minacciarla, umiliarla e spaventarla. Ma il gioco sfugge di mano al suo creatore, perché Anna scatena in lui reazioni incontrollate ed imprevedibili. Quando c’è di mezzo lei, Christopher pensa una cosa e poi dice e fa l’esatto contrario. Nel suo animo, quella donna scatena un profondo caos emotivo che un uomo sprezzante ed orgoglioso come lui non sa gestire. All’inizio l’ho odiato. Perché ha violato Anna nel corpo e nell’anima. Perché l’ha fatta sua in modo violento e brutale. Se le azioni deplorevoli di Christopher non fossero spesso accompagnate dai suoi pensieri scritti tra parentesi, avrei condannato in modo definitivo questo personaggio, senza alcuna possibilità di redenzione. Ma per fortuna ci sono, i suoi pensieri. E fanno emergere il lato umano anche in un mostro come lui. E Anna, umiliata ed impotente, ha temuto e disprezzato quest’uomo. Nonostante ciò però, la ragazza per tutto il tempo ha sempre continuato a camminare a testa alta e cercato di aggrapparsi con le unghie e con i denti all’ultimo brandello di dignità rimasto. 
Bel personaggio quello di Anna, ben costruito, l’ho apprezzata e stimata dall’inizio alla fine. Mano a mano che passa il tempo, Christopher inizia a mostrare dei segni di cedimento sempre più frequenti. Piccole attenzioni, premure appena percepibili che ogni tanto ti fanno tirare un sospiro di sollievo perché capisci che forse esiste una speranza anche per lui. L’affetto che prova per Anna lentamente si trasforma in un sentimento ben più profondo ma che non riesce a manifestare come vorrebbe perché la sete di vendetta contro il suo nemico è la mano che guida ogni sua azione e decisione. E nulla può fermarlo. Ma la vendetta a volte arriva……e a volte no. E in entrambi i casi lascia un sapore amaro in bocca e un senso di vuoto impossibile da colmare. Questo romanzo è struggente, intenso e capace di scuotere l’animo con mille emozioni. A volte lo fa con scene forti e un po’ brutali, altre volte con una tenerezza dolce e disperata allo stesso tempo. A chi si appresta a leggere questo libro mi sento di dare un consiglio: quando decidete di condannare un personaggio, non fermatevi alla prima impressione. Potrebbe essere quella sbagliata. Dietro un animo oscuro e tormentato, c’è molto di più e spesso si può intravedere anche per lui una possibilità di redenzione. La strada è lunga e travagliata, ma ne vale la pena.

3 commenti:

  1. Non mi è dispiaciuto, però avrei preferito un mea culpa finale un po' più intenso. Dopo tutto quello che le ha fatto, come l'ha trattata... Ottavia

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  2. Brava! Ale recensione stupenda! Consiglio anche io di leggerlo questa scrittrice ha una notevole scrittura

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  3. Io l'ho letto parecchio tempo fa e mi è piaciuto tantissimo! Uno dei quei rari libri che ti fanno provare davvero delle emozioni!
    Francisirio

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