mercoledì 15 aprile 2015

Recensione "Noi due ai confini del mondo" di Morgan Matson

"Noi ai confini del mondo" 
di Morgan Matson

La Trama
Amy Curry pensa che la sua vita sia uno schifo. Suo padre è recentemente scomparso in un incidente d’auto e sua madre ha deciso di trasferirsi dalla California al Connecticut, proprio nel suo ultimo anno di scuola. Per fuggire da tutto Amy si imbarca in un viaggio on the road, allontanandosi da casa per andare incontro a una nuova vita. Ad accompagnarla sarà Roger, figlio di un vecchio amico della madre, che Amy non vede da anni. La ragazza non è proprio entusiasta all’idea di attraversare il Paese con qualcuno che conosce a malapena ed è per questo che è tanto più sorpresa quando si rende conto che si sta innamorando di lui. Durante il viaggio Amy cercherà di venire a patti con il dolore per la morte del padre e di rimettere insieme i pezzi della sua vita. Con l’aiuto di un nuovo amore…


La mia opinione

Questo romanzo young adult stand-alone mi è piaciuto, tuttavia mi ha lasciata anche con un bel po' di amaro in bocca. 
Ci troviamo di fronte ad una famiglia sconvolta dalla più tragica delle esperienze: la perdita del padre, ed attraverso i flashback che l'autrice ci regala capiamo all'istante quanto fosse una persona davvero speciale e amata. 
La protagonista Amy, che frequenta ancora il liceo, deve fare i conti con questo terribile incidente della quale si sente in parte responsabile, un fratello con problemi di droga che si trova in una clinica per disintossicarsi, e una madre che, per fuggire dai ricordi, ha deciso di trasferirsi dalla California al Connecticut. 
Ed è proprio a causa di questo trasferimento che inizia il viaggio "on the road" di Amy, un viaggio del quale inizialmente la ragazza non è per niente entusiasta visto che ad accompagnarla sarà il figlio di un'amica della madre, un ragazzo che lei nemmeno conosce se non per qualche vago ricordo d'infanzia. Dopo un mese di solitudine con i propri pensieri e tormenti, per Amy non è facile immaginarsi chiusa in auto con un estraneo per diversi giorni, anche se il viaggio è stato completamente organizzato dalla madre. 
Roger, che al contrario di Amy frequenta il college, si dimostra invece un fantastico compagno di viaggio. Anche lui ha le sue faccende in sospeso, ma grazie al suo spirito e ai suoi modi gentili inizia per entrambi uno splendido percorso che cambierà le loro vite. 
Quasi tutto il romanzo è un viaggio "On the road" alla scoperta di se stessi, che aiuta Amy a ritrovare la voglia di continuare a vivere e di uscire dal proprio guscio affrontando le proprie paure e questioni irrisolte. 
Si capisce all'istante che l'autrice sa di cosa parla, e che lei stessa ha affrontato un viaggio simile per descriverlo al meglio. La scelta di arricchire il romanzo con un diario di bordo, playlist di viaggio, fotografie dei posti visitati e scontrini vari rende ancora più coinvolgente e completa questa esperienza. 
Non avete idea della voglia che mi è venuta di partire per un viaggio simile: dev'essere un'avventura davvero unica! Incontrare nuove persone, sconosciuti a cui confidare i propri pensieri, assaggiare cibi nuovi e scoprire le meraviglie e le stranezze di certi posti. 
Insomma, questa lettura era veramente particolare ed originale, arricchita dal legame tra Amy e Roger che si evolve durante il viaggio fino a diventare dolce e romantico… Cosa l'ha in parte rovinato? Il finale! E' stato quello ad avermi lasciato con l'amaro in bocca. 
Sul momento il mio pensiero è stato "ma no, non può essere finito così!!!" e invece l'autrice l'ha proprio fatto. Ero quindi molto combattuta e ho dovuto rifletterci un po' prima di decidere come valutarlo. A me me piacciono i finali con tutti i fronzoli, mi piace sapere come vanno a finire le cose nel dettaglio, ma questa volta mi sono dovuta accontentare di una finestra aperta sul futuro. I protagonisti sono sulla buona strada per il loro vissero felici e contenti, ma noi lettori lo possiamo solo immaginare. Alla fine sono arrivata a patti con la scelta dell'autrice e ho capito quello che voleva trasmettermi, che la fine di questo viaggio straordinario è soltanto un inizio. In ogni caso, il libro ha perso una stellina per non aver un epilogo, del tipo "un anno dopo" o qualcosa di simile.

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