giovedì 28 maggio 2015

Recensione "The Program" di Suzanne Young

The Program 
di Suzanne Young
(The Program  #1)

La Trama
Sloane sa perfettamente che nessuno deve vederla piangere. La minima debolezza, o il più piccolo scatto di nervi, potrebbero costarle la vita. In un attimo si ritroverebbe internata nel Programma, la cura ideata dal governo per prevenire l’epidemia di suicidi che sta dilagando fra gli adolescenti di tutto il mondo. E una volta dentro, Sloane dovrebbe dire addio ai propri ricordi… Perché è questo che fa il Programma: ti guarisce dalla depressione, resettandoti la memoria. Annullandoti. Così, Sloane ha imparato a seppellire dentro di sé tutte le emozioni. Non vuole farsi notare, non ora che suo fratello è morto e lei è considerata un soggetto a rischio. L’unica persona che la conosce davvero è James, il ragazzo che ama più di se stessa. È stato lui ad aiutarla nei momenti difficili, lui a farle credere che ci fosse ancora speranza. Ma, quando anche James si ammala, Sloane capisce di non poter più sfuggire al Programma. E si prepara a lottare. Per difendere i propri ricordi, a qualunque costo.


La mia opinione

Adoro i romanzi distopici, con i loro sistemi complessi e le dure leggi che li caratterizzano.  Se poi parlano anche della psiche umana e di tutti i suoi folli meccanismi, diventano ancora più accattivanti.
Questa è la storia di Sloane, una ragazzina costretta a sottostare alle rigide regole di una società che, per far fronte al drammatico incremento di suicidi tra i giovani, ha ideato una soluzione drastica e piuttosto discutibile: IL PROGRAMMA.
Grazie ad esso, tutti gli studenti vengono attentamente controllati per rilevare qualunque sbalzo d’umore o comportamento insolito. Chiunque mostri una forma di depressione o abbia tendenze suicide, viene prelevato con la forza e rinchiuso in una clinica, dove verrà “curato” mediante terapie a base di psicofarmaci che portano alla totale cancellazione dei ricordi, resettando così la mente in modo completo e definitivo.
Per Sloane non è facile tenere a bada le emozioni negative, soprattutto dopo la recente perdita di alcune persone care. Ma per fortuna a sostenerla c’è James, il suo meraviglioso ragazzo, il suo punto fermo, la roccia a cui aggrapparsi per non precipitare nel baratro. Anche se ad un certo punto sarà proprio lei a trovare la forza e il coraggio per entrambi quando lui avrà bisogno del suo aiuto.
Sloane e James sono due protagonisti assolutamente ben riusciti: nonostante la giovane età, sono entrambi forti, tenaci e combattivi, soprattutto Sloane che tenta in ogni modo di non lasciarsi sopraffare dal sistema e mantenere a tutti i costi la propria identità.
Mi ha messo un po’ di tristezza il fatto che nel romanzo la depressione è vista come una specie di infezione che colpisce la mente e la trascina in una spirale oscura, fino a farti arrivare ad un abisso da cui non riemergi più.  Perché è un concetto ineluttabile che non lascia speranze.
Ed è proprio per questo motivo che la prima parte del libro mi ha stretto il petto in una morsa e mi ha insinuato un senso di angoscia enorme, oltre ad una rabbia incredibile perché  mi veniva voglia di gridare ai personaggi “Sveglia! Reagisci!”….e loro invece non lo facevano.
Perché peggiore della depressione, c’è solo la manipolazione della mente operata dal Programma: cancellare la memoria e tutte le emozioni legate ad essa è come uccidere la vera essenza di una persona.
Sloane che lotta per restare aggrappata ai ricordi all’interno della clinica e poi cerca di ricostruire i pezzi del suo passato una volta che è stata dimessa… mi faceva venir voglia di aiutarla e di combattere la sua stessa battaglia. Qualsiasi cosa pur di non farle cancellare dalla memoria un ragazzo meraviglioso come James. Mi si è stretto il cuore per lei, davvero.
Non si può sfuggire alle regole di un sistema.
Non si può sfuggire alla perdita di memoria.
Non si può sfuggire nemmeno al contagio della depressione.
Ma grazie a Dio, non si può sfuggire nemmeno alle emozioni. Perché per quanto cerchino di limitarle o di soffocarle …. loro trovano sempre un modo per esprimersi, per spezzare le catene che le legano ed emergere alla luce del sole con tutta la loro splendida intensità.

E alla fine releghi l’ansia in un angolino buio e tiri un sospiro di sollievo, perché nonostante il sistema, nonostante le disgrazie, nonostante un destino che sembra ineluttabile… l’amore trova sempre una scappatoia per sopravvivere o rinascere più forte di prima.


5 commenti:

  1. Bella recensione, devo leggerlo assolutamente!

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  2. L'ho letto qualche settimana fa! ^^ Sloane poteva far finta di prenderle quelle pasticche, però...eh! :D A parte questo, la scrittura dell'autrice è quasi magnetica, tant'è che facevo fatica a staccarmi dal libro!

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  3. wowo che bella recensione! Mi sa che mi hai convinta a fare questo acquisto su cui meditavo da tempo ;)

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  4. Ciao, ho appena finito di leggere The Program e condivido molte delle tue osservazioni e in generale devo dire che mi è piaciuto nonostante in prima persona e al presente non sia proprio il mio stile di scrittura preferito...
    L'ho trovato molto struggente in certi punti, ma soprattutto pieno di contrasti specialmente tra la prima e la terza parte.
    Se ti va di dare un'occhiata a ciò che penso su questo libro fai una visitina al nostro piccolo blog: Raggywords - Recensione The Program di Suzanne Young
    Scusa per l'eventuale spam indesiderato...
    Rainy

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  5. Grazie a tutte! Non vedo l'ora che esca il seguito, sperando vivamente di non dover aspettare un'eternità!
    La narrazione in prima persona è quella che io preferisco e il tempo presente mi scorre molto meglio di quello al passato. Ma ovviamente "de gustibus"! (Vero Ale, darò un'occhiata al tuo blog, mi hai incuriosita) ^_^

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