venerdì 29 gennaio 2016

Recensione "Phoenix: Figli del Fuoco" di Kathleen McGregor

Phoenix: Figli del Fuoco 
di Kathleen McGregor 

La Trama
In principio era il Fuoco 
Il volo ombra Spar08 precipita sulle pendici del Vulcano Spurr, nell’ Alaska Range, dove, dall'alba del tempo, vive in solitudine Malik MacKay. Figlio sopravvissuto di un’antica e potente razza creata dal fuoco, Malik rinviene una superstite tra le macerie dell'aereo. Phoenix, questo il nome che legge su un braccialetto di plastica, è una giovane donna dal potere immenso e incontrollato. Soprattutto, per Malik, lei rappresenta l'unica occasione di riscatto per la propria stirpe. E guai agli uomini che cercheranno di ostacolarlo. 




La mia opinione

Per essere il primo (e unico) fantasy scritto finora dalla McGregor, direi che “l’esperimento Phoenix” è pienamente riuscito. E in modo SUPERBO.
Lo stile è talmente ricco, elegante e particolareggiato da riuscire a dipingere luoghi, azioni e percezioni in ogni splendido dettaglio, dando loro un impatto devastante. La cosa non dovrebbe affatto stupirci quando una scrittrice è famosa per la sua bravura, ma ricordiamoci che stiamo parlando di un fantasy dalle tinte dark. Ed è una capacità sorprendente quella di donare a un racconto paranormale una simile tridimensionalità e concretezza, rendendolo squisitamente credibile e potente nelle emozioni che ti riversa addosso come una valanga.
Heather è un’umana col dono della pirocinesi, un potere enorme che la rende instabile come una bomba appena innescata. L’esercito americano vuole quest’arma preziosa da usare per scopi bellici e farà di tutto per recuperarla dopo essersela accidentalmente lasciata scappare.
Malik è uno dei pochi superstiti di una razza antica, una sorta di oscura divinità primordiale capace di governare il fuoco. E vede in Heather un miracolo, l’ultima speranza di furioso riscatto per una stirpe privata del suo grandioso dominio. Lei è la sua occasione di rinascita, lei è la sua Fenice.
Ma forse in quella fanciulla ha trovato molto di più, perché insieme sono fuoco che alimenta altro fuoco.
Due menti e due anime in simbiosi perfetta.
Perché lei gli appartiene e se qualcuno tenterà di ostacolare i suoi piani, Malik è pronto a scatenare l’inferno sulla terra, un inferno fin troppo affascinante, per i miei gusti. Come fa una donna a resistergli? E’ ragionevolmente impossibile.
Nonostante i suoi scopi siano tutt’altro che nobili, è stato intrigante vedere un demone spaventoso come lui prendersi cura di una creatura innocente e ancora acerba come Heather, insegnarle a controllare il suo potere e a scoprire una forte sensualità.
Poi però per lei arriva l’incubo brutale e spietato, dove furia e lussuria, amore e odio si intrecciano in modo febbrile e senza confini. Quando Malik la possiede nel corpo e nella mente fa quasi venire i brividi. Ma è anche eccitante da morire.
La storia è originale, senza alcun dubbio, perché la McGregor riesce sempre a infondere alla trama un suo tocco personale e misterioso, imboccando direzioni mai scontate e con una coerenza di comportamenti davvero encomiabile. Perché qui non esistono eroi o eroine, ma solo creature umane e sovrannaturali mosse da necessità primitive e da emozioni inaspettate.
Malik è il male e in quanto tale, è BASTARDO FINO AL MIDOLLO.
Ma i rari sprazzi di sentimento che ci regala sono comunque di un’intensità pazzesca.

«Nonostante il suo straordinario potere, Heather era umana, un mezzo per raggiungere uno scopo,
sangue e carne e fuoco che promettevano vita laddove finora v’era stata solo morte.
Avrebbe dovuto essere solo questo, aveva programmato che fosse solo questo,
invece aveva un viso, un cuore, un’anima che gridava il suo bisogno d’amore…
e ogni cellula immortale del suo corpo rispondeva a quel richiamo con crescente, delirante veemenza.»

Ed è proprio questo l’aspetto che mi ha più colpito del romanzo, il modo con cui la scrittrice approfondisce tutti i personaggi, plasmando con delicatezza la loro personalità e la loro fragile psicologia. Cosa rara in un fantasy, davvero rara… e per questo ancora più lodevole.
Questo libro per me è stato un inaspettato capolavoro.
Una storia di passione e oscura vendetta, di misteri legati ad antiche leggende mesopotamiche, di tensione e adrenalina che ti abbracciano come una seconda pelle e non ti mollano più.
Quando ho finito l’ultima pagina, mi sono sentita sedotta e abbandonata, perché non mi bastava e ne volevo ancora. Come una droga.
Mi auguro che la McGregor abbia in mente un seguito per questa saga fantasy, perché Phoenix è stato un tripudio per i sensi e una tempesta per il cuore. E il finale lascia aperte svariate e intriganti possibilità.

2 commenti:

  1. Bellissima recensione!!!
    Mi piace un casino...lo voglio.
    Ma quando esce in Italia?

    RispondiElimina
  2. Sono d'accordissimo il romanzo e molto bello la McGregor mi è sempre piaciuta solo che l'attesa e infinita poi ci si scorda il profilo dei personaggi

    RispondiElimina

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