giovedì 11 febbraio 2016

Recensione "Ricordati di perdonare" di Rachel Van Dyken

Ricordati di perdonare
di Rachel Van Dyken
(RUIN #3)

La Trama
Ho cercato di rifarmi una vita. Sono fuggita nel cuore della notte dall'altra parte del Paese, mi sono iscritta al college sotto falso nome. Per un po', ha funzionato. Sono diventata Lisa, l'allegra e vivace studentessa, sempre pronta a divertirsi. Eppure, ogni volta che qualcuno si avvicinava troppo a me, sentivo l'impulso di scappare di nuovo. Ogni volta che un ragazzo mi sfiorava, provavo solo una paura disperata. Perché non si può cambiare la propria anima. Non si può cancellare il passato. E gli errori che ho commesso mi tormentano come spiriti inquieti. Ma tutto è cambiato nell'istante in cui ho conosciuto Trevor. Lui è completamente diverso dagli uomini che ho conosciuto. È onesto, leale, buono. Ed è convinto che tutti meritino una seconda occasione. Vorrei potergli credere. Vorrei confidargli il mio segreto. Ma ho paura che così facendo trascinerei anche lui nel baratro…

La mia opinione

Con questo romanzo siamo arrivati alla conclusione della serie new adult “Ruin” di Rachel Van Dyken, che questa volta vede come protagonisti principali, nonché narratori della storia, Lisa e Tristan
Conosciamo Lisa sin dal primo libro della serie, dove ci veniva presentata come la cugina di Gabe, ma nel finale di “Ricordati di Amare” abbiamo scoperto che non è proprio così. 
Per dimenticare il passato e lasciarsi alle spalle la persona che era, Lisa si era rifugiata dal suo migliore amico Gabe, iscrivendosi nella stessa università sotto falso nome. 
Alcuni anni prima Lisa era una modella conosciuta, ma aveva commesso azioni perfide ed orribili insieme al suo ex, un manipolatore psicopatico che abusava addirittura di lei. 
Dopo le rivelazioni del libro di Gabe, anche l'identità di Lisa è stata compromessa, in questo libro a lei dedicato ne scopriamo le conseguenze, oltre ad approfondire tutto quello che la riguarda e che non potevamo nemmeno lontanamente immaginare. 
Il protagonista maschile lo incontriamo invece per la prima volta in questo romanzo: Tristan è un affascinante e giovane professore (amico di Wes tra le altre cose), che ha preso una pausa di 6 mesi dalla sua vita di successo per dedicarsi all'insegnamento. Tristan si comporta inizialmente in maniera pessima, prendendo in antipatia Lisa e mettendola in difficoltà in ogni occasione, ma ben presto le cose cambiano e i due si ritrovano molto vicini e sempre più attratti l'uno verso l'altra
A questo punto penserete alla classica storia romantica studentessa-professore... e invece no! Perché Tristan non è finito in quella stessa università per caso, ma per far luce su alcuni fatti accaduti in precedenza ed è determinato come non mai a trovare delle risposte. 
Preparatevi quindi perché la realtà non poteva essere più complicata ed intricata di così, l'autrice ha messo in piazza diversi risvolti mica da poco! 
Come nei precedenti libri di questa serie, nella trama vengono toccati argomenti seri e delicati e non manca nemmeno un pizzico di suspense e di tragedia
Le scene con protagonisti Lisa e Tristan sono spesso dolci e romantiche, lui diventa sempre più protettivo nei confronti della ragazza ed entrambi si meritano il loro agognato lieto fine! 
Il romanzo mi è piaciuto molto per la sua particolarità, l'ho divorato in pochissimo tempo come mi capita spesso quando le storie mi prendono molto! 
Devo ammettere però che l'ho trovato un pochino sottotono rispetto al precedete, che è stato veramente una meraviglia! 
Colpa probabilmente della conclusione un po' affrettata, però l'epilogo è stato qualcosa di fantastico! Ci volevano proprie le “sue” parole per concludere in bellezza questa trilogia. Lo stile di Rachel Van Dyken mi piace e spero di leggere altri suoi libri, in generale questa serie è molto più emozionante, emotiva e “tosta” rispetto alla serie The Bet, che invece consiglierei a chi cerca qualcosa di più ironico e frivolo.

2 commenti:

  1. La domanda mi assilla da un po', ma perché nella trama si parla di Trevor che, tecnicamente, non esiste?

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    Risposte
    1. L'ho notato subito anche io, secondo me la casa editrice ha proprio sbagliato a scrivere il nome maschile! Io ho il libro cartaceo ed è sbagliato pure lì!

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