mercoledì 16 marzo 2016

Recensione "99 giorni" di K.A. Tucker

99 giorni
di K.A. Tucker
(Serie Burying Water #1)

La Trama
Abbandonata nella campagna dell’Oregon, dove la credono morta, una giovane donna sfida ogni previsione e sopravvive, ma quando si sveglia non ha alcuna idea di chi sia, o di cosa le sia successo. La donna si dà il nome di Acqua, per un piccolo tatuaggio che scopre sul suo corpo, il solo indizio di un passato che non ricorda. Accolta da Ginny Fitzgerald, una signora irascibile ma gentile che vive in una fattoria, Acqua comincia lentamente a ricostruire la propria vita. Ma mentre cerca di rimetterne insieme i frammenti, altre domande si fanno strada nella sua mente: chi è il vicino di casa che in silenzio lavora sotto il cofano della sua Barracuda? Perché Ginny non gli fa mettere piede nella sua proprietà? E perché Acqua sente di conoscerlo? Jesse Welles non sa quanto tempo ci vorrà prima che la memoria di Acqua riaffiori. Per il suo bene, Jesse spera che non accada mai. Per questo cerca di tenersi alla larga da lei. Perché avvicinarsi troppo potrebbe far riemergere cose che è meglio lasciare sepolte. Ma si sa, l’acqua trova sempre una strada per tornare in superficie…

La mia opinione


Con “99 Giorni” K.A. Tucker ha dato inizio ad una nuova serie più matura e più intricata della saga “Ten Tiny Breath”, lo si capisce fin dai primi capitoli del libro. 
La scelta di alternare il punto di vista di Acqua e quello di Jesse dal presente al passato è stata una scelta azzardata, soprattutto perché è così per tutto il romanzo, ma a mio parere perfettamente riuscita.  Mi è capitato spesso di leggere romanzi in cui mi veniva voglia di saltare alcune parti flashback perché non coinvolgenti come quelle al presente, ma questo non è assolutamente il caso. Anzi, scoprire il passato capitolo dopo capitolo è essenziale per mettere insieme tutti i pezzi del puzzle della storia e capire il comportamento dei protagonisti. 
La storia si apre con uno scenario crudo: la protagonista viene infatti ritrovata da Jesse picchiata a sangue e in punto di morte, ma viene soccorsa in tempo malgrado al suo risveglio non ricorderà nulla, nemmeno il suo stesso nome. Grazie all'aiuto della dottoressa che l'ha salvata e al marito sceriffo troverà ospitalità nella fattoria dalla loro stramba vicina di casa Ginny.
Grazie all'alternarsi di passato e presente scopriamo quale fosse la situazione critica di Acqua prima di essere ridotta in fin di vita, quali scelte sbagliate avesse preso nella vita e come fosse estremamente difficile e pericoloso uscirne. 
Ma vediamo anche Jesse e Acqua innamorarsi, non una ma ben due volte, perché fin dal loro primo casuale incontro entrambi erano destinati a stare insieme. 

Jesse è un personaggio maschile che mi è piaciuto tantissimo, è un meccanico molto bravo con un rapporto un tantino conflittuale con i genitori, ma anche un buon amico, un ragazzo dolce, protettivo e premuroso. Jesse ha corso molti rischi per aiutare e stare insieme ad Acqua, la loro situazione era davvero disastrosa, ma questo non l'ha mai intimidito. 

La Tucker ha saputo intrecciare alla perfezione gli eventi, affrontano argomenti delicati come la violenza sulla donna e cosa significa essere invischiati con gente losca che tratta giri illegali.
Quella di “99 Giorni” è una storia avvincente, emozionante, cruda e commuovente con due protagonisti giovani e coraggiosi. 
Non c'è nulla di scontato in questo libro e nemmeno nessun cliché tipico del new adult. Anche se l'età dei protagonisti è quella tipica di questo genere la storia è molto più seria e con quel pizzico di suspense che non guasta. 

Una lettura assolutamente consigliata, lo stile di K.A. Tucker mi piace davvero tanto e io mi sento di consigliare tutti i suoi romanzi. Adesso aspetto con ansia il prossimo della serie con protagonista Boone, l'amico di Jesse.

"La mente può essere ingannevole.
Ma non può nulla contro la forza del cuore."  

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