giovedì 16 giugno 2016

Recensione: Lei vuole tutto (Vol. 2) di Marilena Barbagallo

Lei vuole tutto (Vol. 2) 
di Marilena Barbagallo 

La Trama
Se potesse, Krum ucciderebbe il ricordo di Ambra. Se potesse, Krum smetterebbe di… Non lo sa. Krum non sa più cosa prova. Una cosa è certa: deve trovarla e riportarla al Tempio. Deve seguire gli ordini della Setta. Deve seguire gli ordini del suo cuore. L’unica persona che era riuscita a sciogliere il gelo della sua anima, è la stessa che lo tormenta da sedici giorni. Sedici giorni di vuoto e lontananza. Quando i loro destini si incrociano ancora, tutte le torture che Krum desiderava infliggere ad Ambra, svaniscono. Desidera solo stringere tra le braccia quella donna potente. Potente per lui e per la Setta del Tempio. Per Ambra, fare i conti con le proprie origini si rivelerà più difficile di quanto aveva previsto. Ciò che scoprirà le cambierà la vita e metterà scompiglio all’interno della società segreta che teme tanto. Il ruolo di Ambra non verrà ben visto dal terzo membro fondatore, il quale tramerà alle loro spalle superando tutti i limiti. E quando i limiti vengono superati, il guardiano non perdona nessuno. Led diventa solo Krum. Per entrambi non ci sono più confini, ma attimi da vivere. Sanno che ogni istante può essere infinito, anche se dovesse essere l’ultimo. Nella vita non sempre si va verso la luce, a volte, si sceglie il lato oscuro.

La mia opinione

Quando un libro ti si insinua nelle viscere, abbandonarlo diventa un sacrificio e una tortura. E per questo gradirei che la scrittrice si sentisse in colpa… non tanto da non dormirci la notte, ovvio, ma un pochino si. Dovrebbe proprio. Perché “Lei vuole tutto” mi ha fatto esattamente questo effetto, ancora più del primo libro.
E comincia così, col vuoto che risucchia l’anima di Krum dopo che la sua donna l’ha abbandonato. Vorrebbe odiarla. Vorrebbe punirla. Vorrebbe stringerla di nuovo tra le braccia. E Ambra combatte la stessa crudele battaglia tra amore e disprezzo, rifiuto e desiderio. Fino a che non si incontrano di nuovo, perché ovunque lei vada, lui la troverà sempre. E’ una minaccia? Una promessa? No ragazze, ai miei occhi questo è un dannatissimo privilegio.
Krum la riconduce al Tempio per farla diventare a tutti gli effetti un membro della Setta, ma i programmi di Leonardo Andolfi non coincidono affatto col desiderio di vendetta di Ambra nei suoi confronti. Krum sarà disposto a tradire l’uomo che lo ha cresciuto come un figlio pur di proteggere la donna che ama? Beh, ormai lo conosciamo… quando il toro vede rosso, diventa una forza inarrestabile. E per questo, ancora più eccitante.
Il loro ricongiungimento però non sarà affatto tranquillo, perché quei due ci regaleranno fin da subito un magistrale scontro di volontà, entrambe potenti, entrambe orgogliose, entrambe capaci di strapparti le emozioni dal petto senza chiederti il permesso. E di sconvolgerti con attimi di brutalità e di dolcezza che si susseguono senza confini tangibili, come fossero una cosa sola. Una sfida tra dure parole e tenere azioni, dove la ragione ordina e il cuore disobbedisce. Un amore più maturo e consapevole rispetto al primo libro, ma ugualmente folle e sconsiderato, dominato da un desiderio così viscerale che rischia di soffocare e distruggere entrambi, perché se stare vicini è una guerra continua… separarsi diventa un tormento insopportabile.
Il Guardiano di ghiaccio e la principessina stronza. Un cobra velenoso e una leonessa caparbia. Due protagonisti che hanno lasciato il loro marchio su ogni parte di me, non solo con la loro ben nota sensualità selvaggia, ma soprattutto con la violenza con cui fondono le loro anime, con la delicatezza con cui si amano, con cui si prendono cura l’uno dell’altra e si curano le ferite a vicenda. Come quelle di Ambra, obbligata a rinunciare alla propria dignità per aderire a una setta che disprezza, ingoiando il sapore amaro del tradimento e della scoperta di nuovi sconvolgenti legami affettivi. O quelle di Krum, un uomo che nasconde in sé un bambino cresciuto troppo in fretta, in un modo ingiusto e perverso.
E tutto questo per me si chiama perfezione. Né più, né meno.
Ma la vera bomba di questo libro sono loro, i pensieri di Krum. Porca vacca. Mi hanno ucciso, letteralmente. Perché quel pazzo di un bulgaro promette crudeltà ma regala dolcezza e (…udite udite!... ) persino sprazzi di romanticismo e ironia che lo confondono e lo rendono molto più umano e un po’ meno animale.
Lui sa che Ambra è il suo punto debole, la sua roccia indistruttibile, il suo ossigeno per respirare. Ma ne brama talmente tanto, da farlo diventare tossico per se stesso e tossico per noi, perché la loro passione devastante brucia la mente e incendia i sensi. Ogni dannata volta.

Ma non basta, perché la scrittrice ci trascina in una spirale fatta di bugie, incomprensioni, litigi, riconciliazioni e soprattutto rivelazioni inaspettate all’interno di una Setta dove i ruoli non sono poi così limpidi e la partita è ancora tutta da giocare.
Marilena Barbagallo ha creato il Paradiso e l’Inferno con l’inchiostro della stessa penna.
Ha dato vita a un amore sfibrante e corrosivo che ci sazia e poi ci rende più affamati, ci lacera e poi ci ricompone. A volte con una ferocia animale, a volte con una delicatezza fuori dal comune, ma sempre senza chiedere scusa.
Ed è giusto così. Perché è bellissimo essere consumati dalle stesse pagine che abbiamo divorato con una necessità quasi disperata, fino ad arrivare ad un epilogo perfetto, emozionante e meraviglioso, in cui tutti i pezzi tornano al loro posto… pezzi di vita… pezzi di anima… pezzi di cuore.

«Guardati dentro e troverai il tuo senso - mi ha detto una volta, quando tutto era buio.
E io lo faccio.
Mi guardo dentro e trovo il mio senso.
Il mio senso è lui.
Il senso della mia vita è Krum.»


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