lunedì 13 giugno 2016

Recensione "L'importanza di chiamarti amore" di Anna Premoli

L'importanza di chiamarti amore
di Anna Premoli

La Trama
E se il caso li facesse incontrare di nuovo?
Giada sa bene di essere una ragazza dal carattere piuttosto difficile, quindi non si stupisce affatto di trovarsi in una fase della propria vita nella quale non va d'accordo quasi con nessuno: con il suo ragazzo storico la situazione è appesa a un filo e del rapporto con i suoi genitori… meglio non parlare. Ma Giada ha un obiettivo ben preciso: laurearsi con il massimo dei voti e il prima possibile. Il resto dei problemi può passare in secondo piano. Così credeva, almeno finché lo stage presso una prestigiosa società di consulenza di Milano non la mette di fronte a quello che per lei è sempre stato il prototipo dei ragazzi da evitare come la peste: Ariberto Castelli, fiero rappresentante del partito delle camicie su misura e dei pullover firmati. E tra loro c’è un precedente molto imbarazzante che potrebbe crearle qualche complicazione che non aveva assolutamente messo in conto...

La mia opinione


Quando ho voglia di leggere una storia romantica ed ironica un libro di Anna Premoli è sempre la scelta giusta, ormai non me ne perdo nemmeno uno! 
Questo romanzo in particolare può essere considerato il seguito di “L'Amore non è mai una cosa semplice”, visto che la protagonista femminile è Giada, l'amica di Lavinia
Vi ricordate che già nel precedente Giada era alle strette con il fidanzatino storico? Da quando si era trasferita da Verona a Milano per gli studi universitari i due si vedevano raramente e il loro rapporto era diventato ormai inesistente. In questo libro vediamo come si concludono le cose tra di loro e soprattutto come nasce la relazione con l'ultimo ragazzo al mondo per cui Giada avrebbe potuto perdere la testa! 
Giada è una ragazza diretta, sarcastica, odia le persone con la puzza sotto il naso (e i luoghi che frequentano) e non ha un buon rapporto con la propria famiglia che fa parte di quel ceto che guarda la gente dall'alto in basso e per cui contano principalmente le apparenze. Il primo incontro con Ariberto è esilarante, appena Giada lo guarda lo etichetta all'istante come il fighetto figlio di papà della situazione, vestito di tutto punto e con quella camicia perfetta tessuta su misura per lui. 
Ariberto è la bellezza e la perfezione fatta persona e non è di certo il tipo per cui lei potrebbe provare attrazione. Ma il destino non è d'accordo: i due ragazzi si ritrovano a lavorare come stagisti per lo stesso studio di consulenza fiscale e a lanciarsi occhiate furtive da una scrivania all'altra. Conoscendolo e frequentandolo Giada si renderà conto che a volte le apparenze ingannano e rivaluterà completamente Ariberto. 
A me sono piaciuti molto entrambi i personaggi, li ho trovati molto ben caratterizzati e simpatici. 
Ancora una volta l'autrice gioca sempre sul rapporto burrascoso con scontri e battibecchi che strappano spesso un sorriso. 
Romantico, spassoso e in perfetto stile Premoli. Consigliato!

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