mercoledì 5 ottobre 2016

L'angolo degli inediti - Recensione "Stealing Home" di Nicole Williams

Buongiorno ragazze,
non so perché, forse sarà il periodo, forse la mia pessima scelta, ma questa sarà la seconda recensione di fila a tre stelle che farò, quindi ecco a voi Stealing Home di Nicole Williams.

“A volte devi rubare la vita che vuoi prima che il destino realizzi che stai arrivando. Ho rubato anche casa base, ed è un evento per il libro dei record.”


“Un bacio. Un minuto. Sapevo che se avessi permesso a Luke Archer di superare i miei muri, mi avrebbe consumato. Non avrei mai immaginato sarebbe successo così in fretta. Così completamente. Un assaggio. Un tocco. E lui mi possedeva.”

TRAMA:
Essere l'unica donna che lavora per una squadra di baseball professionista non è facile. Come ultimo preparatore atletico dei San Diego Shock, Allie sa tutto di lunghe ore, viaggi senza fine, e scoraggiare le avance dei giocatori. Dato che è già oggetto di una manciata di dicerie su come "fortunatamente" abbia guadagnato una posizione così ambita, non può neanche battere ciglio verso un giocatore se vuole essere presa sul serio.
Ma il numero undici sta facendo di più che battere le ciglia verso Allie. Ben di più. Luke Archer è al top del suo gioco e non lascia che la paura di fare strike out gli impedisca di girare la mazza. Questo è un motto che si applica sia dentro che fuori dal campo, ma Allie appare immune, vedendo Luke come nient'altro che un nastro di cautela sulle gambe.
È un giocatore, e nell'esperienza di Allie, sono tutti uguali. Non rischierà il suo lavoro o il suo cuore per un altro, non importa quanto diverso lui sostenga di essere. Ma, quando Allie inizia a conoscerlo, scopre che il numero undici che il pubblico pensa di conoscere è molto diverso dal vero Luke Archer. Sembra troppo bello per essere vero.
E forse lo è.
Allie dovrà confrontarsi con le storie collegate ad un giocatore del calibro di Luke Archer e decidere su chi mettere la sua fiducia—sull’uomo di cui si sta innamorando? O sui gossip?

“Sai come questo gioco funziona. Io so come.” Si interruppe, lasciando che stagnasse nello spazio tra di noi. “Devi solo decidere se vuoi giocare.”
“Perché tu hai deciso?” La sua mazza si premette più in profondità nella mia schiena, attirandomi impossibilmente più vicina al suo corpo. La sua erezione che si appoggiò dura contro una parte del mio stomaco.
”Doc, sto già giocando.”


“Valeva la pena di perdere tutta la mia credibilità per alcune settimane o mesi di selvaggio abbandono con Archer?”

Come per His di Brenda Rothert questo libro è scritto da un’autrice che ho veramente apprezzato, Nicole Williams. Se avete occasione date un’occhiata alla sua serie Crash, proprio carina e particolare. Qui, però, non centra il pg maschile, perché io adoro i romanzi sportivi, specialmente quelli che trattano di hockey, football americano, rugby e baseball, quindi questo dovrebbe rientrare alla perfezione nei criteri visto che Luke appartiene appunto a quest’ultima categoria.
Ora, io non voglio essere pignola, lo giuro, ma già il titolo, Stealing Home, rubare a casa, mi lascia perplessa. Per chi non sapesse cosa significa, è un termine del baseball. Rubare è quando si corre tra le basi ma la palla non è propriamente “in gioco” e a casa implica la quarta base, dove c’è il catcher, quindi se rubi a casa e riesci a farlo senza essere eliminato, fai punto. Scusate la mia spiegazione molto spiccia. In questo romanzo dicono che nessuno lo fa più ormai e il fatto che Luke voglia farlo sembra un evento eccezionale. Ora, non so se voi avete mai visto partite di Baseball in Italia, ma qui l’ho visto fare spesso dalla squadra della mia città, che non è una squadretta, ma fa parte dell’IBL (Italian Baseball League). Capisco che siamo in Italia e che magari siamo indietro rispetto all’NBL, ma mi suona molto strano.
Va beh, comunque, tralasciando questo piccolo dettaglio, parliamo della storia. La sensazione che mi ha dato è che fosse stato un romanzo per bambini. Non so perché, alla fine le scene di sesso ci sono e anche discorsi “da adulti”, chiamiamoli così, ma nel totale, era tutto molto naif. Almeno, questa è la mia sensazione leggendolo.
La storia è carina e i personaggi sono ben costruiti. Luke Archer è fantastico, dolce e amorevole, ben diverso da come viene descritto dai tabloid. Allie è la classica brava ragazza che si lascia convincere anche troppo facilmente.
Purtroppo, non posso fare a meno di dargli tre stelle, perché non solo mi ci è voluto più del solito per finirlo, e questo è un buon indicatore, ma mi sono sentita anche delusa quando l’ho chiuso. Non è stato l’esplosione che pensavo sarebbe stata mischiando Nicole Williams con un romanzo sportivo sul baseball.  

“Sai qual è la mia opinione sui pettegolezzi?” disse un minuto più tardi. “Che vengono creati da chi disprezza. Raccontati dai pazzi. E accettati dagli idioti.”
La mia testa si inclinò. “Mi stai chiamando un’idiota?”
I suoi occhi si illuminarono. “Mi stai chiamando un puttaniere?”

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