domenica 30 ottobre 2016

Recensione: Antiche voci da Salem di Adriana Mather

Antiche voci da Salem 
(Come si impicca una strega Vol. 1)
di Adriana Mather
                                                        
Trama
Una scia di morti che si ripete da secoli secondo un identico modello. 
Un amore pronto a sfidare il tempo

Salem, ai giorni nostri: quando Samantha Mather si trasferisce nell'antica casa avita per stare vicina al padre, ricoverato perché misteriosamente in coma, trova in città un’accoglienza piuttosto fredda. Sono passati ormai tre secoli da quando il suo antenato Cotton Mather è stato protagonista del processo alle streghe, firmando il trattato usato a fondamento delle condanne, ma i rancori che allora avevano spaccato la comunità sono ancora terribilmente vivi. Isolata e avvolta dall'ostilità gelida degli Eredi delle presunte streghe, Samantha si trova intrappolata in un complicato groviglio in cui passato e presente si intrecciano pericolosamente. Soltanto Jaxon, figlio della migliore amica del padre e segretamente attratto dalla ragazza, sembra immune a quell'odio, almeno finché Samantha non entra in contatto con l’affascinante Elijah, uno spirito tragicamente coinvolto nelle antiche vicende storiche, e le cose si complicano. Samantha scopre un modello ricorrente nei secoli, in base al quale le famiglie dei perseguitati e dei persecutori pagano un terribile tributo di morti. C’è solo una speranza per evitare che la storia si ripeta: svelare i segreti del passato fra odi antichi e passioni, e rinunciare a qualcosa di sé per aprirsi a un sentimento nuovo.

Cosa ne penso

Verità storica e magia: il mito di Salem non è mai stato così avvincente

Difficile far rientrare nei canoni di genere questa originale, seducente, prima opera di Adriana Mather, ed è proprio il suo essere crossover il primo punto di fascino di questo romanzo, che oscilla tra l’urban fantasy, il suspense e lo storico
Il secondo punto è lo stile: ironico, scorrevole e assolutamente accattivante. 

“Come gran parte dei logorroici e supponenti newyorkesi, anch’io ho una certa predisposizione al sarcasmo. A quindici anni, tuttavia, è difficile convincere il prossimo che il tuo senso dell’umorismo è un elemento culturale e non un sintomo di pessimo carattere.”

Se avete letto la sinossi, avrete sicuramente notato che la quindicenne protagonista di questa avventura ha lo
stesso cognome dell’autrice. Pensate sia un’egocentrica scelta autoreferenziale? Sbagliato. Perché uno dei personaggi cardine della narrazione è proprio Cotton Mather, avo della scrittrice, ipotetico avo della protagonista del libro e realmente colui al quale si deve l'impostazione della morale nei nuovi insediamenti del New England nel XVII secolo. Adriana Mather non è la prima e non sarà l’ultima a ricamare della buona narrativa intrecciando le parole su fatti realmente accaduti, ma se i fatti riguardano la Salem dei padri fondatori e se il
“trisavolo del trisavolo” di chi scrive è  coinvolto in prima persona nella persecuzione alle streghe, allora l’opera comincia davvero ad essere intrigante. 
La ricerca storica è il terzo dei punti forti del romanzo, l’analisi scrupolosa di quei fatti che portarono alla follia la Salem puritana del 1692, unita ad una accurata indagine sui luoghi delle esecuzioni e sui personaggi coinvolti, vi faranno venire i brividi. La  realtà fa sempre più paura della finzione, ma se non bastasse a spaventarvi, vi imbatterete in una mortifera maledizione che farà il resto del lavoro. 
Il libro sembra raccontare un loop temporale perché - di fatto- le persone sono come dio, sempre uguali. O forse no? Come è possibile cambiare? 

“Una maledizione è soltanto un ciclo reiterato, esiste esclusivamente perché le persone vogliono che esista. Abbiamo avuto tutti un ruolo. Per secoli abbiamo compiuto le medesime scelte che hanno animato i processi alle streghe, ci siamo feriti e incolpati a vicenda; ma quello che si conquista ai danni del prossimo non è vero potere.”

Seguite Samantha Mather la cinica, deliziosa, protagonista, che dovrà affrontare l’ostracismo e i pregiudizi dei suoi nuovi concittadini. D’altronde, se anche voi discendeste da chi ha fatto impiccare gli avi di un intero villaggio forse potreste avere qualche problema a farvi accettare. Pensate di no? La stessa Adriana Mather, quando si è recata a Salem a fare le ricerche per questo progetto letterario, è stata apostrofata con:  «Mather, eh? Non è un cognome molto popolare, da queste parti»
Samantha non sarà sola in questa battaglia, al suo fianco troveremo Jaxon, un personaggio maschile un po’ troppo condiscendente e Elijah, l’affascinante spirito che farà da trait d’union tra il mondo dei vivi e quelli dei morti.
Come spesso accade nei libri destinati ai giovanissimi, anche in questo caso c’è un intento morale di fondo, che l’autrice racconta nella nota di chiusura, paragonando l’accusa di stregoneria al fenomeno del bullismo.

“Proprio come durante i processi, non sempre sono i soliti sospetti a essere presi di mira; può succedere a chiunque, e per qualsiasi motivo. Tuttavia questo può accadere solo se la comunità – la scuola – è d’accordo. L’assenso del gruppo, così come il silenzio di fronte alle prepotenze, sono fatali nello stesso modo. Solo quando qualcuno si fa avanti è possibile interrompere questa catena. Non è la cosa più semplice del mondo, me ne rendo conto, ma i veri eroi corrono dei rischi. E non c’è niente di più eroico della gentilezza: verso chi viene preso di mira, verso uno sconosciuto, verso un animale ferito. Qualsiasi atto gentile ha importanza.”

In conclusione ho trovato questo testo davvero piacevole, coinvolgente e assolutamente adatto ad un pomeriggio invernale, lasciatevi avvolgere dalla nebbia e dalle atmosfere cupe dei boschi del New England. So che la fantasia non vi manca, ma per entrare ancora di più nel giusto mood in apertura troverete alcune lettere che Elijah ha scritto alla sorella, non dimenticatevi di leggerle, vi apriranno le porte di questa splendida lettura!


Consigliassimo, soprattutto ad Halloween accompagnato da alcuni dolcetti, quali? Facciamoli insieme!
Lucia Valentina Nonna, autrice, traduttrice e nota blogger del seguitissimo blog di lifestyle e cucina vegan labalenavolante, ha deciso di rendere speciale il sapore di Antiche Voci da Salem, creando dei biscotti tutti dedicati a Samantha, che come lei è vegana convinta. 
troverete la ricetta qui. Buon Halloween! 

3 commenti:

  1. Che bella recensione!! Molto carina anche l'idea della ricetta :) il libro lo avevo già adocchiato e sarà uno dei miei prossimi acquisti;) buona giornata Maria

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  2. Non so se il libro e' "per me"... ma questi dolcetti, son da provare!!!
    Dolcissima, e' il caso di dirlo, l'idea di un accompagnamento culinario alla lettura!!!

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