martedì 24 gennaio 2017

Recensione: "Unforgiven" di Lauren Kate

Titolo: Unforgiven (Fallen saga spin-off)
Genere: Young Adult Urban Fantasy Paranormal Romance 
Data di pubblicazione: 12 gennaio 2017
Autrice: Lauren Kate
Editore: Rizzoli
La saga completa: 
Fallen
Torment
Passion
Fallen in love
Rapture 





Sinossi
Sono trascorsi secoli da quando l’angelo caduto Cam ha detto addio a Lilith, strappandole il cuore, ma ancora non riesce a dimenticarla. Invidioso dell’amore perfetto di Daniel e Lucinda, decide di ritrovarla, ovunque sia. Così stringe un patto con Lucifero: ha quindici giorni per riconquistare l’unica ragazza che abbia mai amato davvero. Se ci riuscirà, potranno vivere insieme, liberi; ma se non dovesse farcela, Cam rimarrà nell’Inferno per sempre, dove lo aspetta un posto speciale. È cominciato il conto alla rovescia: il più oscuro e ambivalente tra gli angeli ci apre finalmente il suo cuore tormentato, mentre lotta contro il tempo.

Cosa ne penso

UNA SAGA CHE NON È CRESCIUTA ED È ADDIRITTURA INVECCHIATA. 

Sono passati otto anni dalla nascita della saga paranormal romance urban fantasy YA “Fallen”.
Otto anni in cui questo genere ha vissuto ed è maturato grazie al cinema e al web, alle continue interazioni degli autori con il proprio pubblico, in una commistione che dimostra quanto il confronto sia sempre proficuo e mai fine a se stesso. Otto anni in cui i lettori si sono abituati a personaggi sempre più assimilabili al reale, ad ambientazioni sempre più ricche e ad una ricerca stilistica che, quando la storyline rischia di essere banale, perlomeno si libera dai soliti cliché offrendoci nuovi punti di vista. 
In questi otto anni, la saga Fallen è invecchiata male. 

La Kate funziona sul breve periodo, ma si perde nello sviluppo della storia. In ogni romanzo della serie la linea narrativa principale si dipana nelle ultime 150 pagine, il resto è semplicemente un lunghissimo interludio che non arricchisce, ma rallenta lo svolgersi della narrazione. Questo perché, evidentemente, non c’è mai stata un’idea di fondo sufficientemente strutturata da giustificare più di trecento pagine per volume e soprattutto ben 4 volumi: Fallen, Torment, Passion, Rapture, senza contare la raccolta di racconti Fallen in Love. 
La dimostrazione lampante di questo processo sono le prime pagine di quest’ultima prova, Unforgiven, dove la “torment-tata” relazione di Daniel e Luce è riassunta in un paio di pagine di pseudo prologo. Epitome, che non dipende dalla grande capacità di sintesi dell’autrice, ma dalla scarsità contenutistica di tutta la vicenda. 

Unforgiven è un volume “spin-off” interamente dedicato a Cam, personaggio che la Kate afferma essere liberamente ispirato a suo marito. Un personaggio che nella saga principale ha conquistato i lettori perché disilluso, ironico, e molto più umanizzato nelle sue negligenze e nella sua oscurità rispetto ai protagonisti. 

Un personaggio attraverso il quale avremmo potuto avere accesso a nuove sfumature, ad un crescita autoriale che purtroppo non è avvenuta, perché con questo nuovo romanzo la Kate riprende a far girare il carosello delle ovvietà. 
Cam è cambiato, l’amore di Luce e Daniel ha risvegliato in lui il ricordo di un amore perduto e “inspiegabilmente” dimenticato nei secoli che ora ritorna a sconvolgergli la mente e il cuore, tanto da spingerlo a cercare notizie “dell’amata”, che fortunatamente non tarderà a ritrovare. Il Cambriel che troveremo in Unforgiven è diventato una copia di Daniel, appiattito da una sentimento che lo sovrasta e lo rende privo di nerbo. 

Ancora una volta il setting è in una scuola superiore.
Ancora una volta ci troviamo in un inferno che vede la povera Lilith, co-protagonista di Cam, sopravvivere a stento. 
Ancora una volta la Kate ci presenta una adolescente disagiata e infelice, sorda e immobile nella sua sofferenza, così simile a Luce che l’autrice stessa sembra quasi giustificarsi con il lettore, specificando che non si tratta dello stesso personaggio:

“Lilith non era affatto come Luce. Erano diverse come l’oriente e l’occidente. Luce era stata un arcangelo che viveva una vita mortale maledetta. Lilith era una mortale, maledetta da forze immortali, sballottata nell’universo da venti eterni che non poteva sentire.” 

Troviamo Lilith in un mondo offuscato dalla cenere di un perenne incendio che brucia al limitare di una cittadina fittizia. Povera, emarginata dai compagni di scuola, incompresa dalla madre e infelice perché il fratellino, malato di un male incurabile - quale sia non è ci è dato saperlo - rischia di perdere la vita da un momento all’altro. 
Ma Lilith ha una consolazione, una via di fuga che è anche la sua condanna: è una sublime musicista.

<<L’esistenza non è mai tanto miserevole come quando hai un barlume di bellezza>> rispose Lucifero. <<Serve a ricordarti tutto quello che non potrai mai avere.>>.

Peccato che di sublime non ci nulla se non la parola in sè. Vi sfido a non sorridere di fronte alla lirica dozzinale delle ballate composte da Lilith durante il romanzo, l’effetto dovrebbe essere struggente, ma rimangono in bilico sul precipizio del tragicomico, forse penalizzate ulteriormente da una traduzione che non brilla per la sua ricercatezza. 

La trama prosegue e ci sorprende nella sua mediocrità. L’occasione di riscatto per Lililith si presenterà ad un ballo, con annessa battle of the band. Se abbiamo amato School of Rock è stato grazie e soprattutto a Mike White che ha sceneggiato su misura per Jack Black l’intera commedia musicale. La Kate non è la prima che corre il rischio di riadattare alla sua penna l’idea originale di qualcun altro, ma in questo caso il risultato suona un po’ “stonato”.

Tuttavia, mi sento di consigliare questo romanzo alle amanti di soap opera e a chi predilige le favole d’impianto classico. Non tutto è deprecabile. La vicenda amorosa, per quanto superficiale, racchiude una certa dolcezza infantile che non mancherà di emozionare qualche giovanissima lettriceMa i dettagli, che sono tutto ciò che rende una narrazione indimenticabile, mancano miseramente in una storia che avrebbe potuto lasciarci qualcosa di meglio. 

4 commenti:

  1. Concordo... amavo Cam già da Fallen, ma non capisco questa cosa che per un triliardo di capitoli la storia è sempre la stessa (lei lo rifiuta e lui la rincorre) e poi in tipo 20 pagine...finisce e si conclude...
    Penso potesse trovare una trama mooooooolto più originale, non la copia di luce e Daniel... Cam è bello perché irriverente, "bad boy", diretto...non lo so...qualcosa non mi ha convinto e mancava per me...
    Gli darei un 6su10

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    Risposte
    1. Sei stata fin troppo di manica larga XD, per me non si merita la sufficienza.

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  2. Non l'ho ancora letto, ma le aspettative erano altissime. Cam è il mio personaggio preferito, ma se mi dite che qui è la copia di Daniel...piango.

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  3. Mia sorella ľ ha letto ed è rimasta profondamente delusa. Lei odia il personaggio di Lilith.

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