lunedì 29 maggio 2017

Recensione Tutto l’amore che mi manca di Emily Henry

Tutto l’amore che mi manca 
di Emily Henry

Trama
L’estate nella sua piccola città del Kentucky, prima di partire per il college, sembra trascorrere per Natalie nel migliore dei modi. Almeno finché la ragazza non comincia a vedere cose strane. All’inizio sono solo delle fugaci visioni: la porta di casa è rossa invece che del solito colore verde, al posto di un negozio di fiori appare un asilo nido. Quando la città scompare per ore e al suo posto compaiono dolci colline e animali che pascolano, Natalie deve però ammettere che qualcosa non va. A un certo punto riceve anche la strana visita di un personaggio che lei chiama Nonna, che le dice: «Hai tre mesi per salvarlo». La notte successiva, sotto le luci del campo da football del liceo, Natalie incontra un bellissimo ragazzo di nome Beau, e allora è come se il tempo si fermasse e non esistesse più nulla. Nulla, tranne Natalie e Beau. 

La mia opinione 

Non è facile parlare di Tutto l’amore che mi manca. Questo libro è fin troppo particolare.
Fin dalle prime pagine, ci troviamo catapultati in un mondo che si capisce non essere del tutto normale, soprattutto visto che veniamo subito a conoscenza del fatto che la protagonista principale, Natalie, parla con una persona che nessun’altro vede e che chiama “nonna”. Nonna le racconta delle storie un po’ criptiche e la saluta con un avvertimento “Hai tre mesi per salvarlo.”
Inutile dire che si è un po’ persi dopo questo inizio, ma va tutto bene, visto che anche Natalie è molto confusa dalla conversazione con la nonna. Dal capitolo successivo, invece, ci viene raccontata la vita di tutti i giorni di Natalie, che trascorre più o meno normale tra migliori amici e un ex-ragazzo che non vuole darsi per vinto, facendoci quasi sembrare che ad essere normale sia proprio il mondo in cui lei è. 
Quando incontriamo Beau, però, si capisce subito che c’è qualcosa di strano, visto il modo in cui viene descritto, ma non si riesce a capire del tutto quanto, fino a circa metà del romanzo. Avrei preferito che venisse approfondito un po’ di più il personaggio di Beau, anche perché sembra che i due si siano innamorati dopo solo due volte che si vedono.
Questo romanzo mi ha stupito. È stata una lettura interessante e soprattutto non banale. Il problema più grosso che ho riscontrato è che c’erano delle parti di cui non mi interessava più di tanto, mentre altre mi intrigavano molto di più. Bisogna anche dire che il romanzo, per quanto sia scritto bene, a volte si perdeva un po’ troppo su alcuni punti.
Quando il libro inizia e si scopre perché il primo incontro con Beau non è normale, ho pensato che avesse le potenzialità per essere geniale. Ora che sono arrivata alla fine, però, non sono del tutto sicura lo sia stato. Ci sono dei dettagli che non sono stati chiariti e non posso neanche dire di aver apprezzato totalmente la fine.
Non è facile dare un voto a Tutto l’amore che mi manca, perché non è una storia tradizionale e non sono ancora sicura di essere riuscita appieno ad assimilarla. Se dovessi darlo a pelle, direi quattro stelle.


Punto di vista: Natalie, prima persona
Sensualità: solo carezze e baci
Caretteristiche: emozionante, dolce e triste
Stile narrativo: lentino
Tipo di finale: autoconclusivo


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