lunedì 31 luglio 2017

Recensione Questo canto selvaggio di Victoria Schwab

Questo canto selvaggio 
di Victoria Schwab 
(Monsters of Verity, #1)

Trama
Per anni Verity City è stata teatro di crimini e attentati, finché ogni episodio di violenza ha cominciato a generare mostri, creature d'ombra appartenenti a tre stirpi: i Corsai e i Malchai, avidi di carne e sangue umani, e i Sunai, più potenti, che come implacabili angeli vendicatori con il loro canto seducente catturano e divorano l'anima di chi si sia macchiato di gravi crimini. Ora la città è attraversata da un muro che separa due mondi inconciliabili e difende una fragile tregua: al Nord lo spietato Callum Harker offre ai ricchi protezione in cambio di denaro, mentre al Sud Henry Flynn, che ha perso la famiglia nella guerra civile, si è messo a capo di un corpo di volontari pronti a dare la vita pur di difendere i concittadini e ha accolto come figli tre Sunai. In caso di guerra la leva più efficace per trattare con Harker sarebbe la figlia. Così August, il più giovane Sunai, si iscrive in incognito alla stessa accademia di Kate per tenerla sotto controllo. Ma lei, irrequieta, implacabile e decisa a tutto pur di dimostrare al padre di essere sua degna erede, non è un'ingenua...

La mia opinione



Dove sei, Kate?, domandò a se stessa.
Era un gioco che faceva, ogni tanto, da quando aveva imparato la teoria degli infiniti paralleli. Le piaceva l’idea che ci fossero cento Kate diverse, che vivevano cento vite diverse.
Forse, in una di quelle vite, non c’erano mostri.

Questo canto selvaggio è una sinfonia di parole. Il tema musicale non si ferma al titolo, o al contenuto, o alla suddivisione del libro in preludio, strofe e elogia, ma permea ogni singolo vocabolo trasformandolo in nota, le frasi in accordi. L'alternanza dei punti di vista è come un duetto, e la scansione degli avvenimenti scandiscono il ritmo. Lo percepiamo, leggendo stiamo davvero ascoltando una canzone, oscura e bellissima, che ci entra dentro.

Le premesse di questo libro sono davvero ottime. Prima di tutto, è un mix di generi (forse potrebbe essere definito “Paranormal Distopico”?). Ci troviamo in uno Stato post-apocalittico su quella che un tempo era una frazione degli Stati Uniti, abbiamo una città invasa dai mostri che per difendersi è stata divisa in due sezioni: a Nord, Callum Harker è una specie di boss mafioso che tiene al guinzaglio i mostri e protegge i cittadini che lo pagano; a Sud, l'idealistico Henry Flynn e la sua squadra vanno a caccia di mostri (Corsai e Malchai), mentre i suoi tre figli adottivi, tutti Sunai, eradicano il problema alla radice eliminando gli esseri umani colpevoli di crimini efferati che con le loro azioni continuano a produrre mostri.
All'inizio del libro tuttavia ero molto confusa: si tratta di un mondo così complesso che ho impiegato un po' a capire dove si svolge l'azione, cosa sta succedendo e perché.

«Mostri, mostri, belli e brutti
Verranno a mangiarvi, a uccidervi tutti.
Corsai, Corsai, artigli e zanne,
La vostra vita misurano a spanne.
Malchai, Malchai, vi mostrano i denti,
E gli occhi rossi, volenti o nolenti.
Sunai, Sunai, occhi di pece,
Sentite una musica, poi l’anima tace.
Mostri, mostri, belli e brutti,
Verranno a mangiarvi, a uccidervi tutti!»

La classificazione dei mostri è essa stessa complessa, esistono infatti tre categorie: quelli più infimi sono i Corsai, che sono generati da atti violenti, non sopportano la luce, si nutrono di carne ed ossa e sono i più inumani. Non hanno una mente propria ma pensano come un branco. I Malchai nascono in seguito agli omicidi, si nutrono di sangue e sono quasi umanoidi, ma crudeli. Infine, i Sunai, che sono i più potenti, nascono da grandi catastrofi, come omicidi di massa, possiedono un'anima e si confondono tra gli umani, ma sono costretti a nutrirsi delle anime dei colpevoli che estraggono servendosi della loro musica, e le conseguenze di un “digiuno” sono inimmaginabili.

Ed è proprio un Sunai uno dei protagonisti di questo libro. August è il più giovane dei tre “fratelli” ed è in perenne conflitto a causa di ciò che è. Ritiene di non stare facendo abbastanza per aiutare a proteggere la città, dato che suo padre a malapena gli permette di uscire, per la sua sicurezza. Ma tutto questo cambia quando gli viene affidata una missione molto particolare.

Kate al contrario è umana ma, per ottenere l'approvazione del suo dispotico padre, cerca in tutti i modi di essere più crudele e spietata possibile, forzando la sua stessa natura.

Se di August mi sono innamorata al suo primo POV, per la sua passione per il violino e la sua introspezione, ho impiegato più tempo ad apprezzare Kate. In principio le sue azioni appaiono prive di senso e sembra solo una ragazzina viziata in cerca di attenzioni, ma con il progredire della narrazione il suo background viene alla luce e si riesce a comprenderla meglio.

Ho amato il fatto che le relazioni familiari dei due protagonisti fossero l'opposto di quello che si potrebbe pensare. Kate proviene da una famiglia completamente umana, eppure dire che il rapporto con suo padre è tremendo sarebbe un eufemismo, mentre August proviene da una famiglia amorevole e tiene moltissimo ai genitori e a sua sorella. Per tutto il libro viene trasmessa la sensazione che gli esseri umani siano più crudeli dei mostri, ed è una cosa che ho adorato.

Ho apprezzato molto le riflessioni filosofiche dei due protagonisti, ritengo che diano spessore e maturità ai personaggi, oltre che aggiungere poeticità alla narrazione.

Come qualcuno che era comparso all’improvviso, come in un gioco di prestigio, temeva la tenue natura della propria esistenza, temeva che in qualunque momento potesse, semplicemente, tornare a non esistere.

In questo romanzo non è presente alcuna componente romance, ma non se ne sente la mancanza. Tra i due protagonisti si instaura una forte ed inaspettata amicizia, e va bene così. È una boccata d'aria fresca per un genere in cui, nel 99% dei casi, è sempre presente una coppia o addirittura un triangolo. Adoro il romance e i libri in cui ci sono molte ship, ma avere un po' di varietà è comunque una buona cosa. Se nel seguito ci sarà uno sviluppo romantico tra Kate ed August ne sarò contenta, ma sono felice che la storia non ruoti attorno ad essa.

Tirando le somme, è un libro oggettivamente fantastico e scritto divinamente, che stranamente però non mi ha fatto innamorare. Esistono libri, sia capolavori sia mediocri, che ti fanno innamorare perdutamente dei personaggi e della trama e disperare per avere un seguito, ti fanno piangere e ridere e soffrire, ti fanno sognare scenari alternativi o futuri. Con questo libro purtroppo non mi è successo. Durante la lettura pensavo “Wow, è scritto davvero bene!”, ma in nessun punto ho riso a crepapelle, né ho pianto disperatamente, né sono stata terrorizzata. È un'impressione prettamente soggettiva che forse potrebbe cambiare leggendo il seguito, ma per questo primo libro mi vedo costretta a togliere una stella.


Punto di vista: terza persona, alternanza POV di Kate e di August
Sensualità: zero
Caratteristiche: intrigante, originale
Stile narrativo: poetico, musicale
Tipo di finale: aperto

1 commento:

  1. ciao l'ho appena iniziato conquistata dalle recensioni fantastiche...sono a quasi 50 pagine e dire che mi sento confusa è a dir poco il libro non mi sta prendendo per niente...spero che andando avanti migliori anche se dalla tua recensione mi sa che la pensiamo allo stesso modo...sight

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