lunedì 11 marzo 2019

Recensione: Spiacente, non sei il mio tipo di Anna Zarlenga

Spiacente, non sei il mio tipo
di Anna Zarlenga

Editore: Newton Compton
Data di uscita in libreria: 14/03/2019
(ebook già disponibile)


Trama
Sara e Teo non potrebbero essere più diversi. Lei lavora come ricercatrice all’università, lui è un figlio di papà che presto o tardi erediterà una casa di produzione televisiva. Lei è bassina, ha forme morbide ed è poco appariscente, lui è il classico playboy sbruffone. In sostanza non hanno nulla in comune se non, a quanto pare, un’indiscussa antipatia per i matrimoni. Ed è proprio a una cerimonia di nozze che si conoscono e hanno modo di trovarsi insopportabili a vicenda. La reciproca e dichiarata incompatibilità non impedisce loro di dare inizio a un battibecco che li porta, un po’ per sfida, un po’ per gioco, a oltrepassare il limite… Ma nessuno dei due dà peso alla cosa: sono perfettamente consapevoli di non piacersi e che non si incontreranno mai più. I piani del destino sono però ben altri. Dopo una vita passata a dissipare soldi senza realizzare granché, Teo è costretto dal padre a riprendere a frequentare l’università: in caso contrario potrà dire addio al suo lavoro nell’azienda di famiglia. E il caso vuole che una delle sue docenti sia proprio l’insopportabile ragazza conosciuta mesi prima a un matrimonio…


La mia opinione


“L’amore è un gran figlio di puttana. Ci frega all’improvviso, noi possiamo solo pregare di non rimetterci le penne”.

Spiacente, non sei il mio tipo è ambientato a Napoli e racconta la storia di Sara e Teo, i quali si conoscono loro malgrado ad un matrimonio. Capiscono immediatamente di non piacersi e non lo nascondono, ma l’antipatia per i matrimoni ha la meglio e si allontanano insieme, pur continuando ad insultarsi neanche troppo velatamente.
Mesi dopo si incontrano nuovamente all’università, dove Sara è la docente di uno dei corsi seguiti da Teo e l’unica certezza che entrambi hanno è che quello non può che essere un problema.
Sara non l'ho capita. Dal carattere forte e con la risposta sempre pronta è però totalmente persa per il professor damerino, un suo collega ed emerito idiota. La protagonista crede nelle proprie indubbie competenze lavorative ma non ritiene di poter essere interessante come donna, non per Teo almeno. È consapevole di starsi innamorando di lui ma non riesce ad apprezzarlo realmente e a capire quale grande trasformazione lo stia caratterizzando; per molto tempo non crede a niente che lo riguardi, restando perciò legata all'idea di un giovane uomo molto bello ma vuoto, senza competenze, valide idee ed ambizioni. Questi atteggiamenti hanno fatto sì che oltre a non capirla, Sara non mi sia proprio piaciuta.
Fortunatamente c’è Teo, però. Durante la prima metà del libro è stato un totale imbecille, un cretino, un tizio con un ego smisurato. È strafottente, esagerato, fuori da ogni schema, anche da quelli del buonsenso e dell'educazione. Crede che tutto gli sia dovuto soltanto perché figlio di papà e, soprattutto, bello. Non crede in sé quanto piuttosto nell’involucro di sé, dando perciò quasi totale importanza all’apparenza. Ciò che gli è sempre importato non è di certo cercare l'anima gemella ma fare sfoggio di sé e delle proprie capacità a letto o su qualsiasi altra superficie. Sara non è  il suo tipo, è il primo ad ammetterlo, eppure quando è con lei si sente diverso. Non parlo necessariamente di farfalle allo stomaco e occhi a cuore, quanto di una forza che prima non aveva, che lo spinge a diversificarsi da ciò che è abituato ad essere e a cercare di raggiungere obiettivi dei quali poter essere orgoglioso. 
Nonostante non mi sia piaciuta la protagonista femminile e abbia avuto alcune difficoltà iniziali con quello maschile, ho apprezzato il libro. Sono una grande fan delle trasformazioni dei personaggi durante la narrazione e, lode all’autrice, Teo compie un percorso davvero notevole.

Punto di vista: prima persona, alternato
Sensualità: soft
Caratteristiche: frizzante, leggero
Stile narrativo: scorrevole
Tipo di finale: autoconclusivo
 

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