lunedì 18 marzo 2019

Recensione: La corte di rose e spine di Sarah J. Maas

Ciao readers,
se amate il fantasy / paranormal romance oggi vi proponiamo la recensione (già pubblicata tempo fa) del primo romanzo della trilogia A Court of Thorns and Roses di Sarah J. Maas. Il primo volume, dal titolo La corte di rose e spine sarà disponibile da domani in libreria e in ebook grazie a Mondadori. 

Probabilmente avrei dovuto scrivere la recensione di A Court of Thorns and Roses prima di leggere il suo seguito, A Court of Mist and Fury. Questo perché ACOTAR mi ha fatto innamorare e sognare in una favola (che altri non è che il retelling de La Bella e la Bestia, in versione dark) in cui sì la bestia trasformata in principe è un sogno divenuto realtà, colui a cui tutte aspirano, ma è lei, lei, a combattere per quell’amore, lei disposta a rinunciare a tutto per ciò in cui crede, lei che è pronta a sacrificare anche se stessa per gli altri. E quando la favola finisce e si trasforma in un horror, quando si raggiunge quell’agognato lieto fine ma a caro prezzo, quando ti rendi conto che, pur sopravvivendo, nulla potrà più essere come prima, ecco che pensi: “Questo è il libro più bello che io abbia mai letto.”
Eppure, arriva ACOMAF e, invece della favola, troviamo la realtà. Forse più crudele, ma è meglio vedere le cose come stanno, piuttosto che vivere in una bugia. E infatti tutte le menzogne, le mezze verità e gli inganni vengono a galla, ti rendi conto che il nero è in realtà bianco e il bianco è nero e capisci che tu, lettrice, sei cambiata insieme alla protagonista. Ebbene, dimenticatevi di ACOTAR, perché ACOMAF è pure meglio. E una volta finito, pur con un finale in sospeso che mi ha lasciato a contare i giorni per l’uscita del terzo, tutto quello che volevo fare era andare a rileggere il primo per rivedere ogni azione, ogni singolo istante, sotto una luce diversa.
Ma andiamo con ordine.

La corte di rose e spine
di Sarah J. Maas
(A Court of Thorns and Roses #1)
ACOTAR

Trama
Quando la cacciatrice diciannovenne Feyre uccide un lupo nei boschi, una creatura bestiale arriva a chiedere un risarcimento. Trascinata in una terra magica insidiosa che lei conosce solo dalle leggende, Feyre scopre che il suo rapitore non è un animale, ma Tamlin, uno dei letali, immortali esseri fatati che un tempo governavano il loro mondo.
Mentre si sofferma nella sua tenuta, i suoi sentimenti per Tamlin si trasformano da un’ostilità glaciale a una passione ardente che brucia attraverso ogni bugia e avvertimento che le è stato detto sul bellissimo, pericoloso mondo dei Fae. Ma un’antica ed empia ombra si espande sulle terre Faerie, e Feyre deve trovare un modo per fermarla… o condannare Tamlin – e il suo mondo – per sempre.

La mia opinione

Una vita per una vita – ma se una vita offerta come pagamento significasse perderne altre tre?

Feyre ha dovuto fin da piccola imparare a prendersi cura della sua famiglia. Pur essendo la figlia minore, la madre le ha fatto promettere sul letto di morte di prendersi cura delle sorelle e del padre il quale, dopo aver perso tutti i suoi averi per colpa di pessimi affari, non ci prova neanche più a trovare un nuovo lavoro, si trascina avanti rimpiangendo la ricchezza perduta e sperando nella mera sopravvivenza. È durante un inverno particolarmente duro che questa famiglia si ritrova quasi sull’orlo della morte per inedia e Feyre, alla caccia di selvaggina, trova un cervo che tuttavia è minacciato da un temibile lupo. Non sa se si tratta di un animale oppure di un Fae, ma le leggende dipingono questi ultimi come creature mostruose e spietate, di conseguenza non si fa scrupoli ad ucciderlo per poter catturare la sua preda.
Errore madornale, in quanto si trattava appunto di un Fae e, una sera, una bestia simile a un orso irrompe nel loro cottage, chiedendo vendetta. Afferma che una legge stipulata secoli prima tra Fae e umani, firmata dopo una sanguinosa guerra tra le due fazioni che ha lasciato il mondo diviso a metà, stabilisce che se un Fae viene ucciso da un mortale verrà richiesta una vita in cambio. Una vita che dovrà trascorrere a nord del Muro, nelle terre Faerie di Prythian, per sempre allontanata dal mondo mortale.
Tuttavia la sua sorte non è così grama come si aspetta. Tamlin, la bestia che è venuto a prenderla, è l’Alto Lord della Corte della Primavera, una delle corti in cui è divisa Prythian, e con il trascorrere del tempo Feyre si rende conto che le creature fatate non sono affatto come vengono dipinte dai mortali.
Avendo già letto quattro libri della serie Throne of Glass, avevo alte aspettative della Maas, aspettative che sono state ampiamente superate. Se infatti la serie Throne of Glass fatica a ingranare nel primo libro, qui troviamo subito una perla, una storia con una struttura narrativa ben definita, personaggi perfettamente caratterizzati, un’ambientazione socio-politica complessa ma chiaramente delineata ed emozioni che ti fanno vivere in prima persona le esperienze della protagonista.
Ci troviamo in un mondo in cui per millenni gli umani erano stati schiavi dei Fae, fino a una ribellione che si è conclusa con un Trattato e la divisione del mondo in due: a Nord di un muro invisibile le creature fatate, a sud i mortali, e da allora, per secoli, i due popoli sono stati divisi. Ma ora questa pace forzata è in bilico e Feyre si ritrova in mezzo.
Feyre è una protagonista forte e indipendente, che per troppo tempo si è sacrificata per la sua famiglia e la cui massima aspirazione era trovare un briciolo di pace e tranquillità. Nel momento in cui le sue sicurezze crollano, si ritrova insicura sul suo futuro e sul suo posto nel mondo, ma si rende conto che può aspirare alla felicità. E quando quel pezzetto di felicità rischia di esserle sottratto, lotta strenuamente per impedirlo, anche condannando se stessa.

Contro la schiavitù, contro la tirannia, andrei volentieri incontro alla mia morte,
non importa la libertà di chi stessi difendendo

Tamlin invece è… esattamente come vi immaginate il principe de La Bella e la Bestia. Chiuso e riservato, lentamente si apre a mostrare un animo gentile e protettivo. Sembra l’uomo perfetto di cui innamorarsi.
Considerata la derivazione fiabesca, in A Court of Thorns and Roses la componente romance è un perno centrale della trama, ma l’azione non viene lasciata da parte. Anche se la prima parte del romanzo è più “tranquilla”, essa è fondamentale per introdurre i personaggi e il contesto, nonché per mostrare un’evoluzione dei sentimenti che fosse credibile e strutturata. È nella parte finale che avviene uno stravolgimento di atmosfera, la speranza viene spazzata via e lascia lo spazio alla disperazione per concludersi con un finale che, benché soddisfacente, lascia al lettore un senso di vuoto e di “sbagliato” (per fortuna avevo già pronto il secondo).
Vorrei fermarmi qui, ma non posso non parlarvi del personaggio che mi ha rubato il cuore e che sarà fondamentale nel secondo libro. Non dirò molto, per non rovinarvi la sorpresa, ma ecco. Pensate alla notte, alle tenebre e le ombre, pensate agli incubi e ai sogni più belli, pensate all’oscurità e alla luce delle stelle, al mistero e al fascino. Ecco Rhysand. E non aggiungo altro.

«Sii felice del tuo cuore umano, Feyre. Compatisci coloro che non provano nulla.»





5 commenti:

  1. Silvia: di un'eventuale pubblicazione da parte della Mondadori non si sa ancora niente, vero?

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    1. Che io sappia per il momento non è prevista per nessuna CE italiana.

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    2. Peccato, sembra una serie davvero bella!

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  2. Ho appena letto il primo volume e sono rimasta entusiasta!!davvero bellissimo nonostante richiaminla storia della bella e la bestia comunque é completamente originale e per niente scontato.bella trama bello i personaggi.leggendolo in inglese sono comunque riuscita ad apprezzare nonostante in italiano renda molto di piú certe sfumature che altrimenti non avrei colto. Aspetto che esca anche il secondo volume in italiano ma temo che dovrwmo aspettare almeno un annetto! Sobsob

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