venerdì 17 maggio 2019

Recensione: Di tutte le virtù di Virginia Dellamore (Amabile Giusti)

Ciao readers!
Oggi sul blog trovate la recensione dell'historical romance Di tutte le virtù di Virginia Dellamore, primo titolo della nuova casa editrice More Stories.
More stories è un incubatore d’idee che nasce al grido di “Più libri, più parole, più storie!”, una casa editrice, agenzia letteraria e web agency che concentra il suo lavoro di distribuzione e di promozione sul web, ma non si preclude strade che possano portare altrove.
Una casa editrice digitale moderna alla ricerca di talenti audaci con uno stile scorrevole e idee potenti. Per saperne di più vi invitiamo a visitare il loro sito web QUI e la loro pagina facebook QUI

Di tutte le virtù 
di Virginia Dellamore
(Amabile Giusti)

Editore: More Stories
Data di uscita: 22 aprile 2019

Trama
Prudence Darcy non fa onore al proprio nome: è ribelle, caparbia, impulsiva e desiderosa di vivere intensamente. La madre fa di tutto per tenere a freno le sue stravaganze e ha imposto a lei e alla figlia maggiore, la dolce e bellissima Hope, di conquistare due facoltosi partiti e di fare due matrimoni eccellenti. Ma Prudence è anticonformista anche in questo: ben lontana dal temere la povertà e il disprezzo sociale, non desidera sposarsi per interesse e, anzi, non desidera sposarsi proprio. Il matrimonio, ne è certa, la priverebbe della libertà di cui ha bisogno più della stessa aria.È con spirito spericolato, dunque, che Prudence si appresta ad affrontare la sua prima Stagione a Londra. Vuole divertirsi il più possibile, vedere luoghi nuovi e conoscere gente interessante, prima di tornare alla quiete del suo piccolo villaggio nel Derbyshire. Durante una festa in maschera ai Vauxhall Gardens, la sua fame di avventura pare trovare pane per i propri denti. Lì, infatti, incontra un uomo affascinante che la incuriosisce molto. Subito avverte una profonda affinità fra di loro: entrambi giovani, entrambi squattrinati, entrambi bisognosi di evadere da una vita di regole e rinunce. Se Prudence credesse al colpo di fulmine e non fosse scettica riguardo all’amore in generale, penserebbe quasi di aver perso la testa per il misterioso sconosciuto dagli occhi blu di cui conosce il nome, Lawrence, e poco altro. Ma Lawrence non è chi le ha detto di essere. Non si chiama neppure Lawrence, e non intende rivelare a nessuno la sua vera identità: quella di Lord Terence Auckland, un duca tutt’altro che povero, con molti ragionevoli motivi per voler mantenere l’anonimato. Sullo sfondo di una Londra Regency allegra e gaudente, durante una primavera contraddistinta da imprevisti ora divertenti ora pericolosi, la storia di un legame inaspettato e inaspettatamente forte fra due anime più simili di quanto avrebbero mai immaginato. Potrà, però, un’amicizia nata da una bugia trasformarsi in amore?

La mia opinione

Di tutte le virtù è un romanzo ambientato in epoca regency di Virginia Dellamore, che altri non è che Amabile Giusti, come lei stessa ha recentemente svelato. 
Il romanzo racconta la storia di Prudence Faith Temperance Darcy e di Lord Terence Auckland. Lei è figlia di un visconte che prima di morire ha scialacquato tutta la propria rendita, lasciando così la moglie e i figli sul lastrico. L’unico modo per sanare questa situazione debitoria, secondo la madre di Prudence, è sperare in un matrimonio conveniente per la prima figlia, Hope. Per la secondogenita, invece, la viscontessa si accontenterebbe anche solo di un baronetto non troppo raccapricciante.
Prudence è ribelle, fatica a compiacere le aspettative della madre poiché semplicemente vuole vivere la vita a modo suo, senza sottostare a ridicole imposizioni dettate dalla società.
È proprio durante una delle occasioni in cui non dovrebbe fare quel che invece sta facendo che incontra Lord Terence. Entrambi mascherati, sarà soltanto l’identità di Prudence a venire alla luce mentre quella del Duca di Auckland resterà celata per il maggior tempo possibile, nonostante i due protagonisti si incontrino più volte di quanto il semplice caso vorrebbe. Quando la verità verrà a galla, in modo chiaro e lampante, Prudence si allontanerà dal Duca, o almeno proverà a farlo. 
Mi è piaciuto questo romanzo? Assolutamente si! Ho apprezzato molto la libertà che Prudence cerca di ottenere per sé a prescindere dalle convenzioni sociali, l’ho stimata tanto per la serenità con la quale avrebbe accettato di esser etichettata come zitella, nel caso in cui non fosse riuscita a trovare un uomo del quale innamorarsi totalmente e follemente. L’avrei poi abbracciata forte quando si è resa conto di essersi innamorata del Duca, l’uomo che per infiniti motivi non avrebbe mai potuto avere. Ancor di più l’ho apprezzata perché i sentimenti che lei prova per Terence sono nati quando ancora credeva che lui fosse inseguito dai creditori, piuttosto che dai valletti della duchessa vedova, la cara nonnina del protagonista. 
Di Terence invece ho apprezzato tantissimo il suo cambiamento: da manichino inamidato e spaventato si è infatti trasformato in un uomo combattivo e coraggioso, finalmente consapevole che un matrimonio d’amore non è necessariamente una tragedia o un ostacolo, come invece la nonna, che l’ha cresciuto, gli ha sempre fatto credere.
Sua Grazia mi è piaciuto anche quando faceva di tutto per risultare antipatico, quando si mostrava orgoglioso e negava a Prudence, ma anche a sé stesso, di essere innamorato di lei. 
Ho adorato la nonna di Terence: una vecchia bisbetica abituata a comandare a bacchetta il nipote, avendo l’illusione di sapere qual è il bene per lui e per il casato intero. Ecco, forse non l’ho adorata nella sua veste di vecchia megera ma sicuramente l’ho fatto nell’epilogo. Oh, l’epilogo! Ve lo dico? Adorato! Che sia Amabile o che sia Virginia, riesce sempre ad emozionarmi!


Punto di vista: terza persona
Sensualità: baci
Caratteristiche: regency
Stile narrativo: scorrevole
Tipo di finale: auto-conclusivo



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