giovedì 9 maggio 2019

Recensione: Sono una brava ragazza di Penelope Bloom

Sono una brava ragazza
di Penelope Bloom
(Objects of Attraction, #1) 

Editore: Newton Compton
Data di uscita: 09/05/2019

Trama
Oggi sono più vicina di quanto lo sia mai stata al mio obiettivo: diventare una giornalista d’inchiesta. Basta con i soliti trafiletti sul meteo o sull’importanza di lavarsi le mani, questa è la mia grande occasione per dimostrare che non sono più la ragazza imbranata e pasticciona di sempre. Ho ottenuto il mio primo, vero incarico per un super articolo sulla corruzione nelle grandi aziende. Per farlo, devo infiltrarmi come una moderna James Bond alla Galleon Enterprises. Per ottenere il posto da stagista c’è da superare il colloquio con un certo Bruce Chamberson, così potrò indagare su un presunto giro di corruzione. Mi sento davvero concentrata, non mi posso permettere di fare errori. Ma perché mi tremano le gambe adesso che l’uomo più bello che abbia mai visto è entrato nella sala d’attesa e mi sta guardando in cagnesco mentre faccio colazione? Ogni capo ha le sue regole e apparentemente Bruce non sopporta che qualcuno tocchi la sua frutta. Soprattutto la banana che gli viene lasciata fuori dall’ufficio ogni mattina, quella di cui non può fare a meno, e che io avevo scambiato per un gentile omaggio…

La mia opinione


Sono una brava ragazza (His banana, nella versione originale) è un contemporary romance nonché il primo capitolo della Objects of Attraction Series.
Il libro racconta la storia di Natasha e Bruce. Lei è una venticinquenne che finalmente ottiene la possibilità di dimostrare le proprie capacità giornalistiche, infiltrandosi alla Galleon Enterprises per cercare qualsiasi tipo di prova che possa incriminare uno dei due fondatori della società. Bruce, con William, il suo gemello, è ovviamente uno dei fondatori dell’azienda. L’incontro tra i due protagonisti avviene nell’area break, dove Bruce pensa di star per mangiare, come fa ogni giorno e alla stessa ora, la sua banana. Peccato che, la banana in questione, sia tra le mani (e in bocca, diciamolo!) della protagonista, giunta in azienda per ottenere un posto come stagista. Bruce decide senza farle alcun colloquio di assumerla, così da poterle far pagare il terribile affronto subito, ovvero il furto della sacra banana. Il loro rapporto, che non è mai stato puramente lavorativo, qualcosa in più anche se inconsciamente c’è sempre stato, cambierà come conseguenza dell’attrazione che entrambi provano ma, mentre lui inizia ad aprirsi con lei, fidandosi, lei non troverà il coraggio, pur provandoci, di dirgli che tutto il loro rapporto è basato su una menzogna. 
Natasha è una grandissima sbadata, non c’è dubbio alcuno. Inciampa nel nulla cosmico, se deve aprire una porta spingendola, state certi che lei proverà a farlo tirando e non sempre pensa attentamente a quel che dice, risultando così il più delle volte ambigua. Però è anche molto preparata rispetto al suo ambito lavorativo, Bruce non ci metterà molto ad accorgersene e questo farà sì che lei si insinui ancor di più nei suoi pensieri. Nat, a questo punto, si trova ad essere molto combattuta rispetto al suo obiettivo originale e la fredda menzogna iniziale giorno dopo giorno si trasforma in un gran macigno difficile da sostenere. 
Bruce è ricco, alto, muscoloso, tanto bello da far girare tutte fanciulle al suo passaggio. Però è solo, non ha e nemmeno vuole una compagna accanto. È infatti rimasto scottato anni prima, perdendo molto più della donna che l’ha tradito e da quel momento ha deciso che non avrebbe lasciato un’altra volta campo libero ai sentimenti. Ha costruito intorno a sé delle barriere molto solide che lo fanno apparire come assolutamente non è, cioè freddo e distaccato da tutto e tutti. Poi però arriva la nuova stagista, la mangia banane a tradimento, e lui sente un’attrazione impossibile da arginare per questa ragazza che sì è bella, ma che lo affascina anche con il suo modo di fare e di comportarsi. Dopo anni, sente il bisogno di non essere la persona che ha costruito ma colui che realmente è. 
Il romanzo è carino, lo si legge volentieri nonostante l’autrice inserisca qualche elemento idealmente strappalacrime che sì è collegato alla storia principale, ma assolutamente non indispensabile. Il libro non mi ha però convinta a livello emotivo, sia rispetto al modo in cui le emozioni dei protagonisti sono state raccontate sia rispetto a quello che io –non- ho provato leggendolo.
Aspetto comunque il secondo capitolo della serie, in uscita il mese prossimo.

Punto di vista: prima persona, alternato
Sensualità: scene hot presenti
Caratteristiche: leggero
Stile narrativo: scorrevole
Tipo di finale: auto-conclusivo
 

Ringrazio la Newton Compton per la coppia ARC del romanzo

Nessun commento:

Posta un commento

Se ti è piaciuto il post condividilo e clicca su G+1!
E se ti va, lascia un commento!