venerdì 7 giugno 2019

Recensione: Nel cuore di Ginger di Katy Regnery


Nel cuore di Ginger
di Katy Regnery
(A Modern Fairytale Series #3)

Editore: Quixote edizioni
Data di uscita: 31/05/2019

Tanto tempo fa c’erano due cugini:
uno dorato come il sole,
l’altro oscuro come la notte,
uno un protettore,
l’altro un predatore,
uno un Cacciatore
e l’altro un Lupo…
ed entrambi possedevano in maniera equa,
anche se differente,
una porzione del cuore di una ragazzina.

In questa storia d’amore contemporanea, liberamente ispirata a “Cappuccetto Rosso”, il cacciatore e il lupo sono cugini, e Cappuccetto Rosso è la ragazza della quale entrambi si innamorano.
La bellissima Ginger McHuid, figlia del più importante allevatore di cavalli del Kentucky, cresce nel ranch di famiglia, è la migliore amica di Cain Wolfram, il figlio del responsabile degli stalloni di suo padre, e del cugino di Cain, Josiah Woodman, figlio di un banchiere locale. Nel corso della sua infanzia felice, i tre sono amici inseparabili, ma mentre crescono fino a diventare adulti, sentimenti complicati minacciano di distruggere la lunga storia della loro amicizia e del loro amore.

La mia opinione:

Benvenuti ad un nuovo capitolo de “La maledizione della troppa aspettativa”!
Ebbene si, anche Il cuore di Ginger è caduto vittima della troppa aspettativa, che ti fa desiderare per mesi e mesi di poter leggere un determinato libro e poi, quando finalmente questo accade, ti ritrovi a pensare... Tutto qua? 
Nonostante non possa dire che questa storia sia brutta (stiamo parlando della Regnery, nessuna sua storia potrà mai essere brutta), ho trovato tutto molto “freddo”, ecco, l'aggettivo adatto a questa storia è proprio fredda. Leggendola non ho provato il tumulto di emozioni stellari che ho invece percepito prepotentemente con il precedente libro di questa serie. Lo so che non tutte le storie danno le stesse sensazioni e che paragonare i libri è controproducente, però mi aspettavo fuoco e fiamme da questa lettura, e invece ho avuto tra le mani un tiepido cerino. 
Da una parte, il fatto che i tre protagonisti si conoscessero fin da piccoli e che la storia inizi proprio dalla loro infanzia mi è piaciuta, in questo modo abbiamo potuto capire tante cose che non sarebbero state chiare avendo solo l'aiuto dei flashback, dall'altra invece questa cosa ha allungato moltissimo la storia, perché il modo con cui è stata raccontata non mi è piaciuto per nulla. 
Il ripetere la stessa scena da tre punti di vista non ha aggiunto nulla, anzi, ha reso tutto davvero pesante. Perché le parti raccontate in più nelle rispettive versioni la maggior parte delle volte non erano così importanti da giustificare il dover rileggere nuovamente la stessa scena. In più, molte scelte che la Regnery ha fatto fare a tutti e tre i protagonisti mi hanno fatto storcere il naso, come non ho minimamente apprezzato il modo con cui l'autrice “sbroglia” il triangolo, trovo che la soluzione adottata sia solo un voler “vincere facile”, troppo comodo sistemare le cose in quella maniera, senza una vera scelta.
L'affetto tra loro è tangibile e su questo non c'è nulla da dire, però tutti e tre sono rimasti troppo ancorati al passato. 
All'inizio, visto che questa storia è liberamente ispirata alla fiaba di Cappuccetto Rosso (ma talmente liberamente da esserne lontana anni luce tanto che tuttora non capisco il nesso tra questa storia e la fiaba), pensavo che Cain fosse il “lupo cattivo” (ingannata anche dal fatto che il suo cognome è Wolfram) e Woodman fosse il cacciatore che salva Cappuccetto/Ginger dalle fauci del lupo/Cain.  Con il passare dei capitoli mi sono resa conto che le parti sono decisamente invertite e che Woodman non è per niente l'eroe buono della situazione, anzi, penso che sia uno dei personaggi più egoisti che io ricordi. Cain invece si atteggia per tutto il tempo da lupo cattivo, poi nelle circostanze giuste, e senza quella piattola di Woodman attaccata ai pantaloni, è decisamente un personaggio positivo. 
Mentre Ginger (che sinceramente non capisco come possa essere Cappuccetto Rosso visto che, Nonna a parte, non ha niente a che fare con lei. Avesse avuto almeno i capelli rossi magari un senso poteva averlo, e invece no, è bionda!!! ), è da sempre in balia degli eventi, sbatacchiata di qua e di là senza ben sapere neanche lei cosa fare, talmente confusa e arrabbiata da scegliere solo in base a quello che vogliono gli altri, percorrendo la strada semplice e sicura.
Con dei personaggi come Cain, Ginger e Woodman e con la premessa che c'è dietro ad una storia come poteva essere quella ispirata a Cappuccetto Rosso, si sarebbe potuto dar vita ad una meravigliosa storia, ed invece ne è uscita una storia che non mi ha soddisfatta per nulla. Fortunatamente, l'epilogo è di quelli che piacciono a me, quindi ha risollevato un po' il tutto, ma sicuramente non è sufficiente a farmi dimenticare tutto quello che è venuto prima. La Regnery questa volta mi ha delusa, speriamo che il prossimo libro della serie, ispirato al mito di Camelot, mi riservi una più piacevole lettura!

Punto di vista: terza persona alternata
Sensualità: Quando arrivano le scene di sesso 
sono decisamente troppe
Caratteristiche: Decisamente troppo "liberamente ispirato" 
alla fiaba di Cappuccetto Rosso.
Stile narrativo: noioso
Tipo di finale: conclusivo



Ringrazio la Quixote edizioni per la copia ARC del romanzo.

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