mercoledì 17 luglio 2019

Recensione: Il mondo visto da Annika Rose di Tracey Garvis Graves

Il mondo visto da Annika Rose
di Tracey Garvis Graves

Editore: Sperling & Kupfer 
Data di uscita: 11/07/2019

Trama
Università dell'Illinois, 1991. Annika non ama socializzare. Teme sempre di dire o fare la cosa sbagliata, non riesce mai a capire i pensieri o i comportamenti dei suoi interlocutori, a interpretarne i gesti o le espressioni del volto: per lei, stare in mezzo agli altri è come trovarsi in un Paese straniero di cui non conosce la lingua. Preferisce la compagnia silenziosa dei libri, che sanno trasportarla in mondi diversi dal suo; o quella confortevole degli animali di cui si prende cura alla clinica veterinaria, dagli occhi così espressivi e rassicuranti. Solo al tavolo degli scacchi può affrontare un estraneo; perché quel gioco, con le sue regole e la sua disciplina, con quella netta divisione tra bianco e nero, rispecchia la sua visione del mondo e non la fa sentire fuori luogo. È proprio a una partita che incontra Jonathan. Lui è stupito dalla bravura di quell'avversaria che riesce a batterlo, è colpito dalla sua bellezza, ma ancor di più conquistato dal suo modo di essere: dove gli altri vedono solo stranezza, lui scopre una creatura fragile ma assolutamente autentica e sincera, l'unica con cui possa essere se stesso. E Jonathan è l'unico ragazzo da cui Annika si sia mai sentita accettata. Il loro amore nasce così, studiando attentamente ogni passo, con pazienza e dedizione, ma anche col coraggio di sfidare pronostici e immaginare insieme il futuro. Finché il destino, con una mossa imprevista, separa bruscamente le loro strade. 
Chicago, 2001. Annika fa il lavoro dei suoi sogni, la bibliotecaria, e si fa aiutare da una specialista per affrontare quella paura del mondo che adesso sembra avere una diagnosi. Quando rincontra per caso Jonathan, ora un genio della finanza, il tempo tra loro sembra non essere mai passato, anche se c'è una vita in mezzo. I loro sentimenti sono ancora lì, evidenti e tangibili, come pedine lasciate al loro posto in attesa di ricominciare a giocare. È una partita che richiede coraggio, per superare le paure e i non detti di ieri. È una sfida che dovranno affrontare uniti, contro un avversario - il destino - che già una volta li ha battuti. Ma è l'unica chance per riprendersi quella felicità che solo insieme hanno conosciuto davvero.


La mia opinione

Il mondo visto da Annika Rose è il secondo romanzo di Tracey Garvis Graves che leggo, ma allo stesso tempo è molto diverso dal precedente. Ne “L'isola dell'amore proibito” questa autrice mi aveva trascinato in una storia d'amore con due protagonisti con una marcata differenza d'età e con un'ambientazione avventurosa, questa volta invece la situazione è un po' più introspettiva e affronta una tematica più delicata
Annika Rose è una ragazza diversa, considerata da tutti una persona strana, ma chi la conosce davvero sa quanto sia speciale. Annika è come un libro aperto, dice sempre quello che pensa, senza filtri, non ama il casino e i rumori forti e fatica ad integrarsi con gli altri.
Ha subito degli atti di bullismo, a volte le persone si sono approfittate della sua ingenuità e buona fede, ma al college stringe finalmente due amicizie vere e importanti: quella con la sua coinquilina Janice, che diventerà poi la sua migliore amica, e quella con Jonathan, il suo primo fidanzato e unico amore. 
La storia di Annika e Jonathan è raccontata in prima persona con il punto di vista di entrambi, alternando il presente (ambientato nel 2001) e il periodo dell'ultimo anno di college (1991), quando i due ragazzi si conoscono al club degli scacchi e si innamorano. Personalmente non sono una fan dei continui salti temporali, ma per questo genere di storia li ho trovati ben incastrati e interessanti, anche perché lo scoprire la ragione della loro rottura a fine college è stata una cosa che mi incuriosiva molto scoprire visto quanto si amavano. È inoltre nei capitoli ambientati nel passato che conosciamo davvero i due protagonisti e li vediamo innamorarsi. Nonostante le sue stranezze, Jonathan si innamora di Annika con una tale semplicità e non solo perché è una ragazza molto bella fuori, ma perché lo è ancora di più dentro. Tracey Garvis Graves ha caratterizzato la su Annika veramente in maniera splendida. 
Nel presente vediamo invece i due protagonisti incontrarsi per puro caso a Chicago dieci anni dopo, entrambi hanno avuto altre relazioni finite alle spalle, sono cresciuti, ed hanno una seconda occasione per chiarire le cose, conoscersi di nuovo e concedersi una seconda possibilità.
La storia ambientata nel presente si evolve come mi ero immaginata ma, praticamente sul più bello, l'autrice è riuscita a farmi tremare sul serio. Arrivati ad un certo punto ho temuto davvero il peggio, fortunatamente non è stato così, ma che magone la parte conclusiva del libro! Un twist inaspettato, davvero!
Mentre nel complesso la lettura è stata bella, interessante e caratterizzata da un tema delicato e poco affrontato come la diversità della protagonista femminile, non posso però non lamentarmi del finale … manca l'epilogo! E in questo caso secondo me ci voleva proprio, i protagonisti se lo meritavano, ed anche noi lettrici. Comunque, se cercate una lettura diversa dal solito sulle seconde occasioni fateci davvero un pensierino!

Punto di vista: prima persona, alternato
Sensualità: scene hot soft
Caratteristiche: emozionante, dolce, tematica delicata
Stile narrativo: scorrevole con alternanza passato e presente
Tipo di finale: conclusivo





Ringrazio la Sperling & Kupfer per la copia del romanzo.

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