Recensione: LOST BOY di M. Robinson

Lost boy 
di M. Robinson

EDITORE: Quixote Edizioni 
DATA DI USCITA: 30 Agosto 2019

TRAMA
In un mondo in cui non avevo nessuna voce in capitolo, la violenza era diventata il mio rifugio, e tutto il resto non aveva importanza.
Neanche la mia vita.
Prima di lei.
Skyler Bell.
Tutto ha avuto inizio la prima volta che ho sentito quella voce.
Mi ha donato la speranza di un domani.
Il mio primo amore era un concentrato di tutto.
Vorace.
Folle.
Per l'eternità.
Mio.
Solo che non avrei mai immaginato che esistessero dei segreti che dovevano essere condivisi.
Bugie che dovevano essere confessate.
Verità che dovevano essere svelate.
Demoni che dovevano restare sepolti.
Quando ho capito che l'aggressività, il desiderio, la tristezza e il rimpianto nei suoi occhi rispecchiavano i miei stessi sentimenti, è stato troppo tardi.
L'amore non è arrivato da me sotto forma di tormento, ma come tutto ciò che avevo sempre desiderato.
Allontanarmi non era possibile, eppure era l'unica scelta che avevo.
Avevo finalmente scoperto il prezzo dell'amore e mi era costato...
L'anima.

La mia opinione

Ci sono dei libri che rimangono con te anche giorni dopo averli letti. 
Continui a ripensare ad alcuni momenti che sono accaduti più e più volte e ti emozionano come la prima. 
Lost Boy è uno di questi libri. 
La storia di Noah e Skylar ti entra sotto pelle e non ti lascia più andare.
L’arco narrativo di questo romanzo è di più di una decina di anni. Inizia quando entrambi hanno tredici anni e i loro sguardi si incontrano, Noah è su una moto mentre Skylar sta nuotando nel fiume. L’intensità di quello sguardo è così forte che lui perde il controllo della moto e cade. La seconda volta, invece, lei gli salva la vita. La terza, lui la salva a lei ed è lì che comincia la loro travagliata storia d’amore.
Dire che questa storia è una montagna russa piena di alti e bassi è dire poco. È passione, è sofferenza, è perdita, ed è amore. Ci sono un sacco di cose sbagliate in questo romanzo, secondo me, ma che nel complesso di tutto stanno alla perfezione. Ci sono dei momenti a cui ripenso ancora e che mi danno proprio fastidio che siano successi, ma se non ci fossero stati il libro non sarebbe stato così indimenticabile.
Io ho un rapporto travagliato con M. Robinson. Il Diablo non mi è proprio piaciuto, infatti ho dovuto leggere una recensione per sapere che Noah era anche lì dentro. Quel romanzo è stato proprio cancellato dalla mia testa. Lost boy, invece, è stata un’esperienza totalmente diversa. Il linguaggio è crudo, ma ci sta con quello che viene raccontato.
Questa è una storia struggente di tira e molla, di momenti sbagliati e incomprensioni. Ho adorato Noah dal primo istante in cui appare. Nonostante l’apparenza dura è un bambino così fragile ed è doloroso vedere l’evoluzione che viene costretto a fare a causa della vita che è stato obbligato a vivere. Skylar, invece, non sono certa mi sia piaciuta. Ha i suoi segreti che custodisce decisamente troppo bene e il modo in cui tratta Noah è ingiusto, anche se a volte anche lui la tratta in quel modo. Dopo aver scoperto quello che nasconde, però, che era abbastanza prevedibile, si rivaluta un po’ come personaggio.
Io non ho letto i due romanzi su Creed e, appunto, di El Diablo non ho ricordi, quindi ammetto che ci sono stati alcuni punti in cui mi sono trovata un po’ sperduta. 
Lost boy può essere letto a sé stante, ma consiglierei in ogni caso di leggere i precedenti. 


- Punto di vista: prima persona, alternato
- Sensualità: scene esplicite
- Caratteristiche: intrigante, particolare, coinvolgente ed emozionante
- Stile narrativo: scorrevole
- Tipo di finale: conclusivo, soddisfacente, con epilogo






Ringrazio la Quiote edizioni per la copia ARC del romanzo

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