lunedì 16 settembre 2019

Recensione: Il miliardario più ambito di Annika Martin

Il miliardario più ambito 
di Annika Martin

Editore: Triskell Edizioni
Data di pubblicazione: 11 Settembre 2019

Trama
Lui è un potente CEO miliardario che ha trasformato l’azienda di famiglia in un impero. I soldi per lui non sono tutto, ma la società è la sua vita. Poi però quell’eccentrica di sua madre lascia tutto in eredità al proprio cagnolino.
Sono Vicky, mentalista canina. Non proprio, ma è ciò che dice sempre la mia anziana stalker che vive nei dintorni. La signora inoltre quando viene a mancare, lascia tutti di stucco donando una multinazionale del valore di svariati miliardi al suo cane, Smuckers. Con me come suo portavoce.
All’improvviso passo dal gestire il mio negozio su Etsy al sedere in un’elegante sala riunioni a Wall Street con Smuckers in grembo. Mentre il figlio della mia vicina, Henry Locke, detto anche lo scapolo più ambito di New York, mi guarda in cagnesco dall’altra parte del tavolo.
Le voci su di lui dicono che sia un genio degli affari, che sia tanto bravo a letto quanto in sala riunioni. Bellissimo lo è di certo. Quasi pornografico in quel completo da settemila dollari. Ma…
È arrogante e irritante.
Si rifiuta di ascoltarmi quando insisto nel dirgli che non ho raggirato sua madre.
Pensa di potermi maltrattare, comprare, controllare, addirittura sedurre.
Henry avrà anche tutte le donne di Manhattan che pendono dalle sue labbra, ma io sono stufa di tizi ricchi e presuntuosi che pensano di possedere il mondo.
Non riuscirà a sedurmi col suo sorrisetto malizioso.
Il suo sorriso malizioso… devastante… è impossibile resistergli.
Beh, chi ha bisogno di mutandine asciutte al giorno d’oggi?

La mia opinione


Il miliardario più ambito racconta la storia di Vicky e Henry. Lei ha un negozio online di bigiotteria di lusso e di eccentrici articoli per cani, lui è il CEO di una grande e ricca società. Non si incontrerebbero mai se non fosse che la madre del protagonista, come disposizione testamentaria, lasci la quota maggioritaria dell’impero economico di famiglia al suo piccolo batuffolo di pelo canino, Smuckers, sotto la tutela di Vicky. 
Ovviamente gli altri eredi non prendono benissimo questa notizia e tutti sono pronti a gridare al raggiro. Vicky però non sta tentando di truffare nessuno, anzi, ma sarà difficile convincere i nuovi soci della sua totale buonafede.
Henry ama il suo lavoro e la sua società e ha ben chiara la responsabilità data dal numero di persone che dipendono da lui. Ha lavorato tanto, duramente e con impegno per creare il suo impero e non ha nessuna intenzione di farselo portar via da quella ragazzetta incompetente e a caccia di denaro.
Vicky è una giovane donna molto forte, ha svolto per molto tempo più lavori contemporaneamente per poter badare a sé stessa e a sua sorella, così da poter garantire ad entrambe una vita nuova e dignitosa. Stanno fuggendo da un passato che le ha ferite e che potrebbe ritornare, se solo qualcuno riconoscesse in Vicky una persona che grazie ad un falsario ora non è più.
La protagonista è battagliera ma buona, non accetta che qualcuno possa o voglia metterle i piedi in testa. È un personaggio positivo, che non si arrende, che vuole vivere correttamente e dare costantemente il buon esempio alla sorella. Ad un certo punto della sua vita ha dovuto scegliere tra quel che era giusto e quel che era conveniente. Ha scelto la giustizia ma tutti le si sono rivoltati contro. È stato in quel momento che si è ripromessa che gli uomini, specie se ricchi e potenti, non avrebbero più avuto la possibilità di avvicinarsi a lei e soprattutto che mai più nessuno le avrebbe fatto chinare la testa.
Henry è proprio uno di quei ricchi uomini che Vicky disprezza e quel che lui vuole è proteggere la sua società da quella ragazza che, ne è certo, non può che volere per sé tutti i soldi che l’azienda è in grado offrire. Decide perciò di combatterla con le armi che più gli appartengono: moine, lusinghe e una corte serrata. Resterà sorpreso lui stesso dall’evoluzione di questo suo comportamento. 
L’unico aspetto che non mi ha convinto totalmente del romanzo è l’idea iniziale che Henry ha della strategia che attuerà e l’effettiva inesistenza, se non per poco, di quella strategia. Avrei preferito una battaglia iniziale più forte tra i protagonisti, ma Henry è fondamentalmente un buono, per cui nonostante i pensieri complottisti e vendicativi resta fedele alla sua natura. 
È un romanzo molto carino, a tratti simpatico e a tratti dolce, mi è piaciuto!

Punto di vista: prima persona alternato
Sensualità: scene hot presenti
Caratteristiche: dolce, simpatico
Stile narrativo: scorrevole
Tipo di finale: autoconclusivo


Ringrazio la Triskell per la copia ARC del romanzo.

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