Recensione: Play Boy di Samantha Towle



Play Boy 
di Samantha Towle 

Casa editrice: Newton Compton 
 Data di uscita ebook: 03/08/2020 

Trama 
Sono il figlio di un’icona. Di una leggenda. Di un membro della famiglia reale del rock. Un uomo che non ho mai incontrato. Ma mi sono paragonato a lui in ogni aspetto della mia vita. L’unico momento in cui mi sento me stesso, davvero me stesso, è quando sono sul palco con la mia band. Ma più diventiamo famosi, più spesso vengo paragonato a lui. Non sono lui. E non lo sarò mai. Vorrei solo che la gente lo capisse. Ho bisogno di staccare da tutto, specialmente dopo un litigio che mi ha spinto a saltare in macchina e a lasciarmi alle spalle Los Angeles. Ma per uno stupido errore sono costretto ad accostare. E mi trovo di fronte una ragazza che è l’esatto contrario di chiunque abbia mai incontrato nella vita. E non ha idea di chi io sia. Anche se lo sapesse, non penso che le importerebbe. Pensa solo che io sia un uomo gentile. La trovo intrigante. E bellissima. Sono bloccato per la notte in questo paesino, mentre mi sistemano la macchina. Ma sto pensando di restare un po’ più a lungo. Sono Storm Slater, chitarrista degli Slater Raze e figlio unico del grande, compianto Johnny Creed. Ma qui, ora, non sono nessuno. Sono uno qualunque. Questa cosa mi piace tantissimo. E lei mi piace ancora di più.

La mia opinione 

«Okay, è figo. Il più figo dei fighi. Ma ce l’ha scritto in faccia che è un play boy, e io non sono una da una botta e via.»

Play Boy fa parte di una serie di libri autoconclusivi e ha come protagonista principale Storm Slater. 
Storm è il figlio di un’icona della musica rock che è morto troppo giovane e non ha mai conosciuto. Il ragazzo è bravissimo nel suo lavoro, suona divinamente e compone canzoni, peccato che il pubblico non faccia altro che compararlo al suo defunto padre: Johnny. 
Stufo e sotto pressione Storm viene colpito da una notizia che sconvolge la sua vita e lo porta lontano da Los Angeles in un posto che somiglia al paradiso, almeno per lui, e conosce Stevie una ragazza strana, ma unica, che conquista il suo cuore dal primo momento. 

«Chiudo gli occhi e immagino. Niente più stampa. Niente più social. Nessuno a dirmi che non sono abbastanza bravo. Sembra un * paradiso.»

La trama è piuttosto lineare e in qualche modo “scontata”, ma l’autrice ha saputo arricchirla di particolari che l’hanno resa originale e non banale. Il classico colpo di fulmine si trasforma in una sorta di rivincita e occasione di crescita per entrambi i personaggi. 
I protagonisti sono caratterizzati bene; il punto di vista (prima persona) permette al lettore di entrare direttamente nella loro psiche non lasciando nulla al caso. Stevie è semplicemente fantastica! Finalmente una figura femminile vera: autoironica, sensibile, senza scrupoli e umana. L’ho apprezzata molto.
I primi capitoli non sono ricchi d’azione, anzi… è Storm a parlare e raccontare tutta la sua vita come un lungo flusso di coscienza, per questo motivo stavo facendo difficoltà ad entrare nel vivo della storia. Nel giro di poche pagine però la situazione cambia e finalmente sono i fatti ad essere al centro della situazione e mostrare quello che c’è di nuovo. 
Credo che questa lettura sia l’ideale per staccare la spina e se cercate qualcosa di leggero, ma non frivolo. Consiglio Play boy a chi ha voglia di vedere una rock star perdere la testa e rimettersi in pari con la sua vita, con il giusto tocco di romanticismo e di divertimento.

Punto di vista: prima persona alternato
Caratteristiche: amore a prima vista, cambiamento, rivincita
Sensualità: presenti scene hot piuttosto esplicite
Stile narrativo: semplice, ricco di descrizioni e riflessioni
Finale: autoconclusivo con epilogo 
Voto: 3 stelle




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