Recensione: Briseis, schiava di un re di Eleonora Fasolino


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Briseis, schiava di un re 
di Eleonora Fasolino

Self-publishing
Data di uscita su Amazon: 29/09/2021

“Il re la voleva. Anche se non era bella, anche se non era un’esperta delle arti di Eros, anche se era solo una schiava. La sua.”

Briseide non è più una principessa.
A renderla schiava è Achille, re dei Mirmidoni, splendido come tutto ciò che appartiene al divino, letale come la morte, temuto da tutti gli uomini.
Sembra non nutrire sentimenti, tranne che per la guerra e per Patroclo, valoroso principe e guerriero.
Non mostra particolare attenzione per la schiava che gli è stata donata. Del resto non ne ha mai posseduta una e dubita che la scialba troiana costituisca una tentazione.
Mentre la città di Troia si accinge a cadere e l’esercito acheo tenta la più impossibile delle conquiste, Briseide trascorre le proprie giornate nell’accampamento di Achille.
Non ha mai servito un uomo e non è esperta nelle arti dell’amore, ma con arguta condiscendenza trova ben presto il giusto compromesso per sopravvivere.
Achille non è un padrone compassionevole, eppure non c’è solo ferocia in lui. Gli sprazzi di umanità che fendono la sua spietatezza spingono Briseide a dubitare della fama oscura che lo accompagna.
Ad attirare l’interesse del re, invece, è il temperamento coraggioso che l’ingenua troiana non manca di dimostrargli.
Nonostante la storia li abbia resi nemici, forse non sono così diversi l’uno dall’altra.
Forse c’è molto in grado di unire uno spietato invasore e una principessa ridotta in schiavitù.
Sullo sfondo di una contesa destinata al canto della storia, con gli dei pronti a giocare una partita di vite, a farsi imprevedibile sarà proprio la tela del destino.
E quella dell’amore.

La mia opinione

Briseis è un romance mitologico che riprende in tutto e per tutto quello che è uno dei poemi epici per eccellenza: l’Iliade. 
La storia segue pedissequamente quella già conosciuta, ma l’opera di riscrittura è eccezionale. I protagonisti di questa storia sono Briseide, Achille e Patroclo. L’autrice ha deciso di regalarci una riscrittura che dà spazio al mondo interiore di figure conosciute come temibili, gloriose, forti dando spazio alle loro fragilità, i loro desideri, speranze e umanità.
L’atmosfera ricreata è palpabile e a tratti sembra di essere veramente nel campo degli Achei, in una tenda con il guerriero più forte di sempre e il suo compagno per la vita. A fare da contorno è la supervisione di una madre preoccupata per il destino del figlio, che tenta di smuovere il suo animo e di dissuaderlo dallo scendere in battaglia: Teti. 
Briseide è inizialmente una donna, molto giovane, che sembra aver perso tutto e in effetti è così: è appena diventata la schiava del re dei Mirmidoni e non rimane più nulla della sua aristocraticità né dei suoi cari. Nonostante a primo impatto tema molto Achille questo non la ferma dal cercare uno scontro diretto dal quale trapela la sua fierezza, il suo essere una donna con una personalità e dei desideri, che neanche lei ha capito fino in fondo. 
Patroclo dall’altro canto è un uomo generoso, dolce e premuroso che riesce ad avvicinare la schiava al suo padrone, assottigliando sempre più la linea che dovrebbe dividere nettamente queste due persone. 

«Non avrai una spada, Briseide. Non sarai veloce. Non saprai combattere. Ma sai ciò che vuoi. E sai quando bisogna essere più forti della paura. E sai sfidare chi nessun altro sfiderebbe, perché non temi la morte, ma l’inutilità. Tu ed io ci assomigliamo.»

Il rapporto che c’è tra i due uomini emerge pagina dopo pagina: quello che uno è per l’altro non si può spiegare, ma arriva al cuore del lettore attraverso gli occhi di Briseide, i gesti di Achille e le parole di Patroclo. La donna viene accolta in quello che è un amore totalizzante e resa parte di questo. 

«Achille e Patroclo erano i suoi signori e coloro che avevano elargito a Briseide il dono del desiderio, oltre a quello della benevolenza.»

Ho amato tutto del libro a partire dal modo molto attento in cui l’autrice ha scelto le parole con cui raccontare questa storia, per arrivare a come è costruita la sua struttura narrativa. Se siete amanti del genere non potete perdervelo, ma consiglierei la lettura anche a chi abbia voglia di sbilanciarsi e uscire dal “solito” mondo per respirare un’aria diversa in cui guerra, divinità pericolose e la fragile umanità lottano per convivere. 

Punto di vista: terza persona, diversa focalizzazione
Stile narrativo: molto curato, ricco
Caratteristiche: mitologia, riscrittura, amore 
Sensualità: presente
Finale: conclusivo
Voto: 5 stelline




Ringrazio l'autrice per la copia ARC del romanzo 

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