Recensione: Il re delle cicatrici di Leigh Bardugo




Il re delle cicatrici
di Leigh Bardugo
(King of Scars #1)

Editore: Mondadori
Pagine: 545
Data di uscita: 15 Marzo 2022

Affronta i tuoi demoni oppure sfamali Nikolai Lantsov, sovrano di Ravka, corsaro, soldato, secondogenito di un re disonorato, ha sempre avuto un'innata propensione alle situazioni difficili, ma questa volta sembra dover fare i conti con qualcosa di impossibile, qualcosa che nessuno, tra la popolazione di Ravka, potrebbe mai immaginare. Come se non bastasse, per arrestare l'avanzata dei nemici che si assiepano lungo i confini del regno, il giovane re deve trovare un modo per riempire le casse dello Stato, stipulare nuove alleanze e fermare il nuovo pericolo che minaccia quello che un tempo è stato il glorioso esercito Grisha.
Al suo fianco, però, c'è la fedele Zoya Nazyalensky, leggendario generale Grisha, che non si fermerà di fronte a nulla pur di aiutare Nikolai ad affrontare e sconfiggere il potere oscuro che alberga nelle profondità del suo cuore e che, rafforzandosi di giorno in giorno, minaccia di distruggere tutto quello che ha costruito. Zoya sa infatti che, come i Grisha non possono sopravvivere senza Ravka, tantomeno Ravka può sopravvivere a un re tanto indebolito.
Nello stesso momento, nelle terre fredde del Nord, Nina Zenik sta combattendo la sua personale guerra contro coloro che vorrebbero spazzare via per sempre i Grisha. Ma per sconfiggere i pericoli che la attendono, sarà costretta a scendere a patti con il proprio terrificante potere e ad affrontare il dolore profondo e lacerante che porta nel cuore.
Re, generale e spia di Ravka: tutti e tre nel corso del loro viaggio dovranno spingersi oltre i confini tra scienza e superstizione, magia e fede, rischiare il tutto per tutto per salvare una nazione spezzata, e accettare che alcuni segreti non sono fatti per restare sepolti e che certe ferite non sono destinate a guarire.


La mia opinione

Il Re delle Cicatrici è il primo romanzo di una dilogia fantasy ambientata nel Grishaverse che segue le vicende accadute prima nella trilogia Shadow and Bone e poi nella dilogia Six of Crows
Potete iniziare questa nuova serie senza aver letto i romanzi precedenti? Ve lo sconsiglio caldamente per vari motivi: 
1) Non capireste bene l’ambientazione e il worldbuilding del Grishaverse (ormai certi dettagli si danno per scontati) e nemmeno chi sono i Grisha e la loro storia;
2) I tre personaggi principali del romanzo non sono nuovi, li abbiamo già incontrati (e in alcuni casi amati) nelle altre due serie;
3) Ogni cosa che succede in questo libro è una conseguenza di quanto già accaduto, quindi, anche se i protagonisti principali sono altri, possiamo considerare Il Re delle Cicatrici un vero e proprio seguito.
Per  queste ragioni do per scontato che, se continuate a leggere questa mia recensione, allora siete in pari con la lettura. 

La narrazione in terza persona è concentrata principalmente su tre personaggi già noti a noi lettori del Grishaverse: Nikolai, Zoya e Nina. 

Nikolai ora è il Re di Ravka, ma il ragazzo che ho amato alla follia fin dalla sua prima comparsa in Assedio e Tempesta non è al massimo della forma. Dopo quanto accaduto nel finale della serie Shadow and Bone, Nikolai è cambiato, inoltre deve combattere contro gli incubi e il mostro spietato che alberga dentro di lui ormai da mesi. Vista la precaria stabilità del regno, non può permettere che la sua condizione venga scoperta, quindi la sua storyline è particolarmente concentrata sul trovare una cura per tornare alla normalità prima che sia troppo tardi. 
Ad aiutarlo e sostenerlo ci sono i suoi fedelissimi: Zoya, Genya, David, Tolya e Tamar (che ho ritrovato con gioia!) 
Nikolai è il giusto re per Ravka, è cresciuto molto e continua a piacermi, non è più il mascalzone di un tempo e un po’ mi è mancato quel suo lato, ma fortunatamente ha conservato qualche traccia di egocentrismo e sarcasmo. 

Zoya
è quel personaggio che non mi ha mai fatto impazzire, ma grazie ai capitoli a lei dedicati ho avuto modo di conoscere la sua storia e l’ho totalmente rivalutata. Non è solo la comandante delle truppe Grisha, ma il braccio destro di Nikolai. Quei due hanno un feeling troppo bello, io ho troppo iniziato a shipparli come coppia, ve lo dico! 
Zoya è una donna forte, pratica e dalla lingua tagliente. Dimostra di essere degna di fiducia e una vera leader, inoltre mi è piaciuto scorgere cosa nasconde sotto quell’atteggiamento glaciale con cui tiene a distanza le persone. 

Nina ha perso l’uomo che amava e ora deve lasciarlo andare, anche se è difficile. La sua storyline la porta lontana da quella di Nikolai e Zoya, in un altro scenario e in compagnia di altri personaggi.
Se da una parte mi ha fatto tenerezza per ciò che ha perso e per come sta affrontando la sua perdita, l’ho trovata più forte e spietata (grazie anche ai nuovi poteri post parem), ha persino trovato la sua vocazione. Il suo cammino si incrocia con un nuovo interessante personaggio, Hanne, una grisha che spero di ritrovare anche nel seguito, mi è sembrato che le due ragazze avessero un certo feeling, vedremo!

A livello romantico si intravede qualche spiraglio, ci sono delle vibrazioni giuste, ma assolutamente ancora nulla di concreto, per vedere come si evolveranno le cose ci sarà da aspettare La Legge dei Lupi. 

Se dovessi tener conto solo dei personaggi, del loro sviluppo e della loro caratterizzazione, avrei potuto dare a questo libro anche il massimo dei voti. Sono loro il motore della storia, sono loro che mi hanno maggiormente colpita e invogliata a leggere il romanzo. 
La trama di base invece mi ha lasciato un po’ l’amaro in bocca. Anziché dare un tocco di originalità alla serie introducendo qualcosa di nuovo e intrigante, l’autrice ha allungato cose che secondo me potevano essere già chiuse e archiviate. C’è pure un gran ritorno, che per quanto mi sia piaciuto in passato il personaggio, non ho ancora capito se ho gradito. 

La Bardugo scrive bene, ha creato un mondo complesso e ben strutturato, come stile questo romanzo è molto più simile al maturo Sei di Corvi che alla prima trilogia, ma paragonato ad altri volumi del Grishaverse, quanto a trama è quello che mi ha entusiasmato meno. 

Se amate il Grishaverse e Nikolai è una lettura che vi consiglio in ogni caso, io sono curiosissima di scoprire come si concluderanno le cose per tutti questi personaggi, ho alte aspettative su La Legge dei Lupi (in uscita il prossimo mese) visto il finale di questo!

Punto di vista:  terza persona, vari personaggi
Sensualità:  assente
Caratteristiche:  fantasy, magico, avventuroso 
Stile narrativo:  scorrevole, attenta ai dettagli
Tipo di finale: aperto
Voto: 3,75 stelle



Ringrazio Mondadori per la copia ARC del romanzo 




Nessun commento

Se ti è piaciuto il post condividilo!
E se ti va, lascia un commento!