Recensione: Mi chiamano Crudelia Van Der Voos di Caterina Eboli


Mi chiamano Crudelia Van Der Voos
di Caterina Eboli

Editore: Self-publishing
Data di uscita: 3 Novembre 2022

Trama
Quei quattro giorni di vacanza a Taormina dovevano essere un’eccezione nella vita frenetica di Amalia Van Der Voos, la CEO più temuta d’America. Una sfida, un esperimento, un weekend lungo per staccare la spina e uscire dalle solite temibili vesti di “Crudelia”.
Mai avrebbe immaginato che quell’uomo rozzo con l’aria da pirata, conosciuto in Italia, potesse presentarsi nel suo ufficio, a New York, e pretendere di continuare quel torrido flirt estivo. Comunque, niente panico. Non c'è nulla che Amalia non sappia gestire, niente che in tutti questi anni non sia riuscita a tenere alla larga da sé e dal suo cuore. Almeno finora…
Amalia e Jason, una manager con la mania del controllo e un uomo che segue solo l’istinto. Lei con il pallino della carriera, lui con la missione di conquistarla. Tra equivoci e qualche follia, chi la spunterà?

La mia opinione

Potrei iniziare questa recensione partendo dalla copertina strepitosa, ma sarebbe troppo facile, quella l'hanno vista tutti. Inoltre, il vero pezzo forte è quello che c'è dietro, perché questo è il tipico caso in cui un libro va ASSOLUTAMENTE giudicato dalla copertina.
Ma iniziamo dal principio, Amalia, Crudelia per i nemici, è la CEO della Dream Job Consulting, una multinazionale con un fatturato da capogiro e ha decisamente bisogno di una vacanza. Lo sanno tutti, le sue amiche, il suo corpo, lo sa perfino la psicologa aziendale. Quindi, quando verrà gentilmente costretta a prendersela, non potrà fare altro che rilassarsi... che saranno mai un paio di giorni in Italia?
Peccato che lì incontri Jason, un selvaggio in camicia mezzo sdraiato al bancone del bar, abbastanza sbronzo e pure prepotente. Eppure, quella faccia da schiaffi non è poi così male, sembra anche colto e intelligente... e di nuovo, che saranno mai un paio di giorni di svago? 
Questo libro parte con una vacanza ma è un office romance a tutti gli effetti, e devo dire che prima di iniziarlo ero un po' terrorizzata, perché questo genere, dopo le prime pagine, mi annoia. Ma non questa volta. Ho amato Amalia e Jason dalle primissime pagine e non mi sono mai più fermata, due protagonisti all'apparenza così distanti ma in realtà così simili. 
Jason è diventato uno dei miei personaggi maschili preferiti, attento, colto ma anche decisamente un barbaro. Ha le sue regole e se ne frega delle convenzioni e del pensiero altrui (amen). Anche il personaggio femminile, che era quello che mi spaventava di più, mi ha sorpresa e ho simpatizzato da subito anche con lei. I personaggi infatti, funzionano come una macchina ben oliata, non sono mai stereotipati e anche nelle battute che si scambiano c'è sempre molto realismo. 
Il ritmo è incalzante, non c'è un attimo di noia e ho trovato ogni parte della storia interessante, soprattutto quella relativa alla famiglia di Amalia. 
Infine, ho trovato l'autrice davvero cresciuta, non che prima non fosse brava, ma ho apprezzato molto  l'inserimento di problematiche attuali senza che però appesantissero il libro, e ho visto tanta attenzione ai dettagli, già a partire dai nomi, che ho trovato davvero originali. 
Uno di quei libri giusti, che ti lasciano qualcosa dentro e dove anche le più piccole cose sono parte di un unico grande quadro e combaciano perfettamente. Consigliato, consigliatissimo.

Punto di vista: Prima persona alternata
Sensualità: Presente
Caratteristiche: Office Romance, love to hate to love, grumpy & sunshine
Stile narrativo: Scorrevole e frizzante
Tipo di finale: Autoconclusivo
Voto: 5 Stelle




- Laura - 


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